Continua a essere il canale principale per l'approvvigionamento di capitali.
Considerata questa realtà, la sfida per il prossimo periodo non è solo quella di mantenere la crescita del credito, ma anche di garantire risorse finanziarie sufficienti per realizzare gli obiettivi di sviluppo a lungo termine. Il mantenimento di un'elevata crescita economica nel periodo 2026-2030 è considerato un elemento chiave per creare le premesse affinché il Vietnam possa entrare a far parte del gruppo dei paesi a reddito medio-alto entro il 2030 e diventare un paese ad alto reddito entro il 2045. Secondo le stime di esperti nazionali e internazionali, per raggiungere questo obiettivo il Vietnam necessita di un'ingente quantità di capitale, pari a circa 1.400 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, equivalenti a 280 miliardi di dollari all'anno. Nel frattempo, le risorse per gli investimenti si basano ancora principalmente sul sistema bancario, con un livello di credito pari a circa il 134% del PIL.
Secondo la signora Ha Thu Giang, direttrice del Dipartimento del Credito per i Settori Economici (Banca di Stato del Vietnam), la pressione per l'apporto di capitali all'economia rimane elevata nel contesto di un mercato finanziario sviluppato in modo disomogeneo, mentre il mercato obbligazionario societario e il mercato azionario continuano ad affrontare numerose difficoltà e non hanno ancora pienamente svolto il loro ruolo di principale canale di approvvigionamento di capitali a medio e lungo termine per l'economia. La signora Giang ha affermato che la domanda di capitali a medio e lungo termine per progetti e opere nazionali chiave è molto elevata, creando una notevole pressione sugli istituti di credito per bilanciare le fonti di capitale e gestire i rischi di scadenza, soprattutto perché la principale fonte di finanziamento è ancora costituita dai depositi a breve termine, che attualmente rappresentano circa l'80% dei depositi totali del sistema.
Analizzando il quadro generale, il Dott. Can Van Luc, Capo Economista di BIDV e membro del Consiglio Consultivo Politico del Primo Ministro, sostiene che l'economia vietnamita dipenda eccessivamente dal sistema bancario, che rappresenta oltre il 50% dell'offerta totale di capitale. Entro la fine del 2025, si stima che il rapporto credito/PIL del Vietnam raggiungerà il 147%. Se la crescita del credito continuerà al 16-17%, entro il 2030 questo rapporto raggiungerà il 180-185% del PIL, uno dei più alti al mondo. Le statistiche mostrano che negli Stati Uniti il rapporto credito/PIL è del 198%, ma questo dato include anche gli istituti finanziari non bancari. Se si considerano solo le banche commerciali, il loro rapporto è solo dell'80% circa del PIL. Il rischio di leva finanziaria in Vietnam grava eccessivamente sul sistema bancario.
Da una prospettiva macroeconomica, secondo il dottor Can Van Luc, la qualità della crescita dipende in larga misura dalla struttura del credito e degli investimenti. Attualmente, circa l'80% del capitale pubblico investito è destinato alle infrastrutture di trasporto; mentre la sanità e l'istruzione rappresentano il 15%, e la scienza e la tecnologia solo lo 0,5% circa. "Migliorare l'efficienza degli investimenti e adeguare la struttura del capitale in modo appropriato è più importante che semplicemente espandere la portata del credito", ha sottolineato.
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| Attualmente, il credito bancario rimane la principale fonte di capitale per l'economia. |
Diversificare le fonti di finanziamento: un percorso inevitabile.
Sulla base di questa esperienza, gli esperti ritengono che il Vietnam debba urgentemente innovare il proprio approccio alla mobilitazione e all'allocazione delle risorse, passando da un modello fortemente dipendente dal credito bancario a un modello di sviluppo più equilibrato, che si basi maggiormente sul mercato dei capitali e su fonti di finanziamento a medio e lungo termine, al fine di garantire una crescita rapida ma sostenibile nel prossimo futuro.
Per ridurre la pressione sul credito bancario, è necessario accelerare le riforme delle istituzioni finanziarie e sviluppare un mercato finanziario più equilibrato; promuovere il mercato dei capitali e il mercato obbligazionario e diversificare le istituzioni finanziarie, come i fondi di investimento e i fondi pensione. Allo stesso tempo, occorre perfezionare il quadro giuridico per nuovi modelli quali la finanza verde, la finanza digitale, i mercati del carbonio e i centri finanziari internazionali. È inoltre necessario adeguare l'orientamento degli investimenti, privilegiando i settori con elevati vantaggi comparativi, basse pressioni inflazionistiche e in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Secondo il dottor Le Xuan Sang, vicedirettore dell'Istituto vietnamita di economia, la priorità dovrebbe essere data allo sviluppo di settori come le energie rinnovabili, in particolare l'eolico offshore e l'energia solare; i settori che supportano la trasformazione digitale, l'e-commerce nazionale e transfrontaliero... In questo contesto, il credito verde è considerato uno dei canali di capitale più importanti da sviluppare parallelamente al mercato dei capitali per sostenere la trasformazione del modello di crescita. Gli esperti propongono l'emanazione tempestiva di normative complete relative agli standard di concessione del credito, alla valutazione e alla gestione dei rischi ambientali e sociali nelle operazioni bancarie; e lo sviluppo di meccanismi di incentivazione del credito legati agli obiettivi di trasformazione verde, sviluppo dell'economia circolare e crescita sostenibile.
A questo proposito, il signor Nguyen Quoc Hung, vicepresidente e segretario generale dell'Associazione bancaria vietnamita, ha suggerito di istituire al più presto un meccanismo per valutare e dare priorità agli istituti di credito che partecipano alla finanza verde. Ciò creerebbe incentivi per le banche e migliorerebbe il loro accesso ai capitali internazionali. Allo stesso tempo, dovrebbe essere destinata al credito verde una fonte di rifinanziamento stabile e a lungo termine, adeguata alle caratteristiche dei progetti di investimento verde, che presentano cicli di vita lunghi e tempi di recupero del capitale lenti.
Il signor Hung ha inoltre proposto l'istituzione di un Fondo di garanzia del credito verde basato su un modello di partenariato pubblico-privato, con l'obiettivo di supportare le imprese nell'accesso al capitale, traendo al contempo insegnamento dai limiti degli attuali fondi di garanzia. L'avvio tempestivo di una borsa dei crediti di carbonio è considerato uno strumento cruciale per incoraggiare le banche a sviluppare nuovi prodotti finanziari legati al mercato del carbonio.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/da-dang-hoa-nguon-von-giam-dan-phu-thuoc-tin-dung-175730.html







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