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| Il poeta Nguyen Long (secondo da sinistra) e la professoressa associata Cao Thi Hao (al centro) con artisti e scrittori della provincia di Thai Nguyen . |
La raccolta di poesie di Nguyen Long, "Il Paese è la mia patria", offre ai lettori un viaggio poetico attraverso il Vietnam, dal Nord-Ovest, ai monti Viet Bac e Truong Son, fino alle isole meridionali. Attraverso centinaia di poesie, l'autore non solo ricrea la maestosa e poetica bellezza della sua terra natale, ma ritrae anche la profondità della storia, della cultura e delle relazioni umane vietnamite.
Il punto culminante di questa raccolta di poesie è il legame tra prospettiva lirica e responsabilità civica. Poesie come "Primavera nel Vietnam nord-occidentale", "L'albero Chò millenario", "Al confine", "Isola di To Co To", "Sulle rive del fiume Thach Han", ecc., sono permeate da emozioni personali e al contempo risuonano con il respiro della storia nazionale.
I lettori incontrano immagini di fiori di bauhinia, fiori di pesco, passi di montagna, ruscelli, il suono del flauto khene e la danza xoe delle minoranze etniche... tutti elementi associati alla regione montuosa del Nord-Ovest. Allo stesso tempo, percepiscono anche gli echi della guerra e dei sacrifici compiuti al confine e sulle isole.
Ogni poesia è un pezzo di un puzzle, che insieme formano una mappa del paese: "Di chi sono i lunghi capelli che scorrono lungo il torrente Ngoi Thia? / I fiori viola di bauhinia di Muong Lo sono incantevoli / La danza Xoe persiste per anni / La primavera diffonde il suo profumo di riso d'alta montagna" (Primavera nel Vietnam nord-occidentale).
Qui, Nguyen Long non si limita a descrivere la natura, ma la collega anche alla cultura (il fiore di ban, la danza xoe, il profumo del riso glutinoso). È una prospettiva al contempo intuitiva e profondamente intrisa di qualità etnografiche, come un diario di viaggio in versi.
Leggendo la raccolta di poesie "Il Paese è la mia patria", i lettori possono percepire chiaramente l'aspetto "geografico e culturale" presente nelle poesie di Nguyen Long. La raccolta abbraccia tutto il Paese: dal Nord-Ovest con i suoi fiori di bauhinia, Khau Pha e la danza Xoe; al Viet Bac con il fiume Lo, Tuyen Quang e Thai Nguyen, entrambi di importanza storica; alla regione centrale con Lam Kinh e Truong Son; fino alle isole di Co To, Truong Sa e Phu Quoc. Questo stile di scrittura richiama la tradizione della "poesia toponomastica" nella poesia vietnamita moderna, da Huy Can e To Huu a Nguyen Khoa Diem.
Ma a differenza della grandiosità epica dell'epoca della guerra anti-americana, la poesia di Nguyen Long propende maggiormente per una prospettiva lirica di viaggio, come un "diario in versi" che documenta il suo percorso alla scoperta della sua terra natale e ripercorre la storia del paese.
Lì, l'amore per la propria patria si esprime in modo semplice e sincero, dai ricordi d'infanzia e dalle memorie del campo di battaglia alle emozioni legate alla trasformazione che il paese sta vivendo oggi.
Molte poesie riflettono l'attualità, toccando temi e problemi sociali: dalla pandemia di Covid-19 e i disastri naturali nelle regioni montuose ai successi sportivi e alla gioia per il raggiungimento dei 100 milioni di abitanti in Vietnam...
La patria è la terra d'origine, che porta in sé il respiro degli eventi attuali e dei ricordi storici. Oltre a poesie che celebrano la natura e il popolo, la raccolta comprende anche molte opere che evocano la guerra (Ritorno a Vi Xuyen, Sulle rive del fiume Thach Han, Antica cittadella di Quang Tri), rievocando i ricordi dei compagni, il sangue e i sacrifici della generazione precedente.
Al contempo, la sua poesia si concentra anche sul presente: scritti sui disastri naturali nelle zone montuose, sulla pandemia di Covid-19 e sui cambiamenti avvenuti nel paese durante il processo di integrazione internazionale. È in queste opere che la poesia di Nguyen Long afferma il ruolo della poesia come memoria collettiva e voce del cittadino.
Oltre a descrivere la bellezza della sua patria, la raccolta di poesie custodisce anche i ricordi eroici e dolorosi della nazione. In "Sulle rive del fiume Thach Han", scrisse: "Contemplando in silenzio l'acqua verde smeraldo / Il profumo del sangue dei nostri eroi la tinge di rosso / Tessendo il giorno della riunificazione nazionale / Portando calore ai cuori di molte coppie e unendole nel matrimonio" (Sulle rive del fiume Thach Han).
Oppure, al suo ritorno a Vi Xuyen – una zona di confine aspramente contesa – l'ex soldato provò improvvisamente una fitta di nostalgia per il suo commilitone: "Guardando le montagne e i fiumi / Risplendono del colore cremisi del sangue, amico mio! Sono passati quarant'anni / Le gloriose vittorie del passato brilleranno per sempre e non saranno mai dimenticate" (Ritorno a Vi Xuyen).
Questi versi evocano la tragica atmosfera della guerra, ricordandoci al contempo la nostra responsabilità di preservare l'indipendenza anche oggi.
Nguyen Long non si limita al passato, ma allarga la sua prospettiva alla vita contemporanea. Scrive di disastri naturali nelle regioni montuose (Sending to the Border), della pandemia di Covid-19 e dei cambiamenti nella società attuale. Nella poesia "Celebration", l'autore collega la poesia alla popolazione e all'umanità: "Oggi la Terra ha 8 miliardi di persone / Il prossimo aprile il nostro Paese raggiungerà i 100 milioni... / Celebrando il mondo in mezzo a giorni miracolosi / La nuova generazione segue la vecchia generazione" (Celebration).
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L'orgoglio e la determinazione a costruire la nazione si esprimono concretamente: "L'amore per il Vietnam durerà tutta la vita / L'isola verde di Phu Quoc - la terra e il cielo del Sud / In armonia con Mong Cai e Ha Giang / Seguendo la via del Partito, costruendo una nazione forte e prospera" (Addio a Phu Quoc).
Da un punto di vista artistico, la poesia di Nguyen Long può essere vista come una continuazione della tradizione lirica epica, ma in una forma più semplice, più vicina alla poesia quotidiana. Il poeta raramente ricorre a simboli complessi, non mira a decostruire la struttura linguistica, ma sceglie un tono semplice e facile da ricordare. Questo colloca la sua poesia in una posizione intermedia: essa incarna lo stile della poesia rivoluzionaria e al contempo si integra con i gusti semplici dei lettori odierni.
Anziché ricercare elaborate innovazioni formali, il poeta sceglie uno stile espressivo familiare e facile da ricordare, come le parole sincere di un figlio per la sua patria. Mentre la poesia contemporanea giovanile tende all'espressione urbana, al postmodernismo e a numerose innovazioni formali, la poesia di Nguyen Long opta per uno stile semplice e facile da memorizzare.
Egli continuò la tradizione lirica epica della poesia rivoluzionaria, trasformandola però in un tono più vicino alla vita quotidiana. Come osservò una volta Tran Dinh Su: "La poetica moderna non consiste solo nel rompere le convenzioni, ma anche nel saper ricreare valori familiari in forme nuove". È qui che la poesia di Nguyen Long afferma la sua posizione unica: la voce di un cittadino, intimamente legato al suo paese.
Si può affermare che "La Patria è la mia casa" non sia solo una raccolta di poesie, ma anche un poema epico sulla patria, intessuto di memorie storiche, esperienze culturali e del ritmo della vita contemporanea. È un luogo in cui memoria e presente, sfera privata e collettiva, si intrecciano.
Leggendo le poesie di Nguyen Long, vediamo come l'amore per la patria si nutra di cose semplici: fiori, montagne, fiumi, scuole, case... e si trasformi gradualmente in amore per la splendida terra del Vietnam. Questa raccolta di poesie è un messaggio per i lettori di oggi, un messaggio semplice ma profondo: non importa dove andiate, la patria rimarrà sempre nel vostro cuore, e ogni angolo del paese è la vostra patria, infinitamente bella!
Fonte: https://baothainguyen.vn/van-hoa/202603/dat-nuoc-la-que-huong-mot-hanh-trinh-thi-ca-theo-chieu-dai-dat-nuoc-39c5483/










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