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| Gita primaverile |
Da un piccolo molo sul fiume, di fronte all'antico monumento di Lan Vien, siamo saliti a bordo di una barca elettrica da 10 posti, appena ultimata e pronta a iniziare il trasporto dei turisti . L'imbarcazione ha lasciato il molo silenziosamente, senza fumo né rumore, una scelta quanto mai naturale per Hue, che si appresta a intraprendere il suo percorso verso uno sviluppo sostenibile. Il Fiume dei Profumi che si estende davanti a noi non è solo un paesaggio, ma un asse ecologico della città, dove l'acqua, gli alberi, le pianure alluvionali e i banchi di sabbia creano un delicato equilibrio tra natura e uomo.
Nel tardo pomeriggio, la barca risaliva la corrente, rivelando un cielo dorato e mite. La torre Phước Duyên della pagoda Thiên Mụ emergeva gradualmente contro lo sfondo azzurro del cielo e gli antichi pini della collina di Hà Khê, come un punto di riferimento spirituale della terra. La luce dorata del sole si rifletteva sulla superficie del fiume, scintillando come argento. Seguendo i desideri del professor Thái Kim Lan, proprietario di Lan Viên Cố Tích, abbiamo deciso di percorrere il fiume che collega i due famosi templi nazionali: Thiên Mụ e Diệu Đế. Questo può essere considerato un tipico asse buddista di Huế . Thiên Mụ è il simbolo dell'inizio dell'espansione del territorio, costruito dal signore Nguyễn Hoàng all'inizio del XVII secolo, mentre Diệu Đế era un tempo un centro del buddismo urbano, costruito dal re Thiệu Trị a metà del XIX secolo.
Vista dal fiume, la pagoda di Thien Mu possiede sempre una bellezza unica: serena e al tempo stesso maestosa. Per oltre quattrocento anni, la pagoda è stata molto più di una semplice struttura religiosa; è un luogo in cui storia, fede e identità si fondono. Il suono delle campane serali dell'antica torre risuona sull'acqua, riecheggiando in lungo e in largo come un promemoria che, in mezzo al trambusto della vita moderna, Hue offre ancora uno spazio in cui le persone possono ritrovare se stesse.
Mentre il sole tramontava, la barca girò la prua verso valle. In quel momento, il Fiume dei Profumi diventava l'asse urbano, uno spazio aperto che collegava strati di architettura e periodi di sviluppo della città. Il ponte Nguyen Hoang, di recente costruzione, si stagliava con la sua forma morbida e moderna, come una pennellata fresca sull'antico paesaggio. Subito dopo, il ponte Da Vien, che attraversa l'isolotto omonimo, si univa al nuovo, maestoso e magnifico ponte ferroviario, dando vita a un moderno spazio di trasporto. I due ponti corrono paralleli, come due strati temporali, a dimostrazione che Hue sta progredendo senza perdere la memoria.
Il lussureggiante isolotto di Dã Viên, come un polmone nel cuore del fiume, evoca la singolare struttura ecologica della città di Hue, dove il fiume, gli isolotti e la vegetazione creano un paesaggio armonioso. A ovest dell'isolotto sorgeva un tempo il famoso Giardino Dữ Dã del re Tự Đức, di cui rimangono ancora le fondamenta del Padiglione Quan Phong e la stele di Dữ Dã Viên Ký. Attraversandolo, ci si rende conto che il valore del Fiume dei Profumi non risiede solo nella sua poetica bellezza, ma anche nei suoi profondi strati culturali e nel suo ruolo nella regolazione del clima, nella conservazione dell'ambiente e nella definizione dell'identità urbana.
La barca scivolava dolcemente sull'acqua, gli unici suoni erano il lieve sciabordio delle onde contro i fianchi, mescolato al fruscio del vento. Parlammo della bellezza del fiume e del futuro della città. La professoressa Thai Kim Lan espresse il desiderio di erigere un monumento, bello e significativo, alla principessa Huyen Tran all'estremità occidentale dell'isolotto di Da Vien, come simbolo eterno di Hue. Questo ci ricordò la storia di 720 anni fa, quando la principessa di Dai Viet si sacrificò per ottenere le due province di O e Ly, una vasta distesa di terra, affinché oggi Hue potesse esistere...
Il ponte Phu Xuan continua il ritmo vibrante della vita, poi il ponte Truong Tien emerge nel crepuscolo che si affievolisce. Sei campate e dodici arcate proiettano i loro riflessi sull'acqua, come ponti che collegano passato e presente. Ogni ponte è un punto di riferimento dell'urbanizzazione, ma visti dal fiume, tutti si addolciscono e si fondono con il paesaggio circostante.
La barca passò davanti al mercato di Dong Ba, il più grande centro commerciale tradizionale dell'antica capitale, dove la vita quotidiana di Hue si riflette più chiaramente. Da qui, la barca svoltò nel canale di Dong Ba. Lo spazio si restrinse, le due sponde si avvicinarono e il ritmo della vita cittadina sembrò rallentare. Sulla destra apparve la pagoda di Dieu De con il suo antico portale a tre archi, un punto culminante dell'asse buddista nel cuore della città vecchia di Gia Hoi. In quel momento, mi tornò improvvisamente in mente un'antica canzone popolare:
Dong Ba - Gia Hoi due ponti
Guardando all'interno dell'edificio a quattro piani con due campane, si può scorgere il palazzo del Mille Imperatore.
Non è solo un indicatore geografico, ma un ricordo dell'antica città di Phu Xuan, dove commercio, religione e vita comunitaria si fondevano in un unico spazio. Oggi, seduti su una piccola imbarcazione elettrica, navigando tra questi strati di paesaggio, possiamo comprendere meglio la struttura di Hue: una città ricca di storia, organizzata attorno al fiume, dove patrimonio, vita urbana, buddismo ed ecologia non sono elementi separati, ma intrecciati e reciprocamente rafforzanti.
Quando la barca fece ritorno al molo, il sole era ormai tramontato sul fiume. L'acqua rifletteva lunghe e scintillanti strisce di luce, come le nuove correnti di una Hue che si sforza di raggiungere un futuro verde e sostenibile. L'escursione primaverile era giunta al termine, ma il viaggio sul Fiume dei Profumi continua, nella memoria, nella fede e in un modello di sviluppo in cui il patrimonio è il fondamento del domani.
Fonte: https://huengaynay.vn/van-hoa-nghe-thuat/du-xuan-tren-dong-huong-163222.html







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