Al calar della sera, i terreni delle unità della Brigata 40 si animano con le riunioni dei "Gruppi di Tre Persone". Questi incontri sono brevi (dai 10 ai 20 minuti), ma rappresentano il momento "ideale" per ogni soldato per esprimere i propri pensieri e condividere le difficoltà che incontra nello studio, nell'addestramento e nella vita militare. Storie apparentemente insignificanti, come non aver piegato correttamente le coperte, la nostalgia di casa dopo l'addestramento o l'ansia prima degli esami, vengono ascoltate, condivise e incoraggiate dai commilitoni.

L'atmosfera del "team di tre persone" alla Brigata 40.

L'aspetto più prezioso del "team di tre persone" è che non solo contribuisce a gestire le truppe in modo efficace, ma diffonde anche uno spirito di responsabilità e cameratismo. Quando i soldati mostrano segni di instabilità emotiva, hanno difficoltà a integrarsi nel gruppo o si ammalano, i membri del team sono spesso i primi ad accorgersene e a fornire tempestivamente supporto, incoraggiamento e assistenza. Allo stesso tempo, il caposquadra segnala proattivamente la situazione al comandante, in modo che si possano adottare le misure appropriate per risolvere i problemi e prevenire la comparsa di pensieri negativi.

Il tenente colonnello Ngo Van Thanh, responsabile degli affari politici della Brigata 40, ha dichiarato: "L'unità ha individuato nel 'Team di tre persone' un modello non solo per la gestione dei soldati, ma anche come un ambiente favorevole alla costruzione del cameratismo, al rafforzamento della fiducia e alla promozione dell'unità all'interno del reparto. In realtà, il mantenimento efficace di questo modello ha portato all'individuazione precoce e alla risoluzione tempestiva di molti problemi che si presentano all'interno dell'unità. Quando ogni soldato viene ascoltato e gli viene data l'opportunità di condividere le proprie idee, il morale si stabilizza, consentendo loro di lavorare con serenità e di portare a termine con successo i compiti assegnati."

I membri del "Team di tre persone" restano sempre uniti in tutte le loro attività.

Oltre a condividere pensieri e sentimenti, i membri del "Team di tre persone" si aiutano e si supportano a vicenda nello studio e nell'addestramento. I soldati si scambiano esperienze e competenze nell'esecuzione di esercizi, coltivano un comportamento disciplinato e professionale e condividono persino i segreti per ottenere punteggi elevati nel test dei "tre colpi".

Il soldato semplice Nguyen Le Nguyen, Compagnia 1, Battaglione 1, Brigata 40, ha confidato: "Per me, il 'team di tre persone' è come una piccola famiglia all'interno dell'unità. Che si tratti di buone o cattive notizie, le condividiamo sinceramente tra di noi. Grazie all'aiuto e alla guida dei miei compagni, ho fatto progressi significativi nell'addestramento e mi sento più sicuro in vista delle prossime prove."

Le nuove reclute si esercitano a ispezionare i mitra AK dopo l'addestramento.

Per garantire la reale efficacia del modello, la Brigata 40 pone sempre l'accento sulla leadership e la guida dei comitati di partito e dei comandanti a tutti i livelli, promuovendo al contempo lo spirito proattivo e il senso di responsabilità di ogni soldato, in particolare dei capisquadra e dei capigruppo di tre persone, nello svolgimento delle attività. Il contenuto delle attività è definito dal comandante, ma rimane flessibile, non eccessivamente burocratico e strettamente allineato alle caratteristiche di ciascuna unità e alla psicologia delle nuove reclute.

Il "team di tre persone" ha svolto un ruolo cruciale nel mantenere la stabilità ideologica, rafforzare l'unità interna, migliorare la qualità dell'addestramento e far rispettare la disciplina all'interno dell'unità. Questo modello si sta dimostrando efficace non solo nella Brigata 40, ma in tutto il 34° Corpo d'Armata.

    Fonte: https://www.qdnd.vn/quoc-phong-an-ninh/xay-dung-quan-doi/gan-ket-tinh-dong-doi-tu-mo-hinh-to-3-nguoi-1038435