Nello specifico, il prezzo del petrolio Brent è sceso del 2,84% (equivalente a una diminuzione di 1,97 dollari al barile), attestandosi a 67,43 dollari al barile. Il prezzo del petrolio WTI si è invece attestato a 62,75 dollari al barile, in calo del 2,91% (equivalente a una diminuzione di 1,88 dollari al barile).

Secondo le previsioni dell'AIE, la domanda globale di petrolio quest'anno crescerà più lentamente del previsto; allo stesso tempo, si prevede che il mercato registrerà un notevole eccesso di offerta, anche in caso di interruzioni delle forniture nel gennaio 2026.
Dopo la pubblicazione del rapporto mensile dell'AIE, i prezzi del petrolio Brent e WTI hanno invertito la tendenza, passando da guadagni a perdite, nonostante il precedente sostegno derivante dalle preoccupazioni legate alle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
D'altro canto, il forte aumento delle scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti ha anche frenato la spinta al rialzo dei prezzi. Secondo l'Agenzia statunitense per l'informazione energetica (EIA), le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 8,5 milioni di barili, raggiungendo quota 428,8 milioni di barili la scorsa settimana, un incremento ben superiore ai 793.000 barili previsti dagli analisti interpellati da Reuters.
I dati dell'EIA hanno inoltre mostrato che la capacità operativa delle raffinerie statunitensi è diminuita di 1,1 punti percentuali questa settimana, attestandosi all'89,4%.
Al contrario, le esportazioni russe di prodotti petroliferi via mare nel gennaio 2026 sono aumentate dello 0,7% rispetto al dicembre 2025, raggiungendo i 9,12 milioni di tonnellate. Ciò è attribuibile all'elevata produzione di carburante e al calo stagionale della domanda interna.
Fonte: https://baogialai.com.vn/gia-dau-the-gioi-giam-gan-3-trong-ngay-13-2-post580031.html








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