La legge sull'organizzazione del governo e la legge sull'organizzazione degli enti locali entreranno in vigore a partire dall'inizio di marzo di quest'anno.
A partire dal 1° marzo 2025 entreranno in vigore due leggi: la Legge sull'organizzazione del governo e la Legge sull'organizzazione degli enti locali.
Applicare il principio di "responsabilità chiare, compiti chiari, chiara attribuzione di responsabilità".
La legge sull'organizzazione degli enti locali del 2025 è composta da 7 capitoli e 50 articoli.
La Legge sull'organizzazione degli enti locali del 2025 è concepita e strutturata sulla base di tre principi fondamentali. In primo luogo, si tratta di una legge generale che stabilisce i principi di delimitazione delle competenze, delega dei poteri, decentramento e autorizzazione degli enti locali. Essa funge da base per le leggi specializzate che regolano i compiti e i poteri degli enti locali in ambiti specifici, al fine di garantire coerenza e uniformità con le disposizioni della presente legge.
La legge crea un quadro giuridico per affrontare le questioni pratiche, eliminando gli "ostacoli istituzionali e politici" per attuare immediatamente i principi guida del Partito sulla promozione del decentramento e della delega di potere tra il governo centrale e gli enti locali, e tra i diversi livelli di governo locale, favorendo l'iniziativa e la creatività delle autorità locali secondo il motto "gli enti locali decidono, gli enti locali agiscono, gli enti locali sono responsabili" e "l'ente che può risolvere i problemi in modo più efficace deve ricevere l'incarico e l'autorità".
Innovando l'approccio legislativo, la legge disciplina unicamente questioni di principio, rientranti nelle competenze dell'Assemblea Nazionale, al fine di garantire la stabilità a lungo termine; al contempo, anticipa problematiche che potrebbero modificarsi o variare in base alle diverse fasi di sviluppo del Paese, lasciando al Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale e al Governo il compito di regolamentarle.
In particolare, la legge include un capitolo sulla definizione di autorità, delega di potere, decentramento e autorizzazione tra gli enti locali a diversi livelli.
La legge stabilisce sette principi per la delimitazione delle competenze, tra cui nuove disposizioni quali: definire chiaramente il contenuto e la portata dei compiti e dei poteri che gli enti locali sono autorizzati a decidere, organizzare, attuare e di cui sono responsabili dei risultati; garantire che non vi siano duplicazioni o sovrapposizioni di compiti e poteri tra le agenzie e tra i diversi livelli di governo locale; essere coerente con le capacità e le condizioni per lo svolgimento dei compiti a tutti i livelli di governo locale; garantire che le agenzie, le organizzazioni e gli individui incaricati di svolgere compiti e poteri di agenzie statali di livello superiore dispongano delle condizioni necessarie per svolgere tali compiti e poteri; garantire il controllo del potere; la responsabilità di supervisione e ispezione da parte di agenzie statali di livello superiore; soddisfare i requisiti della governance locale; applicare la scienza e la tecnologia, l'innovazione e la trasformazione digitale...
Al fine di incoraggiare l'iniziativa e la creatività a livello locale, la legge aggiunge una disposizione che stabilisce che "le autorità locali possono proporre proattivamente agli enti competenti la delega e il decentramento di poteri e responsabilità ad enti, organizzazioni e individui competenti a livello locale, affinché svolgano compiti ed esercitino poteri in conformità con le capacità e le condizioni pratiche del territorio".
Per quanto riguarda i compiti del Consiglio del Popolo e del Comitato Popolare, viene applicato il principio di "responsabilità chiare, compiti chiari, rendicontazione chiara", evitando sovrapposizioni e duplicazioni di funzioni e poteri tra i diversi livelli di governo locale e tra le diverse agenzie locali. La legge definisce in modo specifico i compiti e i poteri del Consiglio del Popolo e del Comitato Popolare in ciascuna unità amministrativa. In particolare, la legge definisce chiaramente i compiti e i poteri tra i diversi livelli di governo locale e tra il Consiglio del Popolo e il Comitato Popolare allo stesso livello; e tra il Comitato Popolare nel suo complesso e il singolo Presidente del Comitato Popolare laddove sia istituita una struttura di governo locale, in modo da accrescere i compiti, l'autorità e la responsabilità del singolo Presidente del Comitato Popolare.
La legge disciplina in termini generali doveri e poteri, concentrandosi su aree quali finanza e bilancio, struttura organizzativa, personale, attività di ispezione e supervisione, ecc., garantendo il rispetto dei principi di delimitazione delle competenze e la stabilità a lungo termine della legge.
Definisci chiaramente responsabilità e autorità.
La Legge sull'Organizzazione del Governo si compone di 5 capitoli e 32 articoli. Per la prima volta, la Legge sull'Organizzazione del Governo include articoli sulla definizione delle competenze, il decentramento, la delega di poteri e l'autorizzazione. Ciò costituisce un'importante base giuridica di principio per definire chiaramente i compiti e i poteri del Governo, del Primo Ministro, dei Ministri, dei capi degli enti di livello ministeriale e il rapporto tra il Governo e gli organi legislativi e giudiziari, nonché il rapporto tra il Governo e gli enti locali.
I principi fondamentali della presente legge costituiscono un'importante base giuridica per la costruzione e il perfezionamento di un sistema coordinato e unificato di leggi specializzate.
Per quanto riguarda alcuni punti nuovi, la legge ha affrontato il rapporto tra il Governo e gli enti all'interno dell'apparato statale, tra il potere esecutivo e il potere legislativo, e tra il potere giudiziario.
Definendo chiaramente tale rapporto, la legge chiarisce il ruolo del Governo in quanto massimo organo amministrativo statale, l'organo che esercita il potere esecutivo, garantendo che il Governo sia proattivo e flessibile nella guida, nella gestione e nell'unificazione dell'amministrazione statale dal livello centrale a quello locale.
La legge ha chiarito i doveri, i poteri e l'autorità del Primo Ministro in quanto capo del Governo, responsabile del funzionamento del sistema amministrativo statale dal livello centrale a quello locale; evidenziando il ruolo del Primo Ministro nella guida, nella direzione e nella gestione del funzionamento del sistema amministrativo statale dal livello centrale a quello locale.
Le disposizioni della legge chiariscono inoltre l'autorità dei ministri e dei capi degli enti di livello ministeriale in quanto capi di ministero e membri del governo. In particolare, sottolineano la responsabilità dei ministri e dei capi degli enti di livello ministeriale in quanto membri del governo, essendo responsabili nei confronti del governo per la gestione statale dei settori e degli ambiti di loro competenza.
In tale veste, il Ministro o il Capo di un'agenzia di livello ministeriale è personalmente responsabile nei confronti del Primo Ministro, del Governo e dell'Assemblea Nazionale per il settore o l'ambito di sua competenza; ed è tenuto a fornire spiegazioni e a rispondere alle domande dei deputati dell'Assemblea Nazionale.
Definire chiaramente le responsabilità dei ministri e dei capi degli enti di livello ministeriale creerà le condizioni per rafforzare la responsabilità dei ministri nell'ambito dei regolamenti di funzionamento del governo, anziché scaricare al Primo Ministro, come avviene attualmente, la responsabilità di decidere su questioni specifiche all'interno dei rispettivi settori e ambiti di competenza.
Inoltre, la legge chiarisce il rapporto tra il Governo, il Primo Ministro, i Ministri e i capi degli enti di livello ministeriale con le autorità locali attraverso i principi di delimitazione delle competenze, decentramento, delega e autorizzazione, garantendo il rispetto del motto: "le autorità locali decidono, le autorità locali agiscono, le autorità locali sono responsabili", creando un meccanismo per la rapida risoluzione di difficoltà e ostacoli istituzionali, lo sblocco di risorse e il contributo al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza della gestione statale dal livello centrale a quello locale.
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