- Il quartiere di Hiep Thanh sta costruendo una comunità unita, civile e sviluppata.
- Le donne di An Xuyen uniscono le forze per costruire un quartiere urbano civile.
- I giovani di Tan Thanh sono pionieri della trasformazione digitale e stanno costruendo un'area urbana civile.
Gli spazi pubblici contribuiscono a plasmare l'anima di una città, riflettendone l'identità culturale , i valori umani e l'uguaglianza tra le classi sociali. Una città sviluppata in modo sostenibile non si misura solo in base al tasso di crescita economica o al numero di grattacieli e vivaci centri commerciali, ma anche in base alla qualità dei suoi spazi pubblici, dove le persone possono respirare, incontrarsi, giocare e sentirsi parte di una comunità.
Quando gli spazi comuni sono occupati
Nei quartieri urbani di tutta la provincia, non è raro vedere marciapiedi e strade occupati da commercianti, parcheggi o persino dall'apertura di ristoranti e caffè. Le strade un tempo destinate ai pedoni si sono trasformate in vivaci "spazi commerciali".
La pratica diffusa di allestire bancarelle e parcheggiare veicoli sui marciapiedi è diventata comune in molte località. I marciapiedi, destinati ai pedoni, si trasformano in aree commerciali, costringendo le persone a camminare in mezzo alla strada e rappresentando un grave pericolo per la sicurezza stradale. Questa occupazione abusiva non solo viola le normative urbanistiche, ma dimostra anche una mancanza di rispetto per la comunità.
Ad esempio, nel tratto di via Pham Van Ky fino a via Lam Thanh Mau (quartiere An Xuyen), considerato un "punto critico" per l'occupazione abusiva di strada e marciapiedi, nonostante numerose campagne e azioni di contrasto da parte delle autorità locali, i risultati sono stati in gran parte insoddisfacenti, con la re-occupazione abusiva ancora diffusa. Nelle prime ore del mattino, le persone occupano abusivamente la carreggiata per svolgere attività commerciali e vendere merci. I clienti parcheggiano i loro veicoli indiscriminatamente. In alcuni tratti, quasi metà della carreggiata è occupata abusivamente, creando uno scenario sgradevole e antiestetico. Inoltre, questo comportamento ostacola il normale flusso del traffico.
La strada nella zona di via Pham Van Ky (quartiere An Xuyen) viene frequentemente rioccupata dopo che le autorità hanno avviato campagne per affrontare il problema.
Nell'area di Piazza Phan Ngoc Hien, negli ultimi giorni si è assistito a una diffusa occupazione abusiva. Sono spuntati venditori ambulanti e chioschi improvvisati di bevande. Nonostante i tentativi di intervenire e sgomberare la zona, questi non hanno prodotto i risultati sperati.
In alcuni casi, le persone portano griglie per barbecue, tavoli e sedie nella piazza del paese per svolgere la propria attività commerciale. Molti parchi giochi e aree ricreative per bambini vengono occupati da venditori ambulanti. Gli spazi pubblici vengono utilizzati per scopi diversi da quelli per cui sono stati creati, riducendo la qualità della vita e causando disordini sociali.
Una manifestazione più subdola è rappresentata da persone che posizionano arbitrariamente piante in vaso o ostacoli per "riservarsi lo spazio" davanti alle proprie case, trattando i marciapiedi come proprietà privata. In alcuni casi, le persone arrivano persino ad affittare i marciapiedi antistanti le proprie abitazioni per scopi commerciali, tramite accordi taciti. Queste azioni, apparentemente di poco conto, erodono il concetto di "spazio condiviso" nella coscienza della comunità.
Nella zona di Piazza Phan Ngoc Hien, le persone stanno occupando i marciapiedi per allestire bancarelle e vendere merci.
Secondo la nostra ricerca, l'“individualizzazione” degli spazi pubblici deriva da diverse cause. In primo luogo, la consapevolezza di alcuni cittadini è ancora limitata. La mentalità del “se lo fanno tutti gli altri, posso farlo anch'io”, le consolidate abitudini di vita indipendente o la mancanza di rispetto per i valori comunitari hanno portato a una diffusa occupazione abusiva degli spazi pubblici. Si è verificata una rapida urbanizzazione, ma la pianificazione degli spazi pubblici in alcune aree non ha tenuto il passo con la domanda. La mancanza di aree gioco, parchi e spazi comuni ha spinto le persone a trovare modi per occupare abusivamente le aree pubbliche.
Inoltre, in alcune aree la gestione è lassista, le sanzioni non sono sufficientemente dissuasive o le pene non vengono applicate in modo rigoroso, il che porta a violazioni prolungate. Anche l'applicazione della legge a livello locale è insufficiente e le ispezioni vengono condotte principalmente nell'ambito di campagne. Una volta terminate le campagne, si assiste nuovamente alla rioccupazione dei terreni.
Indubbiamente, in alcuni casi, lo sfruttamento commerciale degli spazi pubblici (come l'organizzazione di mercati notturni, servizi di intrattenimento e caffè all'aperto) genera entrate e rivitalizza la zona. Tuttavia, il confine tra sfruttamento razionale e appropriazione illegale è molto sottile.
Sincronizzare le soluzioni dalla governance all'istruzione
Affrontare la questione della personalizzazione degli spazi pubblici richiede un approccio globale, che combini pianificazione, quadri giuridici, governance e sensibilizzazione della comunità. In primo luogo, le amministrazioni locali devono rivedere e definire chiaramente i confini degli spazi pubblici, rendendo pubbliche le mappe di gestione e i regolamenti d'uso. Tutte le attività commerciali devono essere soggette a licenze trasparenti, avere una durata limitata ed essere supervisionate dalla comunità. Rafforzare il coordinamento tra gli enti competenti e garantire la coerenza nella gestione locale è fondamentale per evitare situazioni in cui alcune aree sono soggette a controlli rigorosi mentre altre sono permissive. Ogni area pubblica deve avere un ente responsabile specifico per garantire la continuità della gestione.
Al contempo, è necessario sensibilizzare la comunità, considerando la tutela degli spazi pubblici come responsabilità di ogni cittadino. Le campagne di comunicazione, i programmi di educazione urbana o il modello di "quartiere/comunità civile" devono essere maggiormente collegati ai criteri di utilizzo degli spazi pubblici per lo scopo per cui sono stati creati.
La personalizzazione degli spazi pubblici non solo ha un impatto negativo sul paesaggio urbano, compromettendo l'ordine e la sicurezza, ma riflette anche il comportamento di ogni singolo individuo all'interno della comunità. Vivere in modo civile inizia con piccoli gesti: camminare sul marciapiede, non occupare abusivamente lo spazio pubblico per vendere merci, non gettare rifiuti per terra, non fare rumore, raccogliere un pezzo di spazzatura o dare la precedenza.
Quando ognuno imparerà a proteggere il bene comune come proteggerebbe la propria casa, gli spazi pubblici diventeranno vivibili e motivo di orgoglio. Allora le città non saranno solo moderne nelle infrastrutture, ma anche civili nel comportamento di ogni abitante.
Van Dum
Fonte: https://baocamau.vn/hanh-xu-van-minh-with-khong-gian-cong-cong-a124166.html
Commento (0)