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Il playback, la sovrapposizione di voci e l'inganno del pubblico sono diventati troppo facili, per questo si stanno diffondendo sempre di più?

Con la crescente diffusione del playback e della sovrapposizione vocale, la questione dell'onestà sul palco musicale è diventata urgente. Quando la tecnologia può "abbellire" qualsiasi voce, dove si traccia il confine tra aiutare il pubblico e ingannarlo?

Báo Tuổi TrẻBáo Tuổi Trẻ01/04/2026

hát nhép - Ảnh 1.

Nonostante si dedichi al teatro musicale e alla musica lirica semi-classica, caratterizzata da brani lunghi, testi difficili da ricordare e un'elevata abilità tecnica, Duc Tuan sceglie comunque di cantare dal vivo quando si esibisce. - Foto: TTD

Non è un caso che il Dipartimento della Cultura e dello Sport di Ho Chi Minh City abbia emesso un documento in cui si richiede un rafforzamento della disciplina e la garanzia dell'onestà nelle attività artistiche.

Questa decisione arriva in un momento delicato, in cui la questione del playback e delle voci preregistrate – un problema di vecchia data – sta tornando alla ribalta, costringendo sia i professionisti che il pubblico a confrontarsi con una domanda fondamentale: cosa ascoltano esattamente gli spettatori su un palco che dovrebbe essere "dal vivo"?

Molti cantanti scelgono il playback non perché abbiano una brutta voce, ma semplicemente perché temono di fare una brutta figura davanti alla telecamera (mostrando le vene del collo). Un numero significativo di artisti opta per il playback semplicemente perché non si fida dell'impianto audio del palco. Quando i rischi tecnici sono ridotti al minimo, dai microfoni ai monitor, fino ai sistemi di elaborazione del segnale, gli artisti acquisiscono maggiore sicurezza nell'esibirsi dal vivo.

Regista/Produttrice musicale KIKI TRAN

Non solo ascoltare, ma anche testimoniare.

Un tempo, il palcoscenico musicale era un luogo in cui la voce era al centro di tutto. La voce di un cantante veniva ascoltata e il successo o il fallimento si decidevano in quell'istante. Nessun accorgimento tecnico era sufficiente a mascherare le note stonate, né alcuno strumento potente poteva "salvare" un'esecuzione priva di energia. Era proprio questa fragilità a crearne il fascino: il pubblico non solo ascoltava, ma era anche testimone.

Ma con lo sviluppo della tecnologia e i cambiamenti nei metodi di produzione e di esecuzione, il palcoscenico di oggi è diverso. Il lip-sync (il movimento delle labbra a tempo con una traccia preregistrata) e la sovrapposizione vocale (il canto dal vivo basato su una base vocale preregistrata) sono gradualmente diventate "soluzioni sicure" utilizzate quotidianamente.

In molti programmi, soprattutto nei grandi eventi o nelle trasmissioni in diretta, gli aspetti tecnici sono prioritari e l'utilizzo della propria vera voce è talvolta considerato un rischio.

È importante sottolineare che molti casi di playback o di utilizzo di voci preregistrate non derivano esclusivamente dalla disonestà dell'artista. La pressione di dover eseguire più azioni contemporaneamente – cantare, ballare e interagire con il pubblico – rende più difficile mantenere la stabilità vocale. Anche i sistemi audio non uniformi presenti in molti locali rappresentano un ostacolo significativo.

Inoltre, c'è da considerare che molti giovani cantanti diventano famosi troppo presto, venendo catapultati su grandi palchi prima di aver avuto la possibilità di perfezionare le proprie capacità vocali. Quando ci si trova di fronte a migliaia di spettatori, affidarsi alla tecnologia a volte diventa un meccanismo di autodifesa.

Cose che si possono fare

Innanzitutto, è necessaria maggiore trasparenza tra i professionisti e il pubblico. Il cantante Duc Tuan sostiene che, quando un programma utilizza voci sovrapposte o basi preregistrate per motivi tecnici, ciò non dovrebbe necessariamente essere tenuto segreto.

Al contrario, rivelare il formato dello spettacolo può aiutare il pubblico a comprendere e a fare scelte appropriate. "La trasparenza non diminuisce il valore dell'artista; contribuisce a costruire la fiducia", ha affermato Duc Tuan.

Inoltre, è necessario ristabilire degli standard per i diversi tipi di esibizioni sul palco. Per i concerti dal vivo, dove il pubblico paga per ascoltare un cantante che ammira, il playback è inaccettabile.

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Con quasi 30 anni di carriera alle spalle, l'"usignolo dai capelli castani" è da sempre ammirata come una preziosa cantante dal vivo - Foto: fornita dall'artista.

In realtà, artisti che perseverano nelle esibizioni dal vivo, come Thanh Lam, Hong Nhung, Quang Dung, My Tam, Tung Duong, Vo Ha Tram, Hoang Dung e Phung Khanh Linh, hanno sempre occupato un posto speciale e duraturo nel cuore del loro pubblico. Questa posizione non è certo dovuta alla perfezione assoluta, ma piuttosto a un'emozione autentica.

Al contrario, Minh Duc, responsabile della sezione musicale di VOV, sostiene che i programmi con un alto livello di esecuzione e coreografie complesse possono assolutamente utilizzare la sovrapposizione vocale come strumento di supporto, a patto che non si confondano i concetti di "esecuzione" e "messa in mostra".
musica".

Un'altra soluzione fondamentale risiede nella formazione. Il direttore d'orchestra Hoang Diep ha osservato: "In un mercato in cui la fama si raggiunge sempre più rapidamente e facilmente grazie alla tecnologia, investire nelle capacità vocali viene spesso trascurato".

Tuttavia, nessuna tecnologia può sostituire completamente il potere intrinseco della voce. Costruire un sistema di formazione sistematico, dalle scuole alle aziende di management, è un prerequisito fondamentale se si vogliono innalzare gli standard di performance a lungo termine.

Anche la cantante My Le condivide questa opinione, ritenendo che i cantanti debbano seguire un percorso formativo specifico per comprendere i punti di forza e di debolezza della propria voce, individuando i propri pregi e difetti al fine di compiere scelte appropriate in termini di stile musicale e di interpretazione.

Ha detto: "Ho visto alcuni reality show in cui i cantanti sono 'costretti' a esibirsi in ambiti in cui non sono bravi. Guardando le repliche di quei programmi, sembra tutto a posto, persino abbastanza buono, ma quando si esibiscono nello stesso numero durante un concerto... oh mio Dio, è un disastro totale!"

Altrettanto importante è il cambiamento di mentalità nella produzione. Per anni, i palchi musicali vietnamiti hanno teso a inseguire gli effetti visivi: schermi LED più grandi, coreografie più complesse, allestimenti più sfarzosi. Ma se alla musica, il cuore dell'esperienza, non viene dedicato un investimento adeguato, tutto il resto è solo "l'involucro".

Il problema del playback non riguarda quindi solo pochi artisti o pochi episodi isolati. È la manifestazione di una discrepanza tra la rapidità con cui la tecnologia avanza e gli standard professionali non si adeguano.

Un altro aspetto da considerare è che anche il pubblico di oggi sta cambiando. Non si lascia più facilmente influenzare da spettacoli "belli ma falsi".

Il recente successo dei concerti dal vivo di molti giovani cantanti, come "Museum of Regrets" di Vu, "Amidst a Thousand Tours" di Phung Khanh Linh e "Spinning Around" di Hoang Dung, dimostra che il bisogno di tornare ai veri valori e alle voci autentiche esiste ancora ed è persino diventato più forte.

In definitiva, la musica non è qualcosa che può essere completamente "assemblata" con la tecnologia. Una registrazione può essere modificata alla perfezione, ma è solo un singolo momento dal vivo, in cui la voce risuona di emozione, a lasciare un'impressione duratura sul pubblico.

Quando un palcoscenico perde la sua autentica voce, perde non solo un elemento tecnico, ma la sua stessa anima. E se vogliamo riconquistare la fiducia del pubblico, forse la prima cosa da fare non è aggiungere altra tecnologia, ma tornare coraggiosamente alla cosa più semplice: cantare con la nostra voce e accettare tutti i rischi che ne derivano.

È proprio in questi rischi che la musica prende veramente vita.

Il mondo non vieta, ma categorizza.

Hát nhép, hát đè và bài toán trả lại niềm tin cho khán giả - Ảnh 3.

Phung Khanh Linh, Lam, Hoang Dung - cantanti sulla strada per conquistare gli amanti della musica - rimangono fedeli alle loro intense performance dal vivo ricche di emozioni - Foto: fornita dall'artista.

Il mondo sta affrontando questo problema in modo più sistemico, anziché lasciarlo circolare come un "accordo segreto".

In Corea del Sud, dove l'industria dell'intrattenimento opera con grande precisione, l'uso di tracce preregistrate non è vietato ma è chiaramente categorizzato. Il pubblico ha familiarità con concetti come AR (All Recorded, interamente registrato), MR (Music Recorded, musica registrata) e Live AR (una combinazione di voce dal vivo e preregistrata).

In molti programmi musicali in Corea e in diversi altri paesi, il formato dell'esibizione è pubblico o quantomeno riconoscibile, creando un certo grado di trasparenza tra l'artista e il pubblico. Tuttavia, nonostante il supporto tecnico, gli standard per la formazione vocale rimangono molto elevati, richiedendo agli artisti una solida preparazione di base prima di salire sul palco.

In Giappone, la disciplina professionale è molto apprezzata. Per gli artisti J-pop, soprattutto per coloro che aspirano a una carriera di lunga durata, cantare dal vivo è quasi un requisito imprescindibile nei loro concerti da solisti.

La tecnologia può essere d'aiuto, ma non può sostituire l'esperienza. Pertanto, il pubblico giapponese accetta le imperfezioni – una leggera stonatura, un respiro affannoso – come parte integrante dell'esperienza autentica.

Nel frattempo, negli Stati Uniti e in Europa, dove l'industria musicale prospera da decenni, "dal vivo" non è solo un'opzione, ma la norma. In eventi come i Grammy Awards o il Coachella, esibirsi dal vivo è quasi un prerequisito.

Gli errori, che vanno dalle stonature alle voci stridule, non sono rari, ma raramente vengono considerati "fallimenti". Al contrario, sono percepiti come prova di autenticità, qualcosa che la tecnologia non può replicare.

QUYNH NGUYEN

Fonte: https://tuoitre.vn/hat-nhep-hat-de-danh-lua-khan-gia-de-qua-nen-lam-tran-lan-20260331225527312.htm


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