
L'attore comico Phi Nguyen
La sera del 23 novembre, nell'ambito del 6° Festival Internazionale di Teatro Sperimentale – 2025, tenutosi al Teatro Pham Thi Tran ( Ninh Binh ), il pubblico ha avuto la possibilità di assistere in modo speciale al monologo "Avere Phi o non avere Phi" dell'artista Phi Nguyen, un giovane attore dalla doppia identità culturale: vietnamita e olandese.
Non si tratta di un'opera teatrale nel senso tradizionale del termine, "To Phi or Not to Phi" è più simile a una versione teatrale dell'introspezione, in cui l'artista non solo racconta la propria vita, ma si analizza anche di fronte al pubblico, utilizzando un linguaggio teatrale minimalista, ritmico e stimolante. Tuttavia, gli esperti notano che questo approccio non è nuovo e manca di sperimentazione, ma dal punto di vista dell'audacia nell'esplorare la creatività e nell'affrontare le problematiche dei giovani, Phi Nguyen ha creato una storia che merita di essere approfondita.
Monologo di Phi Nguyen - Quando il palcoscenico diventa uno "specchio" dell'identità
Phi Nguyen è salito sul palco non nei panni di un personaggio, ma come se stesso: un giovane che porta con sé i ricordi della migrazione, lacerato tra due culture, tra le "radici" e il " mondo aperto".

L'attore comico Phi Nguyen affronta temi personali durante la sua esibizione in gara.
Ma il punto degno di nota è che non racconta la sua storia per affermare il proprio ego, bensì per mettere in discussione il concetto stesso di ego: Chi sono io? Ho il Phi o no?
La performance solista combina: monologo personale; movimento corporeo; musica interattiva; stratificazioni di concetti filosofici, buddisti e psicologici.
Attraverso questo percorso, Phi Nguyen conduce il pubblico dalla sua storia personale alla domanda universale: gli esseri umani moderni esistono come individui autentici o sono semplicemente il prodotto di stereotipi sociali?
Lì, l'identità non è un abito predeterminato, ma un flusso in continua evoluzione: tra i Paesi Bassi e il Vietnam, tra il presente e la memoria, tra l'ambizione personale e la responsabilità comunitaria.

L'attore comico Phi Nguyen riflette su se stesso e sul suo passato.
I monologhi di Phi Nguyen: umoristici, vulnerabili, ma al tempo stesso ricchi di spunti di riflessione.
Ciò che rende speciale "To Be a Phi or Not to Be a Phi" è la sinergia tra umorismo e profondità interiore.
Phi Nguyen non filosofeggia in modo arido e rigido. Scherza, ride, è confuso, si fa satire su se stesso – attraverso gli occhi, le espressioni del viso, il respiro e le deliberate esitazioni.
Sul palco, ha instillato nello spazio concetti che altrimenti potrebbero sembrare aridi e filosofici:
Consapevolezza – dimenticanza – sonnolenza – irrequietezza – invidia – lussuria – linguaggio negativo – pentimento – fede – ideologie straniere – fratellanza – e "non mollare mai"…
Ma invece di predicare, li trasformava in esseri viventi attraverso il linguaggio del corpo e le emozioni.
Ogni parola non è una definizione, ma piuttosto un sottile "shock" che innesca la consapevolezza dello spettatore.
"Consapevolezza attiva": una dichiarazione di vita
Uno dei temi centrali dell'opera teatrale è il concetto di "consapevolezza attiva", termine coniato da Phi Nguyen per indicare lo stile di vita che egli stesso ricerca.

L'attore comico Phi Nguyen si offre di dare consigli a se stesso dopo tutti gli eventi del passato.
Secondo lui, afflizioni fondamentali come l'avidità, la rabbia, l'orgoglio e le opinioni errate non esistono solo negli altri, ma risiedono in ogni individuo. La questione non è negarle, ma riconoscerle con consapevolezza.
Ha detto al pubblico: "A volte leggete queste parole e pensate che non vi riguardino. Ma ripensateci, è davvero così?"
Quel monologo è come una leggera spinta, che invita il pubblico a esaminare se stesso: Mi sto lasciando sviare dalle mie ansie? Vivo in un'illusione su me stesso? Sono abbastanza consapevole da riconoscere le distorsioni nella mia percezione?
Qui, l'arte non riguarda più la performance, ma l'attivazione dell'autoconsapevolezza, ciò che Phi Nguyen chiama "una consapevolezza chiara e duratura", fondamento di una vita felice.
Tecnologia minimalista, massime capacità cognitive.
Senza ricorrere a immagini appariscenti o a un uso eccessivo della tecnologia, Phi Nguyen ha scelto la strada più difficile: usare solo il suo corpo, il suo respiro e la sua voce per entrare in contatto con la coscienza dello spettatore.
Il controllo del ritmo, del tempo e del suono interno, insieme alla sottile capacità di regolare le emozioni, aiuta l'esecuzione a raggiungere uno stato di "espansione" – come dice lui – ovvero, ad aprire uno spazio profondo nella mente dello spettatore.
Questo è anche il vero spirito del teatro sperimentale: non cercare risposte, ma piuttosto interrogarsi su questioni fondamentali riguardanti l'umanità e la vita. Una voce giovane e riflessiva al Festival Internazionale.

Attraverso la forma di un monologo, la storia dell'attore Phi Nguyen invita gli spettatori alla riflessione.
"To Be Phi or Not to Be Phi" tenta di raccontare una storia, attraverso una performance solista combinata con schermi LED, ovvero il percorso personale di un artista olandese di origine vietnamita e la voce di una giovane generazione che lotta con la propria identità in un mondo globalizzato.
Lo spettacolo non offriva risposte. Ma fu proprio questa mancanza di risposte a lasciare il pubblico con più domande su se stesso. Applaudirono la sua interpretazione, risero delle sue spiegazioni e azioni assurde, che tuttavia rivitalizzarono il palcoscenico con uno stile narrativo monologo unico.
Questo genere ha visto numerose rappresentazioni a Ho Chi Minh City, con il gruppo "Sai Gon Tếu" che si esibisce regolarmente al Centro Culturale Giovanile. Tuttavia, l'approccio di Phi Nguyen al percorso di scoperta di sé dimostra che i giovani desiderano che il palcoscenico eviti di trattare argomenti irrealistici e che, invece, condivida e crei opportunità per loro di trovare se stessi attraverso il teatro.
Forse, come ha sussurrato Phi Nguyen sul palco: "Vivere con consapevolezza e in modo attivo è la vera fonte della felicità".
Fonte: https://nld.com.vn/kich-doc-thoai-phi-nguyen-cuoc-tu-van-ve-ban-nga-196251124081458458.htm








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