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I dati ufficiali pubblicati il 9 gennaio dall'Ufficio nazionale di statistica cinese (NBS) hanno mostrato che l'inflazione e gli indici dei prezzi alla produzione nel paese sono migliorati significativamente nel dicembre 2025, chiudendo un anno difficile per la seconda economia mondiale.
Nello specifico, l'indice dei prezzi al consumo (IPC), un indicatore chiave dell'inflazione, è aumentato dello 0,8% a dicembre 2025 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta dell'incremento più elevato da febbraio 2023, in linea con la previsione mediana degli economisti intervistati. In precedenza, l'indice aveva registrato un aumento dello 0,7% a novembre 2025.
L'inflazione di base (esclusi i prezzi volatili di cibo ed energia) è aumentata dell'1,2% su base annua nel 2024, rimanendo stabile rispetto a novembre. Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) di dicembre è aumentato dello 0,2%. Tuttavia, per l'intero anno 2025, si prevede che il CPI cinese rimarrà pressoché invariato (0%) rispetto al 2024.
Parallelamente alla ripresa dei prezzi al consumo, anche l'Indice dei Prezzi alla Produzione (IPP) ha mostrato segnali positivi, con un rallentamento del calo. A dicembre, l'IPP è diminuito dell'1,9% su base annua nel 2024, un miglioramento rispetto al calo del 2,2% registrato il mese precedente. Su base mensile, l'IPP è aumentato dello 0,2%, 0,1 punti percentuali in più rispetto a novembre. Per l'intero anno 2025, l'IPP è diminuito del 2,6%.
Gli esperti ritengono che il rallentamento del calo dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI) e il lieve aumento dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) dimostrino che la domanda interna cinese si sta gradualmente riprendendo e che le pressioni deflazionistiche stanno iniziando ad attenuarsi. Si prevede che il miglioramento dei prezzi alla produzione contribuirà ad aumentare i margini di profitto delle imprese manifatturiere nel prossimo periodo.
I dati relativi all'indice dei prezzi al consumo (CPI) e all'indice dei prezzi alla produzione (PPI) sono stati pubblicati in un momento cruciale, mentre il governo cinese sta lavorando all'attuazione di misure di stimolo economico per il 2026. Alla Conferenza centrale sul lavoro economico, tenutasi all'inizio di dicembre 2025, la leadership cinese ha continuato a sottolineare la priorità di "stimolare i consumi" e "stabilizzare il mercato immobiliare".
Sebbene la Cina probabilmente raggiungerà il suo obiettivo di crescita del PIL di "circa il 5%" nel 2025, la sua economia deve ancora affrontare persistenti pressioni deflazionistiche. I consumatori rimangono cauti a causa delle incerte prospettive occupazionali e di una prolungata crisi immobiliare che erode la ricchezza delle famiglie.
Larry Hu, capo economista per la Cina presso Macquarie Bank, prevede che il governo potrebbe attuare ulteriori politiche di allentamento a breve termine, come la riduzione dei tassi di interesse sui mutui e l'allentamento delle restrizioni sull'acquisto di case. Tuttavia, avverte anche che queste misure potrebbero non essere "sufficientemente forti" per invertire completamente la tendenza al ribasso della seconda economia mondiale entro il 2026.
Fonte: https://vtv.vn/kinh-te-trung-quoc-co-them-cac-tin-hieu-sang-100260109180108021.htm







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