Sono stati selezionati quasi 80 manufatti, dipinti, immagini e documenti per raccontare la storia dei fiumi del Vietnam meridionale, dal passato ai giorni nostri. Invece di presentare i fiumi come semplici oggetti di studio, gli organizzatori hanno fatto in modo che fossero i fiumi stessi a "parlare".
Questo stile narrativo ricco di emozioni permette agli spettatori di entrare facilmente in contatto con la storia e la cultura della regione meridionale. Dalle prime impronte degli abitanti nel bacino del fiume Dong Nai, ai reperti archeologici come asce di pietra, ceramiche, gioielli antichi o la familiare stufa di argilla, gli spettatori vengono trasportati indietro nel tempo, agli albori degli insediamenti. Fu un periodo in cui le persone impararono a vivere a stretto contatto con l'acqua, affidandosi al fiume per formare villaggi, sviluppare la produzione ed espandere le comunicazioni. Questo flusso continua a condurre gli spettatori al periodo culturale Oc Eo, con tracce di un sistema commerciale che un tempo collegava il Sud con il mondo esterno.

Lo spazio espositivo ricrea vividamente la vita degli abitanti delle zone fluviali attraverso case su palafitte, imbarcazioni, attrezzi da pesca e credenze popolari legate ai fiumi e al mare. Sono presenti le usanze di venerazione della Santa Madre Drago d'Acqua e della Santa Madre Imperatrice Celeste, con altari dedicati alla Dea e al Dio su imbarcazioni, a testimonianza della fede di queste popolazioni nell'immensità della natura.
Un altro aspetto affascinante è la storia dei vari tipi di barche e imbarcazioni che hanno plasmato l'identità della vita commerciale del Vietnam meridionale. Dalle piccole e compatte sampan che navigavano i canali alle barche Can Duoc e alle barche bầu utilizzate per il commercio a lunga distanza, ogni reperto evoca un periodo in cui le vie d'acqua svolgevano un ruolo vitale nella vita economica della regione. Ciò ha portato alla formazione di famosi mercati galleggianti come Cai Be, Cai Rang e Phung Hiep, dove il "palo di bambù" è diventato un linguaggio pubblicitario unico per gli abitanti delle zone fluviali.
La sezione finale della mostra funge da delicato ma stimolante promemoria delle numerose sfide che i fiumi si trovano ad affrontare: inquinamento idrico, eccessivo sfruttamento delle risorse idriche tramite l'estrazione di sabbia, perdita di biodiversità, impatti dei cambiamenti climatici e rapida urbanizzazione. La signora Nguyen Khac Xuan Thi, direttrice del Museo di Storia di Ho Chi Minh City, ha concluso affermando che i fiumi non sono solo elementi geografici, ma anche fonte di insediamento, commercio, credenze e memoria collettiva. La mostra apre uno spazio di dialogo tra passato e presente, tra conoscenza scientifica ed emozioni culturali, contribuendo così a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla tutela dell'ambiente e sullo sviluppo sostenibile.
Nel trambusto sempre crescente della vita urbana, la mostra offre un momento di quieta riflessione, permettendo ai visitatori di contemplare il rapporto tra l'umanità e la natura. Perché ascoltare le storie dei fiumi significa anche ascoltare le nostre storie, le storie della terra arricchita dai depositi alluvionali nel corso delle generazioni.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/lang-nghe-dong-song-ke-chuyen-post858421.html







