Evocare la sensazione di "ritorno alle proprie radici", o in altre parole, la sensazione di "ritorno alle proprie origini" ha un valore guida e di riferimento... "La Gru Bianca Vola a Casa" riporta i lettori a ogni pietra miliare della storia primordiale con: "La gru posa il piede sulla cima del Delta del Fiume Rosso / La confluenza del Fiume della Gru Bianca / L'antica terra dove draghi ed elefanti si inchinano / Il monte Nghia Linh, l'origine delle nostre radici / Re Hung fondò il Regno di Van Lang / I discendenti di Lac e Hong si diressero verso le foreste e i mari..."
Quella terra, conosciuta come la "Terra dove volano le gru bianche", è naturalmente profondamente legata alla patria ancestrale e alle sue tradizioni, quasi come se ne fosse parte integrante. In questo contesto di tradizione, non si possono tralasciare i nomi dei villaggi, compresi quelli artigianali, cuore pulsante e linfa vitale della vita rurale vietnamita da generazioni. Questi sono "La ceramica di Cánh, l'anima della patria", "Il villaggio di Thùng", "Il mercato di Vòng", "Ritorno al villaggio dei falegnami", "Campo poetico" e "Ricordando il 'vecchio' alla deriva", ognuno con le proprie caratteristiche distintive trasmesse attraverso un linguaggio semplice e rustico ricco di folklore: "La mia barca attracca sulla riva del fiume / Se vuoi attraversare, costruirò un ponte arcobaleno per venire a trovarti / Ci amiamo per tutta la vita / Ascoltando la ceramica che viene cotta e cantando canzoni di cento anni", "Marito con un manico, moglie con un martello, piedi che salgono / Amandoci, ci seguiamo a casa per arare e coltivare / Indipendentemente dal martello e dall'incudine / Più è temprato nel fuoco, più forte diventa l'acciaio... / Villaggio di Thùng, bella terra, bella gente / Il suono dell'incudine e del martello è diventato la nostra patria", "Vado a vendere prodotti verdi freschi / Vado a trovare il dolce profumo della patria" e "Il "La noce di betel mi ricorda la foglia di betel / Comprare meloni mi ricorda i piccoli gamberetti dello stagno di Rưng", "Vivo a Vĩnh Đoài, tu vivi a Vĩnh Đông / I villaggi dei falegnami condividono lo stesso lungomare / Da quella parte, il suono della zappa, da questa parte, il suono dello scalpello / Il legno profumato ci chiama a casa", e "Viaggio attraverso cento montagne." "Mille fiumi / Sento ancora l'airone notturno chiamare nei campi nebbiosi / Mezza vita di ripagamento, eppure non ancora finito / Devo ai campi un profondo debito poetico", "Gli alberi galleggianti sono il sentiero di casa / Tante foglie, tante stagioni che proteggono il destino umano" ...
In questa raccolta di poesie, "Gamberetti all'olio" è una poesia memorabile e un successo per l'autrice. La poesia è una semplice melodia sul destino di una madre di campagna: fatica, silenzio e sacrificio fino allo sfinimento. Le immagini dei gamberetti all'olio, degli spinaci d'acqua e della gru si intrecciano, creando uno spazio di ricordi di una povera campagna intrisa dell'amarezza delle lacrime. La poesia si conclude con una perdita silenziosa, trasformando la semplice ciotola di zuppa di cetrioli in un simbolo di amore materno immortale. In "Gamberetti all'olio" ci sono versi che descrivono con bellezza e profondità il destino di una madre e la sua devozione perenne ai figli: "Mia madre sopporta sole e pioggia / Lascia andare lacrime salate e poi trattiene quelle amare" e "L'amarezza le inaridisce il cuore / La delizia e la dolcezza che attende il ritorno di suo figlio...".
Dopo "Olio di gamberetti", dobbiamo citare "Vecchio sentiero", "Il giorno del ritorno" e "Ogni mattina incontra un'altra mattina", che evocano ricordi e nostalgia per il passato profondamente radicati nel subconscio: "I covoni di fieno di un'epoca passata / L'angolo vuoto del giardino dove i bufali siedono a masticare la luna / Il rastrello ricorda la zappa / Le spalle sottili ricordano ancora i pali da trasporto mattina e sera", "La pentola di calce si trasforma in pietra, solitaria / Dove sono ora i tre Dei della Cucina? / Mani che mescolano lo stoppino della lampada a olio / Padre scomparso, ricordo della madre che sopporta il sole e la pioggia", e "L'era dei sussidi sembra ieri / Città polverosa, strade senza nome, case senza numeri / Quel mercato 'Vồ', quei giorni difficili / Il suono rauco del fischio lento del treno alla stazione" ... Dopo aver attraversato difficoltà e avversità come gli alti e bassi della vita, l'autore riconosce sempre con ottimismo che "La nostra patria illumina stagioni di gioia". Questo cambiamento ha reso l'autore così felice che: "Ogni giorno il ritmo della vita si rinnova / Ogni mattina incontra un'altra mattina."
Lungo ogni "miglio di scrittura", ogni "miglio di poesia" attraverso il paese, giungendo ad Ha Giang, la familiare terra di frontiera della Patria, Nguyen Ngoc Tung ha creato "Ritratto di pietra". La poesia contiene versi indimenticabili: "Papà costruì una casa con muri di terra / Pietre portate insieme a formare una recinzione e una siepe", "Il latte materno mi nutriva / Profumato dell'odore di men men (una sorta di porridge di mais fermentato) / Rendendo le mie guance rosee, la mia pelle bianca / Il sorriso scintillante di Ha Giang" ... Questi versi magistrali esprimono il sentimento, la passione e catturano l'"essenza" di Ha Giang in un modo unico che solo Nguyen Ngoc Tung possiede.
Fonte: https://hanoimoi.vn/moi-ban-mai-gap-mot-ban-mai-735430.html







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