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Fondazione per un mercato del lavoro sostenibile

Secondo l'Ufficio Generale di Statistica, il tasso di lavoro informale in Vietnam è attualmente elevato, superando il 63% della forza lavoro totale. Nelle aree urbane, questo tasso è inferiore alla media nazionale, ma rappresenta comunque una percentuale significativa. Per lavoro informale si intendono i lavoratori autonomi, coloro che non hanno un contratto e coloro che non partecipano pienamente ai sistemi di previdenza sociale.

Hà Nội MớiHà Nội Mới15/01/2026

Rispetto al tasso di disoccupazione complessivo del Vietnam, che si attesta a poco più del 2,2%, questo dato evidenzia un'importante realtà del mercato del lavoro: in termini statistici, il Vietnam non manca di posti di lavoro, ma mancano posti di lavoro stabili e di qualità, adeguatamente tutelati da un quadro giuridico e da un sistema di sicurezza sociale.

Il lavoro informale funge sia da "ammortizzatore" per l' economia urbana, sia da importante sfida per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il commercio su piccola scala, i servizi individuali, il trasporto freelance e il lavoro stagionale garantiscono il sostentamento a molte persone, soprattutto ai lavoratori migranti. Tuttavia, quando questo tasso è elevato, l'economia si trova ad affrontare una bassa produttività del lavoro, deficit di bilancio e una pressione a lungo termine sulle infrastrutture urbane e sui sistemi di sicurezza sociale.

La riduzione del lavoro informale non si ottiene tramite provvedimenti amministrativi o misure coercitive. In realtà, la maggior parte dei lavoratori informali ha competenze limitate e scarso accesso al mercato. Pertanto, la soluzione deve partire dal rendere il settore formale più attraente e accessibile.

Innanzitutto, sono necessarie riforme incisive del contesto imprenditoriale. Semplificare le procedure di registrazione delle imprese e ridurre i costi iniziali di conformità incoraggerà le famiglie e i singoli individui a passare gradualmente al settore formale. L'esperienza di Hanoi dimostra che molte attività a conduzione familiare esitano a trasformarsi in imprese non a causa dell'elevata tassazione, ma per le preoccupazioni relative alla complessità delle procedure e ai rischi legali. Parallelamente, le politiche governative devono svolgere un ruolo guida in questa transizione. È urgente creare un quadro giuridico specifico per l'economia familiare e il settore del lavoro informale, finalizzato al loro riconoscimento, alla loro gestione e al loro sostegno.

In secondo luogo, è necessario ampliare la copertura previdenziale in modo flessibile, adattandola alle caratteristiche specifiche dei lavoratori urbani. La progettazione di pacchetti volontari di assicurazione sociale, assicurazione contro gli infortuni e previdenza pensionistica con livelli contributivi flessibili, procedure semplificate e un sostegno parziale da parte dello Stato per le fasce a basso reddito aiuterà i lavoratori a partecipare gradualmente, creando così un "ponte" per il loro ingresso nel settore formale.

In terzo luogo, il miglioramento delle competenze e della produttività del lavoro rappresenta una soluzione fondamentale. La forza lavoro informale è in gran parte concentrata in settori a basso valore aggiunto; pertanto, è necessario promuovere la formazione professionale a breve termine e la riqualificazione, legate alle reali esigenze delle imprese e agli orientamenti della ristrutturazione economica urbana. In questo contesto, lo Stato svolge un ruolo importante nell'affidare corsi di formazione, sostenendo i costi della formazione professionale per i lavoratori autonomi, in particolare i lavoratori migranti e i lavoratori di mezza età, aiutandoli ad accedere a opportunità di impiego formale più stabili.

In definitiva, il ruolo delle imprese e delle autorità locali è cruciale. Le imprese devono considerare l'assunzione di lavoratori regolari non solo come un obbligo, ma anche come un investimento nello sviluppo sostenibile. Le autorità dovrebbero rafforzare il dialogo e la collaborazione con le imprese e i lavoratori, utilizzando le statistiche sul lavoro per formulare le politiche, anziché concentrarsi esclusivamente su bassi tassi di disoccupazione.

Ridurre il lavoro informale non è un obiettivo a breve termine, ma un fondamento per costruire un mercato del lavoro sostenibile, garantendo che la crescita economica vada di pari passo con il benessere sociale e la qualità della vita delle persone.

Fonte: https://hanoimoi.vn/nen-tang-cho-mot-thi-truong-lao-dong-ben-vung-730258.html


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