Al di là di semplici loghi o colori, l'identità visiva sta plasmando il modo in cui i musei raccontano la storia del patrimonio culturale nella vita contemporanea. In molti musei di Ho Chi Minh City, il design dell'identità visiva non solo rinnova l'esperienza del visitatore, ma contribuisce anche ad ampliare il ruolo sociale dei musei.
L'ondata di trasformazione proviene "dall'interno".
Ho Chi Minh City vanta uno dei più alti numeri di musei pubblici di I livello nel Paese, con 7 musei su 9 che soddisfano tali standard. Tuttavia, dati i gusti culturali in continua evoluzione del pubblico e la crescente concorrenza di nuove forme di intrattenimento, la questione per i musei non è solo cosa esporre, ma soprattutto come raccontare la storia del patrimonio in modo da creare un legame con il pubblico e attrarre i visitatori.

Nel 2024, il Museo di Storia di Ho Chi Minh City ha suscitato scalpore con il lancio della sua nuova identità visiva. Questa identità si è aggiudicata il premio per la campagna di riposizionamento del marchio più efficace ai Vietnam Creative Advertising Awards dello stesso anno. Tuttavia, secondo il signor Hoang Anh Tuan, direttore del Museo di Storia di Ho Chi Minh City, sebbene la creazione di una nuova identità visiva sia vista come un modo per liberarsi da vecchi pregiudizi ormai obsoleti, questo processo richiede un'attenta valutazione per evitare di creare un senso di alienazione nel pubblico di lunga data.
Seguendo questa tendenza, anche i musei con contenuti specializzati cercano di reinventarsi attraverso il linguaggio visivo. In occasione del 50° anniversario della Liberazione del Sud e della riunificazione del Paese, il Museo dei Resti della Guerra ha lanciato una nuova identità visiva con il messaggio "Perché l'amore è vittoria".
Con il suo spazio espositivo unico, densamente ricco di reperti e documenti che testimoniano la brutalità della guerra, il museo pone particolare enfasi sull'aspetto psicologico per i visitatori. Il sistema di simboli e grafica si basa su un esclusivo codice colore, il "Blu dell'Aspirazione alla Pace", combinato con un linguaggio simbolico minimalista e delicato, creando un "campo visivo" ordinato e sobrio.
Secondo la signora Dinh Thi Ngoc Hang, vicedirettrice del Museo dei Resti della Guerra, la coerenza estetica funge da "ancora psicologica", aiutando i visitatori a mantenere la calma per recepire e riflettere sui messaggi profondi, anziché essere sopraffatti da emozioni negative. Questo cambiamento contribuisce a trasformare il museo da un'istituzione fortemente incentrata sulla condanna del dopoguerra in un centro di educazione alla pace di influenza internazionale.
Attualmente, anche il Museo Ton Duc Thang sta conducendo ricerche per sviluppare una nuova identità di marca. Inoltre, musei privati come il Museo d'Arte Quang San hanno recentemente lanciato i propri sistemi di identità di marca dopo oltre un anno di attività, a dimostrazione di una crescente tendenza alla professionalizzazione nel modo in cui le istituzioni museali interagiscono con il pubblico.

Comprendere i principi fondamentali è essenziale per creare un linguaggio di marca.
Per i progetti legati alla cultura e alla storia, la sfida più grande non risiede nel design in sé, ma nella creazione di un sistema visivo sufficientemente sofisticato da onorare il valore del museo senza oscurare il contenuto espositivo. Ciò richiede una ricerca approfondita, che si addentri nel patrimonio storico piuttosto che inseguire tendenze superficiali.
Partendo dall'immagine di una testa di drago in terracotta della dinastia Tran – simbolo familiare a molte generazioni di visitatori – il Museo di Storia di Ho Chi Minh ha collaborato con Zám Studio per sviluppare un nuovo motivo. L'immagine stilizzata del drago della dinastia Tran si dispiega in quattro direzioni, suggerendo uno spirito di esplorazione , connessione e diffusione dei valori del patrimonio culturale. In particolare, questo motivo fa parte di una serie di 12 motivi che rappresentano periodi storici e dinastie feudali esposti nel museo, a dimostrazione dell'impegno nel tradurre la storia in un linguaggio visivo contemporaneo.
Con un approccio differente, il Museo d'Arte Quang San sviluppa il proprio sistema identitario ispirandosi alla stratificazione della pittura: pennellate, superficie della tela, luce e struttura dei dipinti antichi.
La signora Mai Ngoc Que Lan (cofondatrice di Studio M - N Associates) ha affermato: "Ogni museo ha una propria identità unica, quindi costruire un'identità di marca richiede una ricerca approfondita e un approccio personalizzato. Quando questa qualità unica emerge, l'identità di marca diventa una storia vibrante che può essere implementata in modo coerente attraverso diversi punti di contatto". Infatti, dopo l'implementazione della nuova identità di marca, il numero di visitatori del Museo d'Arte Quang San è aumentato significativamente, soprattutto tra i giovani; le attività interattive come talk show e workshop hanno attratto un gran numero di partecipanti.
Nel contesto di ambienti urbani e industrie culturali sempre più focalizzati sulla creatività, i musei non sono più spazi confinati alla memoria del passato, ma si stanno gradualmente trasformando in luoghi vivaci e dinamici per la vita contemporanea. In questi contesti, l'identità visiva non si limita a loghi o colori, ma diventa un linguaggio culturale che permette ai musei di comunicare efficacemente con la società.
A livello internazionale, lo sviluppo del branding museale è emerso alla fine degli anni '80 e si è intensificato all'inizio degli anni 2000, come dimostrano musei quali il MoMA (Museum of Modern Art, New York, USA), la Tate (Art Gallery London, Regno Unito) e il V&A (Victoria and Albert Museum, Regno Unito). I principali musei considerano il branding come un ecosistema: coerente in tutti i punti di contatto, flessibile nell'applicazione, garantisce che il marchio rimanga attuale senza perdere la sua identità fondamentale.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/nhan-dien-thi-giac-chia-khoa-mem-lam-moi-bao-tang-post832914.html








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