Nhan sedeva lì con il viso emaciato e gli occhi gonfi. Il suo pianto non era un singhiozzo soffocato, ma una serie di singhiozzi tremanti e strozzati, come se ogni respiro portasse il pesante fardello di un dolore represso. Per mesi era rimasta a casa, stringendo a sé il figlio, sopportando la soffocazione e la stanchezza, eppure non si era mai lamentata con il marito, consapevole di quanto duramente lavorasse. Tuttavia, ogni volta che aveva bisogno di aiuto e "chiedeva" al marito di badare al bambino, rimaneva sconvolta nello scoprire un lato diverso dell'uomo che un tempo amava: un lato che poteva descrivere solo con due parole: mostro.
Commento (0)