Alti funzionari hanno espresso "profonda preoccupazione".
Il 22 dicembre, un alto funzionario giapponese ha messo in guardia contro la tendenza al deprezzamento dello yen, definendola una "fonte di profonda preoccupazione" nel contesto delle speculazioni di mercato sulla possibilità di un intervento governativo nel mercato dei cambi.
Atsushi Mimura, viceministro per gli affari internazionali del Ministero delle Finanze giapponese, ha descritto le recenti fluttuazioni del tasso di cambio come "unilaterali e improvvise". Questa dichiarazione è giunta dopo che lo yen si è deprezzato di oltre l'1% il 19 dicembre, nonostante la Banca del Giappone (BOJ) avesse alzato i tassi di interesse allo 0,75%, il livello più alto degli ultimi 30 anni.

Durante le contrattazioni del 22 dicembre, il tasso di cambio dello yen rispetto al dollaro statunitense è rimasto relativamente stabile a 157,4 yen per dollaro. Tuttavia, nei confronti dell'euro, lo yen non si è ancora ripreso in modo significativo dal minimo storico di 184,71 yen per euro raggiunto il 19 dicembre.
«Stiamo assistendo a movimenti anomali e bruschi, soprattutto dopo la riunione di politica monetaria della scorsa settimana. Pertanto, sono profondamente preoccupato», ha dichiarato Mimura. Ha aggiunto che il governo potrebbe avere una «risposta adeguata a movimenti eccessivi», una frase che gli operatori hanno interpretato come un segnale di preparazione a un intervento sul tasso di cambio.
Gli sforzi della BOJ non hanno ancora convinto il mercato.
Nonostante gli aumenti dei tassi d'interesse da parte della Banca del Giappone e la continua normalizzazione della politica monetaria, il governatore Kazuo Ueda sembra incapace di convincere gli operatori a smettere di vendere lo yen. Dopo la riunione, Ueda ha promesso un ulteriore inasprimento della politica monetaria, ma i tempi e l'entità dei futuri aumenti dei tassi rimangono incerti.
Ciò si è riflesso anche sul mercato obbligazionario. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 2 anni, sensibile ai tassi di interesse di riferimento, ha raggiunto il massimo storico dell'1,105% il 22 dicembre. Anche il rendimento dei titoli a 10 anni ha superato la soglia del 2% il 19 dicembre.
Gli analisti ritengono che la svendita di obbligazioni derivi dai timori che un prolungato deprezzamento dello yen possa spingere l'inflazione al rialzo, costringendo la Banca del Giappone ad aumentare i tassi di interesse più rapidamente del previsto. Inoltre, i piani di stimolo economico del Primo Ministro Sanae Takaichi richiedono ulteriori emissioni obbligazionarie per raccogliere capitali, esercitando ulteriore pressione sul mercato.
Gli esperti prevedono la probabilità di un intervento.
Yujiro Goto, stratega presso Nomura Bank, ritiene che il Ministero delle Finanze giapponese potrebbe presto intraprendere "azioni decisive". Sostiene che le dichiarazioni di Mimura indicano un elevato livello di preoccupazione all'interno del governo.
"Dobbiamo monitorare il linguaggio che usa. Se inizia a dire che i movimenti dello yen sono 'disordinati', il mercato potrebbe interpretarlo come un segnale di un imminente intervento", ha analizzato Goto.
Secondo questo stratega, la decisione sui tassi d'interesse e i commenti della Banca del Giappone del 19 dicembre non hanno fornito un segnale sufficientemente forte sul futuro andamento dei rialzi, spingendo gli investitori a continuare a vendere la valuta giapponese.
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Fonte: https://baonghean.vn/nhat-ban-canh-bao-ve-dong-yen-ty-gia-cham-muc-ky-luc-10316494.html
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