In occasione dell'evento Internet Day del dicembre 2025, il signor Nguyen Ich Vinh, vicedirettore generale di FSI Company e vicepresidente del consiglio di amministrazione di FSI DDS, ha offerto una nuova prospettiva su questa minaccia.

Secondo le statistiche, su circa un milione di imprese in Vietnam, il 98% sono piccole e medie imprese (PMI). Una caratteristica comune delle PMI è la limitata forza lavoro informatica, spesso dotata solo di firewall di base o software antivirus comuni. Questa negligenza rappresenta una minaccia significativa, poiché le PMI svolgono attualmente un ruolo estremamente importante nella catena del valore globale.
"Se le PMI vengono attaccate, anche i loro clienti ne risentiranno, perché i clienti delle PMI sono le grandi aziende", ha sottolineato il signor Vinh.
Quando una PMI viene compromessa, gli hacker non solo la prendono di mira, ma utilizzano anche il suo sistema come trampolino di lancio per attaccare le grandi aziende. I danni, in tal caso, sarebbero enormi.
Secondo il signor Vinh, la maggior parte di noi è ancorata a una mentalità che si concentra esclusivamente sul blocco degli hacker esterni tramite firewall o software antivirus. Tuttavia, nell'era dell'intelligenza artificiale (IA), questa protezione risulta insufficiente. L'IA permette agli hacker di automatizzare la creazione di nuovo codice dannoso in soli 0,5 secondi. Nessun software antivirus è in grado di aggiornare il proprio elenco di malware con la rapidità necessaria per reagire. Inoltre, le vulnerabilità "zero-day" sono sempre presenti; mentre si attende il rilascio delle patch da parte dei produttori, il sistema aziendale potrebbe essere già stato violato dagli hacker.
"Un firewall è come impedire ai ladri di entrare in casa. Ma se i ladri riescono a sfondarlo, possono portare via liberamente 'televisori, soldi, fedi nuziali'. Le conseguenze del non controllare l''output' sono devastanti", ha affermato Vinh, usando un'analogia.
Il vicedirettore generale della società FSI ha illustrato questa devastante conseguenza con un esempio concreto.
"C'è stato un caso in cui un fornitore di una grande azienda globale ha riscontrato una carenza di personale IT e, di conseguenza, circa 6-7 mesi dopo, la società cliente ha notato un'enorme quantità di dati inviati a un indirizzo IP esterno", ha affermato il signor Vinh.
Chiudere a chiave le porte isola gli hacker.
Di fronte a questa situazione, il signor Vinh ha proposto una soluzione rivoluzionaria: invece di bloccare l'accesso agli hacker, controllare il traffico in uscita (prevenzione del traffico in uscita).
Il principio alla base di questa soluzione è chiaro: "Se un ladro entra in casa e viene catturato, bisogna impedirgli di aprire qualsiasi porta dall'interno. In questo modo, il ladro rimane dentro casa e il proprietario non perde nulla", ha spiegato il signor Vinh.
Anziché concentrarsi solo su come gli hacker "riescono a entrare", il sistema bloccherà automaticamente tutte le vie attraverso cui le risorse digitali potrebbero essere sottratte.
Nello specifico, questa soluzione consiste in un dispositivo hardware importato direttamente dal Giappone, monitorato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, da un Security Operations Center (SOC) situato in Giappone. Qualora un utente o un malware presente nel sistema tentasse di trasferire dati all'esterno, il dispositivo lo bloccherà immediatamente e invierà un avviso all'amministratore.
"C'è sicuramente un ladro in agguato nella rete, in attesa che abbassiate la guardia per rubare i vostri beni. È ora che le organizzazioni, soprattutto le PMI, si dotino di una 'serratura robusta' per proteggere le loro preziose risorse digitali prima che sia troppo tardi", ha concluso il signor Vinh.
Fonte: https://doanhnghiepvn.vn/cong-nghe/sme-can-thay-doi-tu-duy-bao-mat-truc-lan-song-tan-cong-mang/20260324095208513








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