Man mano che il profumo salmastro del mare si attenua, lasciando spazio all'aroma della terra basaltica rossa e al respiro della vasta foresta, sappiamo di star entrando in uno spazio diverso, più profondo, più lento e ricco di sfumature emotive.
La mia mattinata è iniziata nella parte orientale di Dak Lak , dove l'alba ha illuminato Mui Dien (Capo Dien). Ai piedi di Ganh Da Dia (Spiaggia della Roccia del Disco), le onde lambivano dolcemente la riva, senza rumore né fretta. Il mare di Tuy Hoa appariva calmo, di un azzurro limpido, a tratti di un verde smeraldo intenso, che rifletteva le palme ondeggianti sotto il sole del mattino. Il profumo del mare era palpabile: l'odore di pesce fresco appena arrivato, il sapore salmastro che si attaccava ai capelli del viaggiatore, permeando persino le risaie seminate nella pianura di Tuy Hoa.
In piedi nella piazza Nghinh Phong, si sente soffiare una forte brezza marina. Questa brezza porta con sé una sensazione unica e piacevole, sufficiente a scacciare la stanchezza quotidiana, ad alleggerire il cuore, come un uccello che plana sull'acqua.
Lasciato il mare, mi diressi verso ovest. Le strade iniziarono a snodarsi, il sole si addolcì e l'aria si fece più fresca. Apparve il terreno basaltico rosso, profondo e tranquillo, come un familiare saluto dall'altopiano. Il respiro della foresta non mi investì di colpo, ma si insinuò gradualmente, quel tanto che bastava per indurmi a rallentare.
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| Il porto peschereccio di Dan Phuoc (quartiere di Song Cau) nei primi giorni del nuovo anno. Foto: V. Tai |
Il Dak Lak occidentale mi ha accolto con il profumo dei fiori bianchi del caffè in fiore e il suono dei gong che echeggiava da qualche villaggio lontano. Se il mare offriva il dolce abbraccio delle onde, questo luogo custodiva il ritmo tranquillo delle montagne e delle foreste: semplice, silenzioso, eppure con una risonanza duratura nel cuore.
Un pomeriggio, seguendo un amico, andai al lago Lak. L'acqua era calma come uno specchio, e rifletteva i colori cangianti del cielo degli altipiani. Seduto in riva al lago, mi tornò improvvisamente in mente la laguna di O Loan. Due specchi d'acqua, uno vicino al mare, l'altro nel cuore degli altipiani, separati da centinaia di chilometri, eppure entrambi possiedono una tranquillità che infonde malinconia.
Oggi Dak Lak è uno strano incontro tra due regioni. Da una parte, la dolcezza dell'aragosta e del tonno; dall'altra, la delicata amarezza di una tazza di caffè Buon Ma Thuot. Da una parte, il forte aroma del vino di riso proveniente dai ristoranti sul mare; dall'altra, il profumo del vino di riso in una brocca di terracotta accanto al fuoco del villaggio. Questi sapori apparentemente contrastanti si fondono naturalmente, come se si conoscessero da sempre.
La notte cala sulla cittadina di montagna, un brivido si insinua in ogni piccola strada. In quella brezza, riesco ancora a sentire il respiro del Mar Cinese Meridionale, che attraversa il Passo Ca e il Passo Phuong Hoang, per poi dissolversi nella vasta foresta. La brezza marina non scompare, cambia solo il suo modo di essere presente, più leggera, più profonda.
Viaggiando attraverso il mare e la foresta, tra il sole, il vento e la terra rossa, ci si rende conto che Dak Lak possiede due bellezze distinte ma inseparabili. Bastano poche centinaia di chilometri per entrare in un mondo diverso, pur conservando un senso di familiarità. Forse perché ovunque in questa terra, tra le onde impetuose e i venti impetuosi, le persone riescono ancora a ritrovare la sensazione di essere tornate a casa.
Fonte: https://baodaklak.vn/xa-hoi/202601/song-bien-va-gio-ngan-5e912e7/









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