Uno studio pubblicato di recente dal Ministero della Cultura francese e dall'Agenzia francese per la gestione dei media audiovisivi e digitali (Arcom) avverte che il modello economico dell'informazione e dei media nel Paese è in stato di "allarme", minacciando direttamente un pilastro considerato essenziale per la vita politica e sociale, nonché per la coesione sociale.
Secondo quanto riportato dal corrispondente della VNA a Parigi, le ricerche dimostrano che la maggior parte delle testate giornalistiche che producono contenuti informativi operano in una situazione finanziaria precaria.
Nello specifico, 8 testate giornalistiche su 10 hanno margini di profitto inferiori al 6%, e più della metà opera in perdita. Allo stesso tempo, 8 cittadini francesi su 10 affermano di non essere disposti a pagare per accedere ai contenuti online.
Questa situazione solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine di una stampa di alta qualità, affidabile e diversificata.
Per valutare in modo esaustivo la situazione, la Direzione Generale per le Comunicazioni e le Industrie Culturali, presso il Ministero della Cultura francese, insieme ad Arcom, ha condotto uno "Studio sul modello economico dell'informazione in Francia", con la partecipazione della società di consulenza PMP Strategy.
Lo studio si è basato su circa 30 interviste approfondite con organi di stampa, associazioni, sindacati e organizzazioni di formazione, oltre a quasi 50 questionari inviati a produttori di informazioni, combinati con varie fonti di dati di mercato raccolte nel 2024.
I risultati dimostrano che, a prescindere dalla fonte di finanziamento (pubblicità per canali audiovisivi privati, abbonamenti a giornali cartacei, finanziamenti pubblici per i media pubblici o una combinazione di fonti per il giornalismo online), tutte queste fonti di reddito sono in calo o rischiano di ridursi.
I quotidiani nazionali hanno registrato una certa crescita degli abbonati digitali, con un tasso di crescita medio annuo del 21% nel periodo 2018-2024. Tuttavia, questo trend positivo non rispecchia il quadro generale dei quotidiani cartacei, la cui tiratura si è dimezzata in 10 anni, passando da 5,4 milioni di copie nel 2015 a 2,7 milioni di copie nel 2024.
Gli sforzi degli editori per promuovere gli abbonamenti digitali si scontrano con un ostacolo importante: la riluttanza del pubblico a pagare.
Secondo le ricerche, la crescente facilità di accesso a una vasta quantità di informazioni che appaiono "gratuite in superficie" (non pagate direttamente, ma finanziate indirettamente tramite pubblicità, dati degli utenti, bilanci governativi o altre fonti) ha reso "invisibile" il costo della produzione di informazioni nella percezione dell'utente.
Nel 2024, solo il 20% dei francesi si è dichiarato disposto a pagare per contenuti di notizie online, mentre il 12% ha accettato un prezzo inferiore a 10 euro (circa 11 dollari).
In particolare, pur essendo restii a pagare per le notizie, i consumatori francesi sono disposti a spendere per i servizi di intrattenimento: il 35% paga per contenuti sportivi online, il 50% per le piattaforme di video on demand e il 40% per i servizi di streaming musicale online.
Ciò dimostra che la stampa si trova ad affrontare una concorrenza agguerrita non solo in termini di contenuti, ma anche in termini di abitudini di spesa del pubblico.
Il rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) sta profondamente cambiando anche il modo in cui accediamo alle informazioni. Un sondaggio ha mostrato che un francese su cinque utilizza regolarmente strumenti di IA conversazionale per rimanere aggiornato sulle notizie; questa percentuale supera la metà nella fascia di età inferiore ai 34 anni.
Inoltre, i creatori di contenuti, soprattutto sulla piattaforma YouTube, stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella diffusione delle informazioni: il 40% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni accede settimanalmente alle notizie attraverso questi canali.
Secondo la valutazione dello studio, i media maggiormente colpiti da questi profondi cambiamenti sono i media privati locali e regionali, compresi quelli esteri, e i media nazionali indipendenti non affiliati a grandi gruppi mediatici.
In questo contesto, gli autori dello studio sostengono che, senza soluzioni efficaci per il controllo dei costi, la diversificazione delle entrate e l'applicazione dell'intelligenza artificiale per migliorare la produttività senza compromettere la qualità delle informazioni, le risorse finanziarie del giornalismo rischiano di esaurirsi.
Al contrario, l'individuazione tempestiva delle problematiche può aiutare le autorità e i media a rimodellare il settore del giornalismo, sviluppando così politiche pubbliche adeguate a tutela di un settore che svolge un ruolo vitale nella vita sociale.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/thach-thuc-song-con-cua-bao-chi-phap-trong-ky-nguyen-so-post1089708.vnp










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