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Pratiche in alcuni paesi

Báo Quốc TếBáo Quốc Tế20/09/2023

Il rapido sviluppo di Internet negli ultimi anni ha aperto grandi opportunità ai bambini di imparare e giocare superando i limiti fisici. Tuttavia, l'uso frequente e incontrollato di Internet ha reso molti bambini vittime di attacchi informatici e abusi.

Non è facile eliminare tutte le informazioni dannose, ma proteggere i bambini dalle "trappole" di Internet deve essere fatto in modo sistematico e approfondito, non solo per garantire la loro sicurezza, ma anche per aiutarli a sviluppare una corretta percezione della realtà in futuro.

Bảo vệ trẻ em trên không gian mạng - nhiệm vụ cấp bách.
Non è facile eliminare tutte le informazioni dannose, ma proteggere i bambini dalle "trappole" di internet deve essere fatto in modo sistematico e approfondito. (Immagine a scopo illustrativo)

Una spada a doppio taglio

Durante la pandemia di Covid-19, i bambini sono stati i più colpiti dalle barriere erette durante i lockdown e le quarantene. Fortunatamente, internet e i social media hanno contribuito in qualche misura a garantire che il loro apprendimento e la loro connessione non venissero interrotti.

Anche senza andare a scuola, i bambini possono comunque partecipare a lezioni online, chattare con gli amici e divertirsi tramite internet. Questa non è solo una fonte inesauribile di conoscenza che i bambini possono apprendere ed esplorare attivamente, ma anche un efficace canale di comunicazione, che li aiuta a mantenere i rapporti e ad evitare i danni psicologici causati dall'isolamento.

Tuttavia, il maggiore utilizzo di internet e dei social media da parte dei bambini durante la pandemia potrebbe renderli vittime privilegiate di notizie false, violenza e abusi online.

Secondo quanto riportato dalla Internet Watch Foundation (IWF), dal 2019 il numero di siti web che mostrano immagini e video di abusi sessuali su minori è aumentato del 1.058%, una cifra estremamente allarmante. Nel 2020, l'IWF ha scoperto oltre 25.000 siti web contenenti le forme più gravi di abuso su minori. Questo numero è raddoppiato nel 2022, raggiungendo un livello record. Il rapporto dell'IWF indica inoltre che più giovane è il bambino, maggiore è il rischio di abuso.

Secondo i dati diffusi dal National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) degli Stati Uniti, nel 2010 solo circa 1 milione di segnalazioni di materiale pedopornografico sono state inviate a Cyber ​​Tipline, una piattaforma online per la segnalazione di sfruttamento sessuale minorile. Nel 2019, il numero di segnalazioni è salito vertiginosamente a 29,3 milioni, e nel 2021 ha superato i 32 milioni.

Gli abusi sessuali sono solo uno dei rischi che i bambini corrono quando usano internet. I dati di un'indagine dell'UNICEF indicano che più di un terzo degli adolescenti ha subito cyberbullismo, e un quinto ha rivelato di aver pensato di abbandonare la scuola per la vergogna. Azioni come l'uso di soprannomi dispregiativi, commenti offensivi e la creazione di immagini manipolate hanno un impatto significativo sui bambini. A differenza degli abusi verbali diretti, i commenti e le immagini di bullismo si diffondono rapidamente e vengono archiviati online, lasciando le vittime intrappolate e senza via d'uscita.

Inoltre, i bambini sono anche bersaglio di informazioni dannose e notizie false. Con la loro natura curiosa ed esplorativa, i bambini sono spesso attratti e persuasi da informazioni false sensazionalistiche e bizzarre. Questo è anche il motivo per cui molti bambini diventano vittime di tendenze pericolose. Alcuni anni fa, le mode della "Blue Whale Challenge" e della "Momo Challenge" hanno portato a centinaia di tragici suicidi infantili.

La partecipazione dei bambini a gruppi sui social media o a giochi online comporta il rischio di divulgazione di informazioni personali. I criminali possono utilizzare queste informazioni per pubblicare annunci illegali o inappropriati rivolti ai minori, rendendoli facili bersagli per rapitori e trafficanti. Inoltre, un uso incontrollato di internet aumenta il rischio di dipendenza dai social media, con conseguente mancanza di autocontrollo, ridotta consapevolezza, ansia e un impatto negativo sulla vita dei bambini.

Tra gli utenti di internet, i bambini rappresentano il gruppo più vulnerabile a causa della loro scarsa conoscenza o limitata capacità di proteggersi. Allo stesso tempo, i genitori, che sono i più vicini a loro e che hanno la maggiore responsabilità, non sono in grado di controllare completamente l'uso di internet e dei social media da parte dei figli.

Ogni giorno, innumerevoli informazioni vengono pubblicate su internet e milioni di nuovi gruppi e siti web vengono creati. Senza le giuste competenze e una supervisione costante, è molto difficile per i genitori impedire ai propri figli di accedere a contenuti dannosi.

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Lavoriamo insieme per rafforzare la protezione dei bambini su Internet.

Di fronte ai crescenti rischi per i minori su internet, i governi di tutto il mondo hanno promosso rapidamente politiche volte a creare un ambiente online sicuro. Sebbene le normative possano variare da paese a paese, tutte raccomandano un maggiore coinvolgimento dei genitori nella gestione dell'utilizzo di internet da parte dei figli e impongono alle piattaforme di social media e alle aziende che producono contenuti online di valutare l'età degli utenti prima di fornire i propri servizi.

Gli Stati Uniti sono stati tra i primi Paesi al mondo a emanare leggi per la protezione dei minori online. Già nel 1998, il Congresso statunitense ha approvato la Convenzione sulla protezione della privacy dei minori online (COPPA). Questa legge è entrata in vigore due anni dopo ed è supervisionata dalla Commissione federale per il commercio (FTC) degli Stati Uniti.

La direttrice esecutiva dell'IWF, Susie Hargreaves, ha avvertito: "I bambini vengono presi di mira, avvicinati, manipolati e abusati da criminali su scala industriale. Questi abusi sessuali avvengono spesso proprio in casa, e i genitori sono completamente ignari di ciò che degli sconosciuti su internet stanno facendo ai loro figli".

Il COPPA è l'unica legge federale negli Stati Uniti che limita gli effetti della pubblicità mirata rivolta ai bambini. In base al COPPA, i gestori di siti web non possono raccogliere informazioni sui minori senza il consenso dei genitori e senza previa notifica.

Nel 2012, il COPPA è stato modificato, introducendo nuove norme che vietano alle aziende di utilizzare identificatori digitali come cookie, dati di geolocalizzazione e qualsiasi informazione audiovisiva per tracciare e mostrare annunci pubblicitari basati sulle abitudini di navigazione internet dei minori. La legge modificata impone inoltre alle aziende di eliminare i dati raccolti dai minori per scopi tecnologici.

Tuttavia, gli esperti ritengono che il COPPA presenti ancora alcune lacune, ad esempio non disciplina la raccolta di dati relativi a minori di età compresa tra i 13 e i 18 anni. A livello statale, gli Stati Uniti applicano anche il California Consumer Privacy Act (CCPA), che affronta parzialmente le limitazioni del COPPA.

Oltre alle due leggi già esistenti, COPPA e CCPA, gli Stati Uniti stanno attivamente sviluppando nuove leggi per proteggere meglio i minori dalle tentazioni online sempre più sofisticate. Il California Age-Appropriate Designated Children Act (CAADCA), in vigore dal 1° luglio 2024, innalza a 18 anni l'età minima per la designazione dei minori a fini legali, rispetto agli attuali 13.

Alcuni legislatori statunitensi stanno promuovendo il Kids Internet Safety and Design Act (KIDS). Il disegno di legge obbligherebbe piattaforme come YouTube e TikTok a limitare la pubblicità e a vietare la riproduzione automatica dei contenuti destinati ai bambini.

Per contrastare la più grande diffusione online di materiale pedopornografico nella regione, l'Unione Europea (UE) ha emanato il Digital Services Act (DSA), che impone alle aziende tecnologiche e dei social media di adottare maggiori misure per individuare e rimuovere le immagini di abusi sessuali su minori e di proteggere meglio i dati personali delle persone vulnerabili.

La fine di agosto 2023 era la scadenza entro cui i giganti della tecnologia dovevano adeguarsi al DSA (Digital Services Act). TikTok ha recentemente annunciato che consentirà agli utenti dell'UE di disattivare la funzione che visualizza automaticamente i contenuti in base alle preferenze personali e che vieterà la pubblicità rivolta a un pubblico di età compresa tra i 13 e i 17 anni.

Nel Regno Unito, dove i bambini rappresentano un quinto degli utenti di internet, l'Age-Appropriate Design Act, approvato all'inizio di settembre 2021, impone alle aziende tecnologiche di implementare design e standard tecnologici a misura di bambino, evitando l'uso di algoritmi che potrebbero compromettere la privacy e l'immagine dei minori.

Saranno vietate anche le tecniche che incoraggiano i bambini a eludere le norme sulla privacy o a raccogliere dati sui giovani utenti. La mancata conformità potrebbe comportare sanzioni fino al 4% del fatturato globale annuo. Le piattaforme di social media hanno reagito positivamente. TikTok ha introdotto una nuova funzionalità che consente ai genitori di impostare un programma di disattivazione delle notifiche per i bambini, il che significa che gli utenti di età compresa tra 13 e 15 anni non riceveranno più notifiche dopo le 21:00. Instagram ha disabilitato la pubblicità mirata rivolta agli utenti di età inferiore ai 18 anni e YouTube ha disattivato la funzione di caricamento automatico per i minori.

Nel frattempo, la Francia impone a tutte le piattaforme di social media di includere funzionalità che consentano ai genitori di monitorare le attività dei minori per proteggerli da contenuti inappropriati come violenza o pornografia. Chi pubblica informazioni diffamatorie o false online rischia fino a un anno di carcere e multe fino a quasi 50.000 dollari.

L'Australia è uno dei paesi con le normative più severe in materia di restrizioni di età per l'accesso online. Il paese impone che gli utenti di età inferiore ai 16 anni debbano avere il consenso dei genitori per partecipare ai social media. Le aziende che violano queste norme rischiano multe fino a 7,5 milioni di dollari, il 10% del loro fatturato annuo o il triplo del loro profitto. In base alle leggi australiane sulla privacy online, i social media e i forum anonimi devono adottare tutte le misure necessarie per verificare l'età degli utenti e dare priorità ai diritti dei minori nella raccolta dei dati.

In Asia, la Cina è il Paese più severo nella regolamentazione dell'uso di internet da parte dei minori. All'inizio di questo mese, la Cina ha annunciato nuove normative che vietano ai minori di 18 anni di accedere a internet tramite dispositivi mobili tra le 22:00 e le 6:00 del giorno successivo.

Questo Paese ha inoltre implementato un sistema per regolamentare il tempo di utilizzo degli smartphone: circa 40 minuti al giorno per i bambini di età inferiore agli 8 anni e fino a 2 ore al giorno per i ragazzi di 16-17 anni. Queste misure contribuiscono a minimizzare il rischio che i bambini accedano a contenuti inappropriati o dannosi nei momenti in cui i genitori hanno difficoltà a sorvegliarli.

Situati in una regione con uno dei mercati internet in più rapida crescita al mondo, i paesi del Sud-est asiatico stanno attivamente implementando misure per proteggere i minori online. Alla fine dello scorso anno, il Parlamento di Singapore ha approvato l'Enhanced Online Safety Act.

Di conseguenza, le piattaforme di social media devono intervenire "entro poche ore" dalla ricezione di segnalazioni da parte di genitori e studenti riguardanti contenuti inappropriati. Nel frattempo, il Ministero indonesiano dell'Istruzione, della Cultura, della Ricerca e della Tecnologia ha firmato un accordo con Twitter per sensibilizzare studenti, insegnanti ed educatori sull'uso dei social media a livello di base.

Nel mondo frenetico di oggi, impedire ai bambini di usare internet è impossibile e potrebbe persino essere controproducente. L'importante è creare per loro un ambiente online sicuro, fornendo filtri informativi utili per proteggerli da contenuti dannosi. I genitori devono al contempo guidare e supervisionare le attività online dei propri figli.

Sebbene nessun Paese abbia ancora trovato una soluzione definitiva per eliminare completamente i rischi derivanti da Internet, è incoraggiante constatare che le autorità di regolamentazione stiano inasprendo costantemente le normative e le sanzioni per creare un ambiente online più sicuro e vantaggioso per i minori.



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