Dalla chemioterapia di massa agli interventi mirati.
Per decenni, il trattamento del cancro si è basato principalmente su chirurgia, radioterapia e chemioterapia, con quest'ultima a svolgere un ruolo centrale. Tuttavia, l'efficacia di questo approccio era limitata da gravi effetti collaterali e da un controllo della malattia di breve durata. L'avvento delle terapie mirate di nuova generazione e dell'immunoterapia ha cambiato radicalmente il trattamento, rendendo i farmaci un fattore chiave per prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Secondo il professor Le Van Quang, direttore dell'ospedale K, la chemioterapia tradizionale agisce indiscriminatamente, distruggendo sia le cellule cancerose che quelle sane e debilitando i pazienti durante il trattamento. Al contrario, i farmaci di nuova generazione rappresentano una svolta, in quanto sono progettati con un meccanismo d'azione preciso, mirato alla natura biologica del tumore.
Le terapie mirate sono giunte alla terza generazione, concentrandosi sul colpire direttamente le mutazioni genetiche nelle cellule maligne. Questo approccio porta a un controllo più efficace della malattia, a una riduzione dei ricoveri ospedalieri e a una minimizzazione della somministrazione prolungata di farmaci. Numerosi studi dimostrano che i tempi di sopravvivenza dei pazienti possono raggiungere i 36,8 mesi, contribuendo alla trasformazione del cancro da malattia a rapida progressione a malattia controllabile a lungo termine.
L'avvento di farmaci bioequivalenti come Pembroria, il cui prezzo si aggira intorno ai 18 milioni di VND a flaconcino, significativamente inferiore a quello del Keytruda originale, ha ampliato l'accesso alle cure per i pazienti. Ciò dimostra che l'impatto di un farmaco non risiede solo nella sua efficacia biologica, ma influisce direttamente anche sull'accessibilità economica e sui servizi sanitari .
Il fatto che l'Ospedale K promuova l'acquisto di farmaci immunoterapici a prezzi equi riflette la tendenza a rendere i farmaci la pietra angolare delle strategie di trattamento del cancro. Tuttavia, gli esperti sottolineano che l'efficacia dei farmaci è massimizzata solo se utilizzati correttamente, secondo le indicazioni e in combinazione con un trattamento appropriato. Quanto più moderno è il farmaco, tanto maggiore è la competenza professionale richiesta per lo sviluppo dei protocolli di trattamento; un uso improprio può aumentare i costi senza migliorare i risultati della terapia.
Nel gruppo dei tumori al fegato – una delle tipologie di cancro più comuni in Vietnam, con oltre 24.000 nuovi casi ogni anno – il ruolo dei farmaci diventa ancora più cruciale. Poiché la maggior parte dei pazienti riceve la diagnosi in una fase in cui l'intervento chirurgico non è più possibile, la terapia farmacologica rappresenta quasi sempre la prima scelta di trattamento. L'approvazione da parte del Ministero della Salute di Durvalumab e Tremelimumab nell'ambito del protocollo STRIDE dimostra che la terapia farmacologica è ora al centro delle strategie di trattamento del tumore al fegato.
Questi due farmaci agiscono su diversi checkpoint immunitari, completandosi a vicenda per attivare le cellule T in varie fasi della risposta immunitaria. L'efficacia del regime STRIDE è stata dimostrata in studi di fase III, migliorando significativamente il controllo del tumore in pazienti con prognosi sfavorevole. Sebbene il costo del trattamento rimanga elevato, ciò dimostra comunque il ruolo insostituibile del farmaco nel prolungare la vita dei pazienti.
Speranza per i pazienti
Accanto alle terapie mirate, il ruolo dell'immunoterapia sta acquisendo sempre maggiore importanza, man mano che le barriere economiche vengono gradualmente superate. L'immunoterapia mira a stimolare o potenziare il sistema immunitario, contribuendo a identificare e distruggere le cellule tumorali in modo più efficace. A differenza dei metodi tradizionali, questa terapia può essere personalizzata in base al tipo di tumore e alle caratteristiche biologiche di ciascun paziente, migliorando così la prognosi.
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| L'impiego di terapie mirate di nuova generazione e dell'immunoterapia sta cambiando radicalmente il trattamento dei pazienti oncologici. |
Attualmente, l'immunoterapia nel trattamento del cancro comprende diverse forme. Gli inibitori dei checkpoint immunitari agiscono bloccando proteine come PD-1, PD-L1 o CTLA-4, i cosiddetti "freni" immunitari che le cellule tumorali utilizzano per eludere l'attacco del sistema immunitario. Una volta aggirati questi meccanismi, le cellule T vengono riattivate per distruggere le cellule maligne.
Anche i vaccini contro il cancro rappresentano un approccio importante. A differenza dei vaccini per la prevenzione delle malattie, i vaccini contro il cancro sono progettati per stimolare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Alcuni vaccini sono stati utilizzati come trattamenti terapeutici, in particolare Sipuleucel-T nel cancro alla prostata.
La terapia con cellule T ibride portatrici di recettori antigenici (CAR-T) è un metodo avanzato in cui le cellule T vengono isolate dal sangue del paziente, modificate geneticamente per riconoscere specificamente le cellule tumorali e quindi reintrodotte nell'organismo per colpire e attaccare il tumore.
Inoltre, la terapia con citochine utilizza proteine di segnalazione per stimolare il sistema immunitario a diventare più attivo. Alcuni farmaci immunomodulatori, come l'interferone alfa o l'interleuchina-2, sono utilizzati nel trattamento del carcinoma renale e del melanoma maligno. Anche gli anticorpi monoclonali rappresentano un importante gruppo di terapie, progettate per riconoscere e legarsi ad antigeni specifici sulla superficie delle cellule tumorali, contribuendo a distruggere le cellule maligne o ad aumentare l'efficacia del trattamento.
Ogni trattamento di immunoterapia ha un meccanismo d'azione e un'efficacia differenti. A seconda del tipo di tumore, dei risultati dei test di biologia molecolare, dello stato di salute, della storia clinica, della progressione della malattia e della capacità di spesa, il medico sceglierà l'opzione più adatta al paziente.
Mentre le terapie mirate offrono un approccio terapeutico più preciso, l'immunoterapia apporta un cambiamento più profondo coinvolgendo il sistema immunitario del paziente nella lotta contro il cancro. Invece di attaccare direttamente il tumore, questa terapia rimuove i "freni" immunitari, consentendo all'organismo di distruggere in modo duraturo le cellule maligne e migliorando così la prognosi di molti tumori che in precedenza rispondevano male ai trattamenti.
Fonte: https://baodautu.vn/thuoc-the-he-moi-va-buoc-ngoat-dieu-tri-ung-thu-d467954.html









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