
Amo l'autunno con un amore davvero speciale. Non è rumoroso come l'estate, né piovoso come l'inverno, e non è rigoglioso di fiori come la primavera. Arriva con il fruscio delle foglie sotto i piedi, il profumo del riso appena tostato portato dal vento, le sfumature dorate che pervadono ogni cosa e i pomeriggi immersi in una calda luce dorata, simile al miele. Ma ciò che amo di più è la dolce brezza autunnale. È delicata, velata e fruscia tra le risaie in ottobre, pronte per il raccolto. La brezza increspa la superficie del lago, sussurrando una struggente storia d'amore. Perciò, intorno a ottobre, quando l'autunno è ormai a metà, il sole non è più cocente e la stagione delle piogge è passata, veniamo accolti dalla dolce brezza autunnale, che porta con sé una frescura unica e leggermente pungente.
È passato tanto tempo dall'ultima volta che ho avuto la possibilità di tornare nel mio paese natale durante la brezza autunnale. La strada del villaggio ora è lastricata di cemento, immersa nella luce dorata del sole. Un senso di nostalgia persiste, chiedendomi dove sia finita la strada in pendenza lastricata di mattoni dove sedevo ad aspettare mia madre ogni pomeriggio. Dov'è il ponte di pietra dove ci riunivamo a giocare a campana? Ricordo vividamente i pomeriggi in cui seguivo i miei amici fino ai margini del villaggio per salutare mia madre che tornava dal lavoro nei campi. Appena la intravedevo, le correvo incontro, chiamandola per nome. Ogni giorno era sempre indaffarata e di fretta, con i piedi sporchi di fango e i pali da trasporto sulle spalle. Mi accarezzava la testa e si toglieva il cesto che portava al fianco, regalandomi qualcosa dalla campagna. Io, emozionato, lo guardavo dentro e ci trovavo dentro qualche granchio o qualche piccolo pesce come tilapia, persico o carpa. I doni che portava a casa erano i piccoli e umili prodotti dei campi fangosi e laboriosi. Nel bagliore rossastro del sole al tramonto, trotterellavo lungo la tranquilla strada del villaggio, e il sereno paesaggio della mia terra natale ora mi sembrava distante e nebuloso.
Percorrevo la strada del villaggio, un sentiero denso di ricordi. Il gelso davanti al cancello frusciava nella brezza autunnale, le sue foglie dorate ondeggiavano silenziosamente, salutando la verde chioma degli alberi e cedendo la loro essenza alla crescita della stagione successiva. Camminavo in silenzio nel pomeriggio autunnale lungo la strada di campagna, un fiume di ricordi mi travolgeva, il cuore colmo di emozioni. Questo luogo custodiva gli anni della mia infanzia. Le immagini della mia famiglia e dei miei cari mi hanno accompagnato durante gli anni trascorsi lontano da casa. Ricordo ancora quei pomeriggi nell'amaca scricchiolante in fondo alla casa, mentre mi addormentavo profondamente cullata dalla ninna nanna di mia madre. Tutte quelle immagini ora sono solo ricordi, una fonte di energia che nutre la mia anima.
Per me, la brezza autunnale non è solo una legge della natura. È un ricordo, una pace, una delle cose più dolci che il tempo non può portarci via. E nel silenzio di quella brezza gentile, persistente e pulsante, mi ritrovo in silenzio sotto il vento.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/thuong-nho-heo-may-post819992.html







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