Una sera di fine 2015 nella Silicon Valley, un gruppo di scienziati e imprenditori di spicco si riunì a cena per discutere di una paura condivisa: un futuro in cui l'intelligenza artificiale (IA) sarebbe stata manipolata da colossi come Google. Quella sera nacque OpenAI, un'organizzazione no-profit impegnata nell'open source e che opera per il bene dell'umanità. Elon Musk e Sam Altman furono le due figure chiave che ne gettarono le basi.

Sam Altman ed Elon Musk hanno co-fondato OpenAI nel 2015. (Fonte: Getty Images).
Alleanza contro i monopoli
La collaborazione tra Elon Musk e Sam Altman è nata da una comune paura esistenziale: l'ascesa di un "signore supremo dell'IA" controllato dalle multinazionali della Silicon Valley. All'epoca, Google aveva appena acquisito DeepMind e Musk, che considerava l'IA "la più grande minaccia per la civiltà", era furioso. Credeva che se l'intelligenza artificiale fosse stata monopolizzata da un'entità commerciale, l'umanità non avrebbe avuto alcuna possibilità di resistenza.
In tale contesto, Sam Altman si è rivelato il tassello perfetto del puzzle. Se Musk era il "portatore di fiaccola" con ingenti risorse finanziarie e una visione grandiosa, Altman era il brillante "architetto" con una profonda rete di contatti presso Y Combinator. Insieme, hanno ideato un piano audace: fondare OpenAI come "controparte" senza scopo di lucro.
Musk si impegnò a investire fino a 1 miliardo di dollari nel progetto (in realtà, nei primi anni, contribuì con circa 45 milioni di dollari) per garantire che i migliori scienziati del mondo potessero concentrarsi sulla loro ricerca senza la pressione degli obiettivi di vendita. Riuscirono persino ad attirare nel loro team Ilya Sutskever, la "mente" di Google, un vero e proprio shock per il mondo della tecnologia all'epoca.
I loro ideali erano così puri da rasentare l'estremismo: l'intelligenza artificiale doveva essere liberata. Ogni riga di codice, ogni algoritmo doveva essere reso pubblico affinché chiunque al mondo potesse utilizzarlo e, insieme, costruire una barriera protettiva per l'umanità. Ai loro occhi, all'epoca, OpenAI rappresentava l'"ultimo baluardo" che impediva che lo scenario del film Terminator diventasse realtà, e Sam Altman era la persona di cui Musk si fidava per custodire la chiave di quel baluardo.
L'avvento di Microsoft e dei "profitti"
La frattura è iniziata nel 2018 quando Musk ha proposto di acquisire OpenAI per competere direttamente con Google, ma la sua proposta è stata respinta dal consiglio di amministrazione. Musk ha lasciato l'azienda e, poco dopo, sotto la guida di Altman, OpenAI ha compiuto un passo controverso: la creazione di una filiale a scopo di lucro per ricevere un investimento di 13 miliardi di dollari da Microsoft.
Da organizzazione aperta, OpenAI ha gradualmente reso privato il codice sorgente di modelli potenti come GPT-4. Per Elon Musk, questo è stato un vero e proprio tradimento. Ha dichiarato: "OpenAI è ormai diventata una filiale chiusa, focalizzata esclusivamente sulla massimizzazione dei profitti per Microsoft con il pretesto della salvezza".
Il culmine dello scontro è stata la causa intentata da Musk in tribunale all'inizio del 2024. Il punto più "costoso" di questa causa riguardava il concetto di AGI (Intelligenza Artificiale Generale).
Secondo l'accordo, Microsoft non è autorizzata a utilizzare la tecnologia di OpenAI se questa raggiungerà l'intelligenza artificiale generale (AGI), ovvero un livello di intelligenza pari a quello umano. Musk accusa OpenAI di aver deliberatamente "nascosto" il fatto che GPT-4 rappresenti già una forma embrionale di AGI, al fine di mantenere il monopolio di Microsoft.
Al contrario, OpenAI ha risposto pubblicando vecchie email che dimostravano come Musk avesse concordato sul fatto che mantenere segreto il codice sorgente e raccogliere ingenti capitali fossero necessari per il successo. Hanno definito le azioni di Musk "l'invidia" di chi si è perso l'occasione d'oro.
La battaglia legale sta scuotendo il mondo dell'intelligenza artificiale.

Lo storico processo tra Elon Musk e Sam Altman potrebbe determinare il futuro dell'intelligenza artificiale. (Fonte: Reuters)
Lo storico processo tra Elon Musk e OpenAI si è svolto a Oakland, in California, con una giuria composta da nove membri. Musk ha chiesto con insistenza un risarcimento record di 150 miliardi di dollari da devolvere in beneficenza, accusando al contempo OpenAI e Microsoft di aver trasformato un'organizzazione senza scopo di lucro in una "macchina per fare soldi".
OpenAI ha replicato con documenti interni, sostenendo che Musk stesse cercando di danneggiare la concorrenza per spianare la strada a xAI, il suo laboratorio. Con il coinvolgimento diretto di figure influenti come Sam Altman e Satya Nadella (CEO di Microsoft), questa causa non solo minaccia i piani di quotazione in borsa di OpenAI, ma solleva anche seri interrogativi sulla trasparenza e la responsabilità delle aziende nell'era dell'intelligenza artificiale.
Fonte: https://vtcnews.vn/tu-cong-su-thanh-doi-thu-vu-kien-doi-150-ty-usd-giua-elon-musk-va-sam-altman-ar1015319.html







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