Negli anni Ottanta, i televisori non erano una presenza comune in tutte le case. Nell'intero quartiere, solo una manciata di famiglie possedeva un televisore in bianco e nero con schermo curvo, la cui immagine a volte nitida, a volte sfocata, alloggiato in un vecchio mobile di legno.
La casa con la televisione divenne improvvisamente il "centro culturale" di tutto il vicinato, soprattutto ogni sera. All'orario di trasmissione, bambini e adulti da ogni dove si radunavano lì. Senza bisogno di essere avvisati, si ritrovavano, portando sediette e stuoie sottili; chi non aveva tempo di portare nulla si limitava a stare in piedi vicino alla finestra e a guardare, trovando gioia in questo gesto.
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| Foto: znews.vn |
Andammo a vedere lo spettacolo con un'ingenua e trepidante attesa. Prima della proiezione, ci radunammo tutti in giardino, con gli occhi incollati alla porta di legno leggermente socchiusa, le orecchie tese ad ascoltare il familiare "crepitio" che si sarebbe sentito accendendo la TV. Ogni volta che appariva un'immagine, anche se si trattava solo di macchie grigie sfocate, tutto il giardino mormorava come se delle onde si infrangessero sulla riva. Chi sedeva più vicino diventava il "traduttore", urlando a squarciagola ogni volta che non riusciva a sentire chiaramente le voci dei personaggi, facendo scoppiare tutti a ridere. In alcune giornate di pioggia, il giardino era bagnato e c'erano più spettatori che posti a sedere. Sedevamo vicini, teste che si toccavano, spalle contro spalle, l'odore di sudore che si mescolava a quello di terra umida...
Tutti erano assorti, timorosi di perdersi anche il più piccolo dettaglio. Perdere una puntata significava un'intera settimana di vuoto. Non c'era la possibilità di rivedere le puntate, né di riavvolgere il nastro, quindi i ricordi diventavano preziosi e fragili, esistenti solo nella mente dei bambini che crescevano giorno dopo giorno.
Andare a casa di qualcun altro per guardare la TV non significava solo guardare un film. Significava anche ascoltare i racconti degli adulti, sentire il fruscio delicato del ventaglio e sentire il sorriso gentile dell'anziana vicina che guardava i bambini. A volte, saltava la corrente. Lo schermo si oscurava e tutti in casa sospiravano delusi. Ma proprio in quel momento scoppiavano le risate. Gli adulti raccontavano vecchie storie e i bambini si divertivano a indovinare cosa sarebbe successo nell'episodio successivo. L'oscurità non spegneva la gioia; al contrario, ci univa ancora di più.
Ricordo quei momenti in cui lasciavamo il villaggio, la strada era buia, la luna bassa sopra le canne di bambù. Tutti camminavano, chiacchierando e discutendo su chi avesse ragione e chi torto, cosa sarebbe successo a quel personaggio. Tornato a casa, sdraiato sul mio letto di bambù, chiudevo gli occhi, ma le immagini continuavano a riaffiorare nella mia mente, come se la televisione non si fosse spenta del tutto. Il sonno arrivava lentamente, ma era molto tranquillo...
Oggigiorno, ogni casa ha un televisore modernissimo che permette di guardare tantissimi canali e film; con un semplice tocco del telecomando, il mondo intero si apre davanti ai nostri occhi. Ma per qualche ragione, in mezzo a tutta questa abbondanza, mi manca profondamente la sensazione di andare a casa di qualcuno per guardare la TV, come si faceva una volta. Ricordo l'attesa, la gioia condivisa e persino le difficoltà della vita che ci facevano apprezzare di più gli altri.
Quel vecchio televisore in bianco e nero non viene più utilizzato, ma ha illuminato una parte della mia infanzia, dove abbiamo imparato a condividere, a trovare gioia insieme nelle cose più semplici. Quel ricordo ora giace sopito in un angolo profondo della mia anima. Ogni volta che lo tocco, il mio cuore si stringe, un misto di calore e nostalgia. Perché so che serate come quelle non si ripeteranno mai più. E proprio perché non si ripeteranno, sono diventate parole nella mia memoria, un regno di ricordi delicato ma duraturo, che mi ha accompagnato per tutta la mia vita militare.
Fonte: https://www.qdnd.vn/van-hoa/doi-song/tu-trong-ky-uc-nho-thoi-xem-nho-ti-vi-hang-xom-1038883








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