L'andamento rialzista dei prezzi deriva da una complessa interazione di fattori, tra cui l'indebolimento dei dati sulla crescita economica statunitense, gli sviluppi legali relativi alle politiche tariffarie del presidente Donald Trump e l'aumento dei rischi geopolitici in Medio Oriente.

Alla chiusura delle contrattazioni del 20 febbraio a New York, il prezzo spot dell'oro è salito dell'1,5% a 5.071,48 dollari l'oncia. Anche i contratti future sull'oro con scadenza aprile 2026 hanno registrato un aumento dell'1,7%, chiudendo a 5.080,90 dollari l'oncia.
Complessivamente, nel corso della settimana, il prezzo dell'oro ha registrato il terzo aumento settimanale consecutivo, crescendo di quasi lo 0,75%. Dall'inizio del 2026, il metallo prezioso ha guadagnato circa il 17%.
Oltre all'oro, anche altri metalli preziosi hanno registrato una seduta di scambi molto positiva. Il prezzo spot dell'argento è balzato del 5,8% a 82,92 dollari l'oncia. Il prezzo del platino è aumentato del 4,5% a 2.163,53 dollari l'oncia.
A fine settimana, l'attenzione del mercato si è concentrata sulla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegali e lesive delle sue competenze le tariffe di emergenza imposte dal Presidente Trump su vasta scala. Tuttavia, il Presidente statunitense ha prontamente reagito annunciando l'imposizione di nuove tariffe globali del 10% entro 150 giorni, basate su altre motivazioni legali.
Oltre ai fattori politici negli Stati Uniti, anche i dati economici negativi stanno spingendo al rialzo il prezzo dell'oro. L'ultimo rapporto mostra che la crescita del PIL statunitense nel quarto trimestre del 2025 ha subito un rallentamento significativo, raggiungendo solo l'1,4%, molto al di sotto del 3% previsto dagli economisti. Sebbene l'indice della spesa per consumi personali (PCE) di dicembre 2025 sia aumentato più del previsto, attestandosi allo 0,4%, l'indebolimento della crescita economica complessiva ha rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed).
Inoltre, la sentenza della Corte Suprema potrebbe costringere il Dipartimento del Tesoro statunitense a restituire le tasse riscosse, esercitando pressione sul bilancio e obbligando il governo a utilizzare strumenti monetari per finanziare il processo. Ciò significa che i tassi di interesse potrebbero rimanere bassi, creando un contesto favorevole a un aumento dei prezzi dell'oro nel prossimo futuro.
I prezzi dell'oro sono sempre sensibili alle variazioni dei tassi di interesse statunitensi. Tassi di interesse più bassi indeboliscono il dollaro USA, ma aumentano significativamente l'attrattiva di beni che non generano reddito, come l'oro. Attualmente, gli operatori di mercato prevedono ancora che la Fed effettuerà due tagli dei tassi di interesse di 0,25 punti percentuali ciascuno quest'anno, il primo dei quali previsto per giugno.
Analisti e importanti banche d'investimento rimangono ottimisti sulle prospettive a medio e lungo termine per i prezzi dell'oro. Gli esperti di Goldman Sachs mantengono la loro opinione secondo cui i prezzi dell'oro continueranno la loro tendenza al rialzo, puntando a 5.400 dollari l'oncia entro la fine del 2026. Ritengono che la domanda di acquisto da parte delle banche centrali accelererà nuovamente, combinata con afflussi di capitali dal settore privato, con l'avvio del ciclo di allentamento monetario della Fed.
Nel frattempo, gli analisti della banca UBS prevedono che il prezzo dell'oro potrebbe raggiungere i 6.200 dollari l'oncia nei prossimi mesi. Secondo UBS, i principali fattori alla base del forte trend rialzista dell'oro rimangono invariati, in particolare la domanda di copertura contro i rischi geopolitici e le preoccupazioni relative alla svalutazione della valuta.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/vang-tai-lap-moc-5000-usd-sau-phan-quyet-thue-quan-tu-my-20260221105051757.htm







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