
Scarico di container nel porto di Amburgo, Germania. Foto: AFP/VNA
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il 15 dicembre, negli ultimi due decenni Germania e Cina sono state considerate una "coppia economica perfetta", entrambe beneficiarie del boom del commercio globale. La Germania forniva macchinari essenziali, mentre la Cina produceva beni di consumo per il mondo. Tuttavia, questa relazione simbiotica, un tempo reciprocamente vantaggiosa, viene ora vista da alcuni produttori tedeschi come un "peso", e desiderano ridurre la cooperazione.
Nello specifico, la Germania, un tempo faro del liberalismo economico, sta rivalutando il suo rapporto con la Cina, passando dal libero scambio senza restrizioni a misure protezionistiche. Per la prima volta da decenni, imprese e politici tedeschi stanno mettendo in discussione le politiche che hanno trasformato il Paese in una potenza industriale.
Le sfide derivanti dall'ascesa industriale della Cina
La ragione principale risiede nella rapida ascesa della Cina, che non ha più bisogno della Germania come un tempo. Grazie ai bassi costi di produzione, alla debolezza dello yuan e ai sussidi statali, i produttori cinesi stanno acquisendo sempre maggiore leadership in settori un tempo dominati dalle aziende tedesche. Non solo sul mercato cinese, ma anche in altri mercati, tra cui quello europeo, i prodotti cinesi, più economici, più veloci e di qualità sempre maggiore, stanno esercitando una pressione significativa sui produttori tedeschi.
La trasformazione della Cina da acquirente a produttore di beni strumentali sta avvenendo a un ritmo estremamente rapido. Secondo i dati di Rhodium, tra il 2019 e il 2024 la Germania ha perso la sua quota di mercato leader a livello mondiale nel settore delle apparecchiature e dei macchinari per la produzione di energia a favore della Cina. Anche la posizione di leadership della Germania nei settori chimico e automobilistico è molto precaria, e il Paese è molto indietro rispetto alla Cina nel mercato delle apparecchiature elettriche.
In realtà, questa tendenza sta accelerando. Secondo l'Istituto tedesco per la ricerca economica, le importazioni di cambi manuali dalla Cina sono quasi triplicate nel secondo trimestre del 2025. Le case automobilistiche tedesche hanno visto la loro quota di mercato in Cina ridursi dalla metà a un terzo in due anni.
Deficit commerciale record e pressioni sulle imprese.
Questi cambiamenti hanno lasciato profonde cicatrici sull'economia tedesca. Le esportazioni totali della Germania verso la Cina sono diminuite di un quarto dal 2019, mentre le importazioni sono aumentate vertiginosamente. Secondo i dati del governo tedesco, il deficit commerciale della Germania con la Cina, sia per i beni che per i servizi, è destinato a raggiungere quest'anno la cifra record di 88 miliardi di euro (circa 102 miliardi di dollari USA).
Le conseguenze sono le seguenti: la produzione manifatturiera tedesca è diminuita del 14% dal picco raggiunto nel 2017; il settore ha perso quasi il 5% dei posti di lavoro dal 2019, e l'industria automobilistica ha perso circa il 13% dei posti di lavoro nello stesso periodo, secondo Ernst & Young.
Le aziende tedesche si trovano ad affrontare una concorrenza agguerrita, in particolare da parte dei fornitori cinesi sovvenzionati dallo Stato. Oliver Richtberg, responsabile del commercio internazionale presso l'Associazione vietnamita dei produttori di macchinari (VDMA), ha dichiarato: "Siamo sostenitori del libero scambio, ma le pratiche commerciali sleali non possono più essere tollerate... Se la Cina non si comporta correttamente, dobbiamo costringerla a farlo".
A Leuna, uno dei principali distretti industriali chimici della Germania, le imprese sono in difficoltà. Vedran Kujundzic, direttore commerciale di DOMO Chemicals, ha affermato che i prodotti chimici cinesi hanno invaso l'Europa, aumentando la loro quota di mercato del poliammide 6 (una plastica molto diffusa) dal 5% dello scorso anno al 20%, offrendo una riduzione di prezzo media del 20% rispetto ai produttori europei. Christof Günther, amministratore delegato della zona industriale chimica di Leuna, ha dichiarato che le aziende locali stanno tagliando costi e posti di lavoro e che "potranno resistere solo per un certo periodo di tempo".
Reazioni del governo e delle imprese tedesche.
La direzione intrapresa dalla Germania sta gradualmente diventando chiara, partendo dal mondo imprenditoriale, per poi diffondersi alle organizzazioni di lobby e, più recentemente, al governo.
Per quanto riguarda le politiche governative: il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che Berlino proteggerà i produttori siderurgici nazionali dalla concorrenza cinese. Il governo ha inoltre inasprito il divieto di utilizzo di componenti cinesi nelle reti di dati mobili e ha espresso sostegno alle clausole "Acquista europeo" negli appalti pubblici. Il neo-istituito Consiglio di sicurezza nazionale di Merz sta studiando misure per diversificare l'approvvigionamento di minerali critici, attualmente dominato dalla Cina.
Riguardo alla visione della sicurezza economica: un funzionario tedesco ha affermato che il governo sta portando avanti "progetti volti ad affrontare i crescenti rischi in materia di politica economica, tecnologia e sicurezza nelle relazioni con la Cina", parallelamente a una nuova strategia di sicurezza economica che dovrebbe essere annunciata il prossimo anno.
Appello all'azione: la Federazione tedesca dell'industria (DFI) ha abbandonato la sua posizione amichevole nei confronti della Cina nel 2019, definendola un "concorrente sistemico". La federazione VDMA ha chiesto misure antidumping e sanzioni contro gli esportatori cinesi.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato dopo il suo viaggio in Cina: "La Germania sta attraversando una trasformazione ed è consapevole degli squilibri che la affliggono. La Cina sta avendo un forte impatto sul modello industriale e di innovazione europeo".
Da parte sua, Dirk Schumacher, capo economista della banca di sviluppo statale tedesca KfW, ha sottolineato: "Come Paese, dobbiamo decidere cosa siamo disposti a importare dalla Cina in futuro e cosa vogliamo produrre noi stessi. Ciò potrebbe includere l'erezione di barriere per proteggere i settori strategicamente importanti".
Questo cambiamento riflette la frammentazione dell'economia globale dovuta alla competizione tra le principali potenze, costringendo una potenza come la Germania a ricorrere al protezionismo per salvaguardare la propria capacità produttiva interna.
Fonte: https://baotintuc.vn/the-gioi/vi-sao-duc-muon-tach-roi-khoi-trung-quoc-20251216154035761.htm
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