La disposizione spaziale è studiata nei minimi dettagli.
La prima cosa che colpisce chiunque entri nello spazio culturale di Lao Cai non sono i prodotti finiti ordinatamente disposti sugli scaffali, ma l'attenta organizzazione dello spazio. Invece di mantenere la solita atmosfera di quiete, l'area espositiva è "animata" da suoni vibranti: gli artigiani costruiscono tamburi e flauti proprio all'esterno, vicino all'ingresso principale, creando un'atmosfera autentica e coinvolgente, come se immergessero i visitatori nel ritmo della cultura locale.



Il "clac" dei martelli, il "tac" degli scalpelli, il "ronzio" della pelle di mucca tesa sulle pelli dei tamburi... tutti questi suoni vibranti sono diventati un invito insistente per i visitatori a fermarsi ed esplorare. Questo approccio innovativo ha abbattuto la barriera tra spettatori e patrimonio, trasformando i visitatori da osservatori passivi in partecipanti attivi dello spazio performativo. Si incuriosiscono, poi si fermano. Seguono attentamente ogni suono e i movimenti abili degli artigiani, i loro occhi li seguono, i loro piedi si muovono, entrando naturalmente nella narrazione culturale fino a ritrovarsi, al centro dello spazio...
Dove si fanno sentire coloro che preservano l'anima del patrimonio.
In mezzo alla folla brulicante, la signora Lam Thi Tam, un'artigiana di etnia Tay del comune di Nghia Do, rimane concentrata, le sue mani agili intrecciano con maestria ogni striscia di bambù, trasformando materiali semplici in squisiti cesti e vassoi. Con un dolce sorriso, ha confidato: "Non porto qui solo prodotti intrecciati da vendere, ma anche l'anima del popolo Tay, le storie delle foreste e dei ruscelli della mia città natale, Nghia Do, racchiuse in ogni filo di rattan e bambù. In passato, i nostri antenati realizzavano questi prodotti per le loro necessità, ma oggi sono diventati beni di consumo, un elemento culturale unico del popolo Tay. Noi custodiamo quest'arte come un tesoro. Vedere gli abitanti di Hanoi, soprattutto i giovani, così affezionati a questi prodotti ecocompatibili, mi rende davvero felice. Questo ci motiva a credere che l'arte tramandata dai nostri antenati non scomparirà mai, ma si svilupperà ulteriormente."




Poco distante c'era una bancarella che vendeva tessuti broccati. Ly Ta Phay, una donna Red Dao, indossava un elaborato costume tradizionale. Lavorava diligentemente al suo telaio da ricamo, e ogni punto era liscio, morbido e vibrante, come se stesse dipingendo la storia del suo popolo.
La signora Phay ha affermato: "Ogni motivo su questo tessuto ha un suo significato; racconta una storia di vita, dei sogni che i nostri genitori ci hanno trasmesso fin da bambini. In questa occasione, portando questi prodotti alla mostra, oltre a venderli, desidero anche che le persone possano ammirare la meticolosa maestria artigianale di questi manufatti ricamati a mano. È la bellezza della dedizione, del sudore e dell'essenza dell'anima delle donne Red Dao. Non si tratta di valore monetario, ma del rispetto che le persone nutrono per la nostra cultura Dao."
"Conservazione dinamica" – Un percorso per garantire la continuità del patrimonio.
Parlando con i giornalisti, il signor Nguyen Van Thang, direttore del Museo provinciale di Lao Cai, ha affermato: "Questo è un passo strategico nell'opera di conservazione e promozione del valore del patrimonio".
"Chiamiamo questo metodo 'conservazione dinamica'. Invece di tenere i manufatti custoditi in silenzio in teche di vetro, portiamo il patrimonio nel mondo, permettendogli di 'vivere' e respirare in sintonia con il ritmo della società", ha spiegato ulteriormente il signor Nguyen Van Thang.
Consentire agli artigiani, questi "tesori umani viventi", di dimostrare direttamente il processo di creazione dei prodotti ha creato un forte legame con il pubblico. Gli spettatori non solo vedono il prodotto finito, ma comprendono anche l'intero processo, apprezzando l'impegno e il talento dei creatori. Questo è il modo più visivo ed efficace per far conoscere il patrimonio culturale, aprendo al contempo opportunità di sviluppo economico legate alla cultura locale e collegando la conservazione allo sviluppo del turismo sostenibile.
Questo approccio ha davvero toccato il cuore del pubblico. Molte famiglie portano qui i loro bambini piccoli non solo per vedere, ma anche per imparare e fare esperienza.



Il signor Vu Duc Tien, un turista di Hanoi, non ha potuto nascondere la sua ammirazione: "È incredibile! In mezzo a innumerevoli prodotti industriali, assistere in prima persona all'abilità e alla pazienza degli artigiani, mi ha fatto capire che questi prodotti non sono solo belli, ma racchiudono anche una storia e un grande valore ambientale. Se riuscissimo a sviluppare e ad applicare ampiamente questi mestieri nella formazione e nella vita moderna, sarebbe un modo meraviglioso per abbellire la vita e proteggere l'ambiente."
Lasciando lo spazio espositivo nella provincia di Lao Cai, tutti portavano con sé emozioni profonde. Non si trattava solo di ammirazione per gli squisiti prodotti artigianali, ma anche di un profondo apprezzamento per le persone che, con instancabile dedizione, preservano l'identità culturale nazionale in ogni dettaglio e con ogni abilità artigianale. Questo "viaggio nelle strade" ha confermato un fatto: il patrimonio culturale prende veramente vita solo quando è connesso alla vita contemporanea, diffuso e accolto con il massimo rispetto.
Con il motto "trasformare il patrimonio in risorse", Lao Cai ha affermato la sua posizione di centro culturale della regione, un fulgido esempio di conservazione e sviluppo sostenibile dei valori culturali, affinché il patrimonio "viva e respiri" in sintonia con il battito della società.
Fonte: https://baolaocai.vn/xem-nghe-nhan-ke-chuyen-di-san-bang-doi-tay-post880973.html









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