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L'intelligenza artificiale è un assistente, non un sostituto del giudizio clinico. Foto: Midjourney

In precedenza, le preoccupazioni relative al "degrado delle competenze" dovuto all'intelligenza artificiale erano in gran parte speculative. Ora, stanno emergendo i primi dati empirici. Sebbene ancora preliminari, i segnali sono sufficientemente forti da giustificare l'attenzione della comunità medica.

Segnali di declino delle competenze durante la colonscopia assistita dall'intelligenza artificiale.

Uno studio osservazionale del 2025 pubblicato su The Lancet Gastroenterology & Hepatology ha esaminato i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per rilevare gli adenomi, lesioni benigne del tratto digerente che possono evolvere in cancro.

I risultati hanno mostrato che gli endoscopisti che utilizzavano regolarmente l'IA presentavano un tasso di rilevamento degli adenomi significativamente inferiore, dal 29% al 22%, quando eseguivano gli interventi senza l'ausilio dell'IA. Ciò suggerisce che un'esposizione prolungata all'IA potrebbe avere un impatto negativo sulle prestazioni cliniche misurabili.

"La trappola cognitiva": Quando gli esseri umani smettono di pensare

La psicologia cognitiva offre una spiegazione per questo fenomeno. Numerosi studi hanno dimostrato una correlazione inversa tra l'uso frequente dell'intelligenza artificiale e la capacità di pensiero critico. Il meccanismo principale è chiamato "scarico cognitivo".

Quando le persone si affidano eccessivamente agli strumenti, il cervello riduce i suoi sforzi nell'analisi indipendente.

Il problema non risiede nell'intelligenza artificiale in sé. Il problema sta nell'accettazione passiva, ovvero quando gli esseri umani smettono di porsi domande.

Il rischio di sviluppare una dipendenza prima ancora di aver padroneggiato l'abilità.