
La struttura in Kenya mira ad aiutare gli americani ad accedere più rapidamente alle cure ed evitare voli di evacuazione medica della durata di oltre 12 ore. Questa iniziativa rappresenta un cambiamento di rotta rispetto alle precedenti epidemie di Ebola, quando gli americani infetti dal virus venivano solitamente rimpatriati negli Stati Uniti per l'isolamento o il trattamento.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo sta peggiorando, con oltre 1.000 contagi e più di 200 decessi. Il governo degli Stati Uniti ha evacuato i propri cittadini dalla zona. Inoltre, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) statunitensi hanno emesso un divieto di ingresso per i cittadini non statunitensi che si siano recati in Congo, Uganda o Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. Questi cittadini statunitensi saranno indirizzati verso aeroporti designati per ulteriori controlli medici.
Nel frattempo, in Canada, il governo federale sta attuando nuove misure per prevenire la diffusione dell'Ebola. A partire dal 30 maggio, le persone provenienti da aree colpite dovranno autoisolarsi per 21 giorni al loro ingresso in Canada. L'Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC) ha inoltre temporaneamente sospeso l'elaborazione delle domande di immigrazione. Queste nuove misure si basano sulla legge sulla quarantena.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/bac-my-siet-chat-kiem-soat-dich-ebola-post854728.html








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