Quando uno sguardo diventa una "ferita invisibile"
Durante un allenamento al parco, una donna di mezza età era appena entrata in pista quando sentì dei sussurri: "Quella donna sovrappeso dev'essere pigra; non riuscirà a correre a lungo". Questa è un'esperienza comune a molte persone in sovrappeso.
Commenti apparentemente innocui, sguardi curiosi o risate scherzose in classe, al lavoro o per strada possono trasformarsi in "ferite invisibili". Giudizi come "mangi troppo" o "non fai abbastanza esercizio" possono inavvertitamente indurre le persone a isolarsi, perdere fiducia in se stesse e esitare ad apparire in pubblico, e soprattutto a ritardare la ricerca di assistenza medica per paura di essere giudicate di nuovo.
Il rapporto di ACTION-Vietnam rivela che più della metà delle persone obese in Vietnam ha subito discriminazioni. Ciò non solo causa disagio emotivo, ma ritarda anche la ricerca di cure e assistenza sanitaria.
Incomprensioni e stigma: le barriere invisibili che rendono difficile il trattamento dell'obesità.
Uno dei maggiori ostacoli deriva dai fraintendimenti sulla natura della malattia. Molte persone credono ancora che il sovrappeso sia dovuto semplicemente all'eccesso di cibo e alla mancanza di esercizio fisico. Tuttavia, la ricerca medica indica che è il risultato di una combinazione di fattori: genetica, ormoni, ambiente di vita, psicologia e persino l'assunzione di farmaci.
È piuttosto diffusa l'idea che "la sola forza di volontà sia sufficiente per perdere peso". In realtà, la perdita di peso spesso stimola l'appetito e altera il metabolismo, rendendo facile riprendere i chili persi. Anche una perdita di peso troppo rapida non è una soluzione, poiché rallenta il metabolismo, rendendo più difficile mantenere i risultati a lungo termine.

Ancora più preoccupante è il fatto che molte persone credano ancora che l'obesità non sia pericolosa. Al contrario, l'OMS ha chiaramente affermato che l'obesità aumenta il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, infertilità e steatosi epatica.
Spesso, l'incomprensione è accompagnata dallo stigma. Nella vita di tutti i giorni, le persone obese vengono facilmente etichettate come "pigre e indisciplinate". Questi pregiudizi le fanno sentire insicure e inferiori, portandole gradualmente a isolarsi e a rifugiarsi nel cibo per lenire le proprie emozioni, entrando così in un circolo vizioso di aumento di peso.
Lo stigma esiste anche nell'ambiente sanitario , dove molti pazienti esitano a chiedere assistenza medica per paura di essere giudicati e i medici sono restii ad avviare conversazioni sul peso. La conseguenza è un ritardo nelle cure, un peggioramento della malattia e la perdita di opportunità di istruzione, lavoro e fiducia per i pazienti, che non riescono così a integrarsi nella società.
Molte persone scelgono quindi di "auto-curarsi": digiuni estremi, uso di farmaci dimagranti non regolamentati, ecc. Ma senza supervisione medica, questi tentativi spesso falliscono, creando un circolo vizioso: fallimento - vergogna - abbandono, e peggioramento della malattia. Nel frattempo, il sistema sanitario non è ancora adeguatamente attrezzato per fornire una consulenza sulla perdita di peso umana e non discriminatoria, rendendo il percorso di cura ancora più difficile.
Il trattamento dell'obesità richiede sia scienza che conoscenza.
Una gestione efficace dell'obesità non inizia con farmaci o interventi chirurgici, ma con un cambiamento nella consapevolezza sociale. Solo quando verrà riconosciuta come una malattia cronica complessa, e non come una "colpa personale", i pazienti si sentiranno meno in imbarazzo e avranno la fiducia necessaria per cercare aiuto medico.
In tutto questo percorso, il settore sanitario ha svolto un ruolo di primo piano. Il Ministero della Salute ha stabilito protocolli standard, a partire da un'alimentazione scientificamente corretta, un'attività fisica moderata e modifiche comportamentali; farmaci o interventi chirurgici vengono utilizzati solo quando strettamente necessario. Ancora più importante, l'approccio dei medici è cruciale: non giudicante, non focalizzato sui numeri della bilancia, ma incentrato sulla salute e sulla qualità della vita del paziente.
Il cambiamento deve partire anche dall'esterno della clinica. I media, le scuole, i luoghi di lavoro e le famiglie possono tutti contribuire offrendo incoraggiamento, utilizzando un linguaggio positivo e supportando i pazienti nelle piccole abitudini: un pasto sano, una sessione di esercizio fisico o semplicemente una parola di incoraggiamento al momento giusto.
L'obesità è una malattia complessa, ma è assolutamente gestibile se i pazienti hanno accesso tempestivo alle cure e ricevono comprensione dalla società. Ogni sguardo compassionevole, ogni parola rispettosa e ogni parola di incoraggiamento sono la medicina che li aiuta a superare le proprie insicurezze, a iniziare il percorso di cura di sé e a costruire insieme una comunità più sana e umana. Curare l'obesità richiede la scienza, ma eliminare il pregiudizio è il rimedio più efficace.
Visita il sito web dell'Associazione Medica Vietnamita (https://giamcansongkhoe.vn/) per trovare informazioni scientifiche e consigli sulla gestione dell'obesità.
*Le informazioni contenute in questo articolo hanno lo scopo di sensibilizzare sul tema dell'obesità e non sostituiscono il parere medico. VN25OB00064
Fonte: https://thanhnien.vn/beo-phi-la-benh-khong-phai-loi-cua-ca-nhan-185251120181322293.htm






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