
Il primo Vertice oceanico delle nazioni insulari si è svolto a Tokyo, in Giappone, il 3 e 4 giugno, con la partecipazione di Australia, Regno Unito, Cuba, Fiji, Indonesia, Filippine, Sri Lanka e altri.
L'evento si è concentrato sulla discussione di soluzioni per la conservazione dell'ambiente marino, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la promozione dello sviluppo economico marittimo sostenibile, nel contesto di numerose nazioni insulari che si trovano ad affrontare sfide sempre più serie a causa dell'innalzamento del livello del mare e di catastrofi naturali estreme.
Secondo il Ministero degli Affari Esteri giapponese, si tratta di una conferenza di portata senza precedenti, dedicata alle nazioni insulari, che riunisce rappresentanti di paesi delle regioni del Pacifico, dell'India e dei Caraibi. L'evento è ospitato dalla Nippon Foundation, la più grande fondazione benefica del Giappone.
Nel suo intervento alla cerimonia di apertura, il Primo Ministro giapponese Takaichi Sanae ha sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale per la protezione degli oceani e per contrastare gli impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici.
Secondo la signora Takaichi Sanae, il Giappone desidera sostenere i paesi e i territori gravemente colpiti da eventi meteorologici estremi, tempeste più violente e innalzamento del livello del mare. La leader giapponese ha affermato che la costruzione di oceani sostenibili, basata sul diritto internazionale, richiede una stretta cooperazione tra nazioni con obiettivi e interessi comuni.
Il presidente di Palau, Surangel Whipps, che copresiede la conferenza con la delegazione giapponese, ha affermato che le nazioni insulari necessitano ora non solo di impegni politici, ma anche di ingenti risorse finanziarie e di soluzioni tecnologiche adattate alle condizioni locali.
Il signor Surangel Whipps ha esortato la comunità internazionale a sviluppare un piano d'azione concreto per proteggere gli oceani e dare speranza alle generazioni future. Secondo il leader di Palau, i Paesi con piccole superfici terrestri ma vaste zone economiche esclusive sono in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Alla conferenza, i delegati si sono concentrati sulla discussione di una serie di sfide comuni che le nazioni insulari si trovano ad affrontare, dai disastri naturali legati al clima e alla perdita di biodiversità all'inquinamento marino.
Una delle problematiche che sta ricevendo particolare attenzione è quella dei rifiuti di plastica negli oceani. Molti paesi ritengono che la crescente quantità di rifiuti di plastica stia minacciando gli ecosistemi marini, le risorse ittiche e il settore turistico, un settore che svolge un ruolo vitale nelle economie di molte nazioni insulari.
I delegati hanno sottolineato la necessità di elaborare e finalizzare rapidamente un trattato internazionale vincolante per il controllo dell'inquinamento da plastica a livello globale. Questo è considerato uno degli strumenti più importanti per contribuire a ridurre la quantità di rifiuti dispersi negli oceani nei prossimi decenni.
Inoltre, molti pareri hanno affrontato anche il tema dello sfruttamento sostenibile delle risorse marine. Secondo gli esperti, molte nazioni insulari non dispongono ancora di dati completi sulle risorse presenti nei mari sotto la loro giurisdizione. Il rafforzamento della ricerca scientifica marina e il miglioramento delle capacità gestionali sono considerati fattori cruciali per lo sviluppo sostenibile dei settori economici marittimi.
Secondo gli osservatori, questa conferenza riflette i crescenti sforzi del Giappone per ampliare la cooperazione con le nazioni insulari, in particolare nella regione del Pacifico. Oltre a essere un importante partner per lo sviluppo, Tokyo aspira anche a svolgere un ruolo più attivo nelle iniziative internazionali relative ai cambiamenti climatici, alla protezione dell'ambiente marino e alla governance degli oceani.
Per molte nazioni insulari, il cambiamento climatico non è più una sfida futura, ma è diventato un problema esistenziale. L'innalzamento del livello del mare, l'erosione costiera, il declino degli stock ittici e gli eventi meteorologici estremi stanno avendo un impatto diretto sui mezzi di sussistenza, sulla sicurezza alimentare e sulla sopravvivenza di molte comunità costiere.
Si prevede che la conferenza adotterà un documento comune dal 4 al 6 aprile. Questo documento servirà da base per le discussioni nei futuri forum internazionali, inclusa la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP) che si terrà in Turchia a novembre di quest'anno.
I delegati si aspettano che le raccomandazioni e gli impegni assunti a Tokyo contribuiscano a un'azione internazionale più incisiva per proteggere gli oceani e sostenere le nazioni insulari nel rafforzare la loro resilienza alle crescenti sfide del cambiamento climatico.
(sintetico)
Fonte: https://hanoimoi.vn/cac-quoc-dao-thuc-day-hop-tac-bao-ve-dai-duong-1157195.html








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