
Secondo le autorità sanitarie africane, l'epidemia ha avuto origine nella provincia di Ituri, nella parte orientale del Congo, e si è rapidamente diffusa in diverse aree limitrofe. Ad oggi, si contano 336 casi sospetti e 88 decessi tra Congo e Uganda.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda un'emergenza sanitaria pubblica globale.
A differenza del ceppo Zaire, che ha spesso dominato le precedenti epidemie di Ebola in Congo, il Bundibugyo è una variante più rara e meno studiata. Questa è solo la terza volta che questa variante è stata segnalata come causa di una grave epidemia, dopo quelle del 2007-2008 in Uganda e del 2012 in Congo.
Secondo l'OMS, i dati raccolti finora suggeriscono un'epidemia potenzialmente molto più estesa di quella attualmente rilevata e segnalata. Gli esperti ritengono che non si tratti del ceppo più contagioso, ma l'elevato tasso di mortalità è dovuto al fatto che i casi attuali sono concentrati in aree con risorse limitate.
Ciò che rende questo focolaio particolarmente preoccupante è la combinazione del raro ceppo Bundibugyo e delle difficili condizioni geografiche della regione dell'Ituri: un'area remota con trasporti limitati, situata a oltre 1.000 km dalla capitale Kinshasa.
Poiché non esiste un vaccino approvato o un trattamento specifico per la variante Bundibugyo, le misure di controllo si basano principalmente sulla sorveglianza epidemiologica, sull'isolamento dei casi sospetti e sul tracciamento dei contatti. Ciò rende la capacità di risposta fortemente dipendente dalle infrastrutture e dalle risorse sanitarie locali.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/canh-bao-bien-the-hiem-gap-cua-virus-ebola-post853238.html








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