Secondo gli ultimi dati del MERICS China Institute di Berlino, in Germania, e della società indipendente di ricerca e analisi dati Rhodium Group (USA), gli investimenti cinesi in Europa nel 2025 hanno registrato una forte ripresa, raggiungendo il livello più alto dal 2018. Tuttavia, dietro questa crescita si cela un cambiamento significativo: le imprese cinesi potrebbero essere più caute nella costruzione di nuovi stabilimenti in Europa, pur continuando a incrementare le esportazioni verso il mercato europeo.
Secondo i dati aggiornati del China Institute in Germania, relativi a maggio 2026, si prevede che gli investimenti cinesi nell'Unione Europea e nel Regno Unito raggiungeranno quasi 17 miliardi di euro nel 2025, il livello più alto degli ultimi sette anni.
La ripresa è trainata da fusioni e acquisizioni, oltre che da nuovi progetti di stabilimenti nei settori dei veicoli elettrici e delle batterie. L'Ungheria rimane una destinazione privilegiata, ma una nuova tendenza è rappresentata dalla rinascita dei capitali cinesi nelle principali economie come Germania e Francia. Ciò suggerisce che le imprese cinesi desiderano avvicinarsi ai principali centri industriali, marchi e mercati di consumo in Europa.
I flussi di investimento cinesi verso l'Europa stanno diventando più selettivi, concentrandosi su settori con vantaggi competitivi e potenziale di espansione della quota di mercato. Allo stesso tempo, le esportazioni dalla Cina verso l'Europa continuano ad aumentare, soprattutto nei settori delle batterie, delle automobili e delle apparecchiature energetiche.
Questo sviluppo riflette una duplice strategia di Pechino: investire nelle principali catene di approvvigionamento e al contempo sfruttare la capacità produttiva interna per immettere merci sul mercato europeo. Per l'UE, la sfida non consiste solo nell'attrarre maggiori capitali, ma anche nel garantire la creazione di valore a livello locale e nel limitare il rischio di dipendenza nei settori strategici.
Per i paesi europei, la sfida attuale non consiste solo nel gestire gli investimenti cinesi, ma anche nel rispondere a una strategia economica più flessibile da parte di Pechino, che prevede sia una presenza in settori chiave sia lo sfruttamento della forza produttiva interna per competere direttamente sul mercato europeo.
Fonte: https://vtv.vn/chau-au-truc-suc-ep-moi-tu-von-va-hang-trung-quoc-100260525075608952.htm









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