I pennelli parlano da soli.
In questi giorni, gli Altipiani Centrali sono colpiti da un freddo pungente. Il sole splende solo come una flebile falce, lasciando spazio a raffiche di vento che spazzano le piantagioni di caffè, facendo frusciare l'intera area. In mezzo a questo clima gelido, abbiamo viaggiato da Buon Ma Thuot al comune di Dray Bhang, nella provincia di Dak Lak , per incontrare Pham Yen Dan (12 anni, alunno di quinta elementare alla scuola primaria Pham Hong Thai).
Nel villaggio di Ea Kmar, nella comune di Dray Bhang, si raccontano ancora storie di un piccolo "angelo" il cui aspetto sembra uscito direttamente da una fiaba. Yen Dan possiede rari occhi "yin-yang": un occhio è di un nero intenso come Madre Terra, l'altro di un blu vibrante come una sorgente alla sua fonte. Questi occhi non sono solo miracolosi per il loro colore, ma in circostanze davvero speciali sprigionano anche una calda fiamma.

In netto contrasto con la bellezza abbagliante dei suoi occhi, la casa di Dan è avvolta da un silenzio straziante. Entrambi i suoi genitori sono sordi e muti dalla nascita. In quella casa, la comunicazione non avviene tramite parole, ma attraverso sguardi e gesti d'amore. Dan è nata un vero e proprio "miracolo". Può sentire il vento tra le montagne e pronunciare le parole di pietà filiale che i suoi genitori hanno desiderato per tutta la vita. Gli occhi bicolore di Dan sembrano essere un ponte tra due mondi : la dura realtà e i sogni vibranti.
La signora Nguyen Thi Bich Thao, insegnante d'arte e la prima persona ad aver scoperto la straordinaria bellezza di Dan, ha commosso: "La prima volta che ho visto Dan, sono rimasta sbalordita. Aveva gli occhi così ravvicinati, il naso piatto, eppure brillavano di una bellezza straordinaria. Quando ho saputo della sua situazione, ho capito che quegli occhi erano le uniche 'finestre sulla sua anima' che le permettevano di connettersi con il mondo silenzioso dei suoi genitori."

Se la vita le ha portato via la voce dei genitori, Yen Dan usa la pittura per compensare questa mancanza. Per lei, ogni dipinto non è solo un compito scolastico, ma una colorata "newsletter" inviata ai suoi genitori.
Un viaggio per far conoscere ai genitori il mondo frenetico.
In un angolo dell'aula, si vede spesso la piccola e silenziosa bambina che riversa tutti i suoi pensieri in ogni pennellata. Quando le sue amiche sono corse fuori a giocare, Dan si attarda a finire di colorare un petalo di fiore, un edificio scolastico. I suoi familiari dipinti di paesaggi o i suoi fantasiosi personaggi dei cartoni animati sono il modo in cui Dan racconta alla madre quanto si è divertita a scuola e al padre del suo sogno di viaggiare per il paese. In quei disegni carichi di emozioni, si scorge il riflesso di una bambina più matura della sua età, che sa usare il colore per riscaldare uno spazio spesso privo di risate e conversazioni.

Yen Dan ha condiviso le sue emozioni: “I miei genitori vivono in un mondo senza suoni, ma questo non significa che manchi di colori. Voglio usare questi occhi per vedere al posto loro, usare queste pennellate per dipingere la vivacità della vita che non possono sentire. Ogni dipinto sarà una storia, per far sapere ai miei genitori quanto è vibrante il mondo là fuori.”
Cresciuta in circostanze difficili, con i genitori che lavoravano lontano, Dan è stata allevata dai nonni. Nonostante le avversità, questa ragazza dagli "occhi azzurri" non si è mai persa d'animo. Mentre molti suoi coetanei nella regione di confine erano spesso costretti ad abbandonare la scuola a causa del lavoro stagionale, Dan è stata un fulgido esempio di diligenza ed eccellenza accademica.

La preside della scuola, la signora Phan Thi Diem, ha dichiarato con orgoglio: "Tra oltre 700 studenti, Dan è una persona straordinaria. Non solo eccelle a livello accademico, ma è anche un esempio di pietà filiale. I suoi occhi possono sembrare insoliti agli altri, ma per noi sono i più belli perché vi si riflette l'aspirazione al successo."
Un agente di polizia del comune di Dray Bhăng ha riferito che, viste le difficili circostanze in cui versano i genitori di Dan, l'unità sta attivamente sollecitando le autorità ad accelerare le procedure per l'adozione di Dan come "Bambina della Polizia Comunale". Questo non rappresenta solo un sostegno materiale, ma anche una solida base per garantire che i piccoli passi di Dan non inciampino nel suo percorso di apprendimento della lettura e della scrittura.

L'immagine della bambina dagli occhi luminosi e bicolore ci ha profondamente colpiti. Dan non dipingeva solo per sé stessa; raffigurava la vita dei suoi genitori con gentilezza e incrollabile fede. Dan è la prova che, non importa dove nasciamo o quali circostanze affrontiamo, finché teniamo lo sguardo fisso sulla luce, troveremo la strada da seguire.
Fonte: https://tienphong.vn/co-be-co-doi-mat-am-duong-ky-la-o-tay-nguyen-post1811464.tpo







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