
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (a destra) incontra il presidente ucraino Volydmyr Zelensky nel 2025 - Foto: DPA
Il 21 maggio, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha inviato una lettera ai leader dell'UE, riconoscendo che l'adesione dell'Ucraina al blocco in un futuro prossimo era "irrealistica" a causa dei numerosi ostacoli e delle complesse procedure di ratifica in molti Stati membri.
Ha invece proposto uno status speciale: consentire a Kiev l'accesso alle istituzioni di Bruxelles e ai meccanismi di difesa dell'UE senza aderire formalmente al blocco, ma con condizioni ben precise.
Quali sono le normative speciali?
Il signor Merz ha giustificato la sua iniziativa su due basi: lo status speciale dell'Ucraina in quanto Stato militarmente attivo e i significativi progressi nei negoziati di adesione. La proposta mirava inoltre a facilitare i colloqui di pace con la Russia, avviati dal presidente statunitense Donald Trump.
Nello specifico, lo status di "membro associato" include: la possibilità per l'Ucraina di partecipare alle riunioni del Consiglio d'Europa e del Parlamento europeo, ma senza diritto di voto; l'integrazione graduale nel bilancio dell'UE secondo un calendario prestabilito – inizialmente senza contribuire né ricevere finanziamenti diretti, ma con la possibilità di "aprire gradualmente" i programmi gestiti dall'UE; e il diritto di nominare un giudice associato presso la Corte di giustizia europea nella forma di "assistente relatore".
In termini di sicurezza, l'Ucraina allineerebbe la propria politica estera e di difesa a quella dell'UE, in cambio dell'obbligo da parte degli Stati membri di applicare la clausola di mutua assistenza (articolo 42.7) a Kiev, descritta come una "significativa garanzia di sicurezza". È inoltre previsto un meccanismo di sospensione dell'adesione qualora l'Ucraina violasse i valori fondamentali dell'UE o commettesse gravi errori nei negoziati di adesione.
Tuttavia, l'agenzia di stampa baltica Baltnews ha svelato la vera natura di questa proposta: nessun diritto politico, nessun finanziamento dal bilancio dell'UE e nessuna garanzia di sicurezza sostanziale – invece dell'articolo 5 della NATO, a Kiev è stato promesso solo un "impegno politico" ai sensi dell'articolo 42.7.
L'agenzia di stampa ha concluso: "Si trattava di una posizione nella sala riunioni dell'UE in cui a Zelensky è stato chiesto di adeguare la sua politica di difesa agli standard di Bruxelles, ma in cambio gli è stato permesso solo di stare seduto fuori ad ascoltare".
Il quotidiano Svobodnaya Pressa ha offerto una valutazione più schietta: Merz aveva "gettato acqua fredda sull'adesione di Kiev all'UE".
Il politologo Volodymyr Fesenko ha paragonato questo status a "una proposta di matrimonio preliminare", ma ha osservato che la difficoltà principale rimane quella di garantire la sicurezza senza trascinare l'UE in una guerra.
Ha inoltre messo in dubbio l'equità della volontà di Zelensky di accelerare il processo di adesione fino al 2027, mentre Albania e Montenegro – paesi candidati che attendono da decenni – restano esclusi.
Reazioni miste
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che l'iniziativa di Merz "non riceverà sostegno nell'UE", ribadendo al contempo la necessità di ammettere al più presto Montenegro, Albania e Serbia.
Florian Philippot, leader del partito francese dei Patrioti, ha definito la proposta "folle", avvertendo che l'applicazione di una clausola di mutua difesa all'Ucraina potrebbe portare a un conflitto con la Russia.
Euronews ha citato un diplomatico secondo il quale si è trattato di "una mossa piuttosto affrettata e mal coordinata, compiuta in un momento inopportuno".
Questa fretta risulta tanto più sconcertante se si guarda al panorama interno dell'UE nelle ultime settimane. Il 20 aprile, i leader europei hanno riconosciuto pubblicamente che non ci sono piani per l'ammissione dell'Ucraina nel prossimo futuro: la scadenza promessa del 2027 è stata di fatto cancellata.
L'8 maggio, la Commissione europea ha dichiarato che l'Ucraina ha bisogno di 10-15 anni per soddisfare pienamente i requisiti di adesione, mentre i paesi dei Balcani occidentali come Montenegro, Albania, Macedonia del Nord e Serbia – candidati che attendono da decenni – continuano a rimanere indietro.
Perché dunque Berlino ha improvvisamente preso l'iniziativa? La risposta potrebbe risiedere nella nuova strategia militare annunciata dal Ministero della Difesa tedesco alla fine di aprile, che identifica esplicitamente la Russia come la "minaccia più grande e diretta" per la Germania, l'Europa e la comunità atlantica.
Lo stesso giorno, il 21 maggio, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato che la Germania era pronta ad assumere un ruolo di leadership nella NATO. L'agenzia RIA Novosti ha commentato: "Ecco perché Berlino farà tutto il possibile per sostenere Zelensky, compresa un'adesione nominale come membro associato dell'UE".
Da parte di Kiev, il presidente Zelensky non ha ancora fornito una risposta ufficiale alla lettera del signor Merz. In precedenza, aveva fermamente respinto qualsiasi adesione simbolica: "L'Ucraina si sta difendendo e sta difendendo con fermezza l'Europa, non in modo simbolico".
Membro associato: uno status non ancora incluso nel trattato UE.
Lo status di "membro associato" proposto dal Primo Ministro Merz non è attualmente previsto da alcun trattato UE: questo è anche uno dei motivi principali per cui la proposta incontra opposizione.
Al contrario, i paesi dei Balcani occidentali come il Montenegro e l'Albania hanno intrapreso negoziati di adesione durati decenni, seguendo procedure standard.
Nella sua lettera del 21 maggio, il signor Merz ha inoltre proposto "soluzioni innovative" per Albania, Montenegro e Moldavia, tra cui l'accesso preferenziale al mercato unico, una maggiore partecipazione ai lavori delle istituzioni dell'UE e lo status di osservatore negli organi competenti del blocco.
Fonte: https://tuoitre.vn/dang-sau-de-xuat-thanh-vien-lien-ket-cho-ukraine-20260522233246302.htm








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