La letteratura americana sulla guerra del Vietnam. La guerra del Vietnam ha colpito l'intera nazione americana e la mole di scritti americani su questo argomento è enorme.
Letteratura americana sulla guerra del Vietnam: fino alla fine della guerra nel 1975, avevo letto solo poche opere letterarie americane su questo argomento: Lettere dal Vietnam (1967); Una lettura di poesie contro la guerra del Vietnam (1966); e due romanzi, di cui ricordo più vividamente: Sabbia nel vento (1973) di Robert Roth (nato nel 1948) - un ex marine statunitense - un'opera di quasi 500 pagine che descrive 13 mesi nel Vietnam centrale per un plotone di soldati americani, la romantica storia d'amore di un tenente americano a Da Nang e Hue, una guerra dal significato ambiguo, eroi e vittime, soldati spietati, coraggiosi Viet Cong...
La guerra del Vietnam ha segnato un'intera generazione di americani. Concludendo il suo libro * Dispacci* (1977) con un tocco di romanticismo, Michael Herr (1940-2016) si fece portavoce della sua generazione: "Vietnam, sapete, eravamo tutti lì". Nel 1990, 15 anni dopo la guerra, si tenne il primo incontro tra scrittori e veterani vietnamiti e americani in un'atmosfera gioiosa, a testimonianza del cameratismo che un tempo univa coloro che avevano combattuto su fronti opposti. Ricevetti libri in omaggio e conversai con diversi scrittori e poeti come W.D. Ehrhart, Yusef Komunyakaa, Larry Heinerman, Larry Lee, Larry Rottman…
La guerra del Vietnam ebbe un impatto profondo anche sulla nazione americana, dando origine a una vasta produzione letteraria statunitense sull'argomento, che spaziava dalla ricerca al realismo, fino alla narrativa. Coloro che avevano vissuto in Vietnam raccontarono le proprie esperienze, cercando una forma romanzesca per spiegarle. La prima opera di questo genere fu *One Very Hot Day * (1968) del giornalista David Halberstam (1934-2007), che descrive la paura e il caldo soffocante che attanagliano un gruppo di soldati americani in un'imboscata. Già nel 1974, Larry Heinerman (1944-2014) scrisse opere permeate dal calore del campo di battaglia. Vinse il National Book Award per *Paco's Story * (1987), che narra la storia dell'unico sopravvissuto di una compagnia americana, che vaga come un'ombra senza anima. *Nato il quattro luglio * (1976) di Ronald Lawrence Kovic (nato nel 1946) ritrae la tragedia del soldato.
L'opera di Philip Caputo (nato nel 1941), *A Rumor of War * (1977), narra la storia di un tenente dei Marines sbarcato a Da Nang nel 1965 e successivamente diventato corrispondente di guerra. L'opera analizza l'insinuazione della crudeltà nel cuore umano, richiamando alla mente *Cuore di Darness* ( 1899 ) dello scrittore britannico di origine polacca Joseph Conrad (1857-1924).
Short-Times (1978) di Jerry Gustav Hasford (1947-1993) è un'opera che utilizza un umorismo pungente con il tipo di ragionamento che alcuni ufficiali del Pentagono usano: "Per salvare quel villaggio, dobbiamo bruciarlo". Il soldato Leonard Pratt attende la cerimonia di consegna delle armi per assassinare il suo istruttore e poi suicidarsi. L'ultimo racconto è ambientato durante una pattuglia a Khe Sanh; i soldati di stanza nella base contano i giorni che li separano dal ritorno a casa. Alcuni soldati fanno battute dolorose come: "Ehi, non biasimo i morti. I miei migliori amici erano tra loro", oppure un soldato appena arrivato in Vietnam dice: "Non credo che questo film mi piacerà".
"Going After Cacciato" (1978) è considerato il miglior romanzo sulla guerra del Vietnam, vincitore del National Book Award nel 1979. L'autore, Tim O'Brien (nato nel 1946), era un soldato di leva. Il Vietnam era per lui un pianeta estraneo, come la luna; il suo unico obiettivo era sopravvivere e tornare a casa. L'opera narra la fuga di Cacciato, un soldato che non comprende la guerra, inseguito in tutto il mondo da una squadra guidata dal caporale Paul Berlin. Lo stile di scrittura è influenzato dall'osservazione inspiegabile, quasi surreale o "realismo magico" di Hemingway.
"Dispatches" (1977), romanzo di Michael Herr, trae origine da una percezione surreale e onirica della guerra del Vietnam. Da questi telegrammi emergono numerose scene tragiche o crudelmente umoristiche. Ad esempio, un soldato americano ferito, incaricato di uccidere un Viet Cong con un M16, ritorna a bocca aperta, con gli occhi sgranati, quasi impazzito. Un'altra immagine mostra un giovane soldato americano con una risposta dell'ospedale appuntata alla divisa: "Le radiografie sono state sviluppate. In base alle immagini, l'ospedale formulerà presto una diagnosi".
La scena teatrale vietnamita si affermò rapidamente in Vietnam, in particolare grazie alla trilogia di David William Rabe (nato nel 1940). La prima opera, *Bastoncini e ossa* (1969), racconta la storia di un giovane soldato di ritorno dal Vietnam che diventa cieco, vive da solo con la sua famiglia e poi si suicida. La seconda, *L'addestramento di base di Pavlo Hummel* (1971), si apre con una scena in un bar di Saigon: soldati ubriachi si lasciano andare a volgarità e si vantano delle loro vite; quando Pavlo inizia a raccontare la sua storia, una granata dei Viet Cong esplode, lo ferisce e deve essere portato via da un commilitone nero. La terza, *Streamers* (1976), descrive tre soldati, due bianchi e uno nero, che condividono una stanza in un campo in attesa di essere inviati in Vietnam. Gareggiano nel raccontare le orribili battaglie che li attendono nella giungla vietnamita.
Oltre ai romanzi citati in precedenza, ecco alcune altre opere: The Armies of the Night (1968) di Norman Mailer (1923-2007); Fire in the Lake (1972) della giornalista Frances Fitzgerald (nata nel 1950); Viet Journal (1974) di James Jones; Indian Country (1987) di Philip Caputo… Queste non sono le ultime opere sulla guerra del Vietnam, poiché la storia americana è divisa in due periodi: uno prima e uno dopo la guerra del Vietnam.
Fonte






Commento (0)