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Per rendere l'esame veramente una "fondazione"

Dopo quasi 10 anni di organizzazione dell'esame "due in uno" – che funge sia da esame di diploma di scuola superiore che da requisito per l'ammissione all'università – la società continua a dibattere sulla razionalità e l'efficacia di questo modello. L'esame unificato era stato inizialmente concepito come una soluzione snella, economica e conveniente, ma in pratica ha rivelato numerose carenze per quanto riguarda la progettazione dell'esame, gli obiettivi di valutazione e le conseguenze sull'insegnamento e l'apprendimento.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng07/07/2025

La questione ora non è solo se mantenere o abolire questo esame, ma come un singolo esame possa servire efficacemente a due obiettivi intrinsecamente diversi.

Sono in discussione tre opzioni principali. La prima prevede l'organizzazione di due esami separati: uno per il diploma di scuola superiore e uno per l'ammissione all'università. Questa opzione è chiara nei suoi obiettivi, ma difficile da attuare a causa degli elevati costi in termini di bilancio e risorse umane, che creerebbero una doppia pressione sugli studenti e riporterebbero alla luce i diffusi corsi di preparazione agli esami. Molte università, inoltre, non dispongono delle capacità e delle risorse necessarie per organizzare i propri esami di ammissione standardizzati. La seconda opzione prevede l'abolizione totale dell'esame di diploma di scuola superiore, affidando la valutazione e la certificazione del conseguimento del diploma alle università stesse.

Tuttavia, questa opzione presenta delle lacune perché manca un sistema indipendente di garanzia della qualità. Il riconoscimento del diploma basato esclusivamente su valutazioni interne può facilmente portare a una perdita di fiducia, a ingiustizie e a difficoltà nell'inserimento degli studenti dopo il diploma e nel riconoscimento internazionale dei titoli di studio per gli studi all'estero. La terza opzione, ovvero il mantenimento di un unico esame nazionale, rimane la scelta più fattibile se opportunamente modificata. L'attenzione non è sul numero di esami, ma su come progettare un unico esame che raggiunga entrambi gli obiettivi.

È fondamentale definire chiaramente quali parti dell'esame siano finalizzate alla valutazione dell'idoneità al diploma e quali all'ammissione all'università. Una volta definiti gli obiettivi, la struttura dell'esame dovrebbe essere adeguata di conseguenza. Letteratura e Lingue straniere dovrebbero essere separate, in quanto materie specialistiche che riflettono le competenze fondamentali richieste sia agli studenti delle scuole superiori che ai futuri studenti universitari. Le restanti sezioni dovrebbero essere concepite in modo integrato, consentendo agli studenti di scegliere materie in linea con le proprie aspirazioni professionali.

Un esame potrebbe combinare materie come matematica, fisica e chimica, oppure storia, geografia, economia e diritto, per valutare capacità di pensiero critico a 360 gradi. Questo approccio risolverebbe il problema degli studenti che si concentrano su combinazioni di materie fisse, migliorando al contempo la qualità dell'ammissione all'università. Naturalmente, affinché un esame di questo tipo funzioni efficacemente, sono necessari tre prerequisiti: personale qualificato, tecnologia moderna e un quadro giuridico chiaro. Nello specifico, il team incaricato della stesura dell'esame deve possedere una profonda competenza, con una netta distinzione tra il gruppo responsabile della formulazione delle domande dell'esame di laurea e quello di supporto alle ammissioni; la tecnologia dovrebbe essere impiegata per la creazione di una banca dati standardizzata di domande, per lo svolgimento di esami computerizzati e per l'elaborazione dei dati di valutazione. Dal punto di vista legale, è necessario modificare o emanare normative chiare in merito ai ruoli, alle responsabilità e ai poteri degli enti coinvolti nel sistema di esami e ammissioni, al fine di garantire trasparenza e stabilità.

Nel contesto delle consultazioni in corso sugli emendamenti alla Legge sull'Istruzione Superiore, è fondamentale definire chiaramente l'autonomia degli istituti di istruzione superiore in materia di ammissione degli studenti, sulla base del principio di responsabilità. Dato che molte università si trovano ancora ad affrontare difficoltà finanziarie e limitate capacità gestionali, la mancanza di requisiti di ammissione standardizzati potrebbe facilmente portare a pratiche di ammissione lassiste, con conseguenti ripercussioni sulla reputazione e sulla qualità dell'istruzione. Pertanto, la legge dovrebbe stabilire che il Ministero dell'Istruzione e della Formazione svolga il ruolo di definire il quadro di riferimento per gli standard di competenza di ammissione, di riconoscere gli enti di valutazione indipendenti e di supervisionare la qualità degli esami, lasciando alle università piena autonomia nella scelta dei metodi di ammissione più appropriati.

La modifica della Legge sull'Istruzione Superiore deve essere accompagnata da una riforma degli esami, in modo che l'intero sistema passi da una mentalità orientata al controllo a una che promuova la qualità, dall'imposizione alla valorizzazione condizionata. Un unico esame può ancora servire efficacemente sia al conseguimento del diploma che all'ammissione all'università, a condizione che gli obiettivi siano chiaramente definiti e riprogettati in modo flessibile e professionale. In tal caso, l'esame unico non sarà più un "collo di bottiglia", ma un "pilastro" per lo sviluppo armonioso e sostenibile sia dell'istruzione generale che di quella superiore. È tempo di una riforma radicale degli esami e della valutazione della qualità all'interno del sistema, basata su pilastri fondamentali: la tecnologia, la condivisione delle risorse e la professionalità del personale.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/de-ky-thi-thuc-su-la-diem-tua-post802869.html


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