Il Ministero dell'Interno ha proposto di includere nel piano di riduzione del personale anche coloro che sono stati sottoposti a provvedimenti disciplinari, ma non al punto da essere licenziati, e che hanno ricevuto meno del 50% dei voti di fiducia.
Secondo la bozza di decreto sulla riduzione del personale, attualmente in attesa di revisione, il Ministero dell'Interno elenca i casi di funzionari, dipendenti pubblici e impiegati statali soggetti a riduzione del personale. Oltre ai casi previsti dal Decreto 108/2014 e dai due emendamenti del 2018 e del 2020, diversi funzionari e dipendenti statali sono stati aggiunti alla categoria dei soggetti a riduzione del personale, tra cui: coloro che cessano di ricoprire incarichi o titoli a seguito di una ristrutturazione organizzativa o di una riorganizzazione dell'unità amministrativa decisa dalle autorità competenti, oppure coloro che non soddisfano i requisiti per la rielezione o la riconferma e optano volontariamente per la riduzione del personale.
Individui che hanno subito provvedimenti disciplinari ma non tali da comportare il licenziamento o la cessazione forzata del rapporto di lavoro, individui i cui risultati del voto di fiducia sono inferiori al 50% come previsto, o coloro che si sottopongono volontariamente a una riduzione del personale con l'approvazione del proprio ente, organizzazione o unità di riferimento.
Funzionari guidano i cittadini attraverso le procedure amministrative nella città di Thu Duc, Ho Chi Minh City, aprile 2022. Foto: Thai Anh
Inoltre, vi sono anche persone impiegate con contratti a tempo indeterminato presso enti del servizio pubblico che vengono licenziate a causa di ristrutturazioni organizzative o riorganizzazioni del personale; e lavoratori a tempo parziale a livello di comune, villaggio e quartiere che vengono licenziati a causa della riorganizzazione delle unità amministrative a questi livelli.
Secondo il Piano di riorganizzazione delle unità amministrative a tutti i livelli per il periodo 2022-2025, con una prospettiva al 2023, il Ministero dell'Interno prevede un surplus di quasi 49.000 funzionari e dipendenti pubblici a livello comunale e di circa 28.000 unità di personale non specializzato a livello comunale.
Il budget stimato per il pagamento delle indennità di fine rapporto ai funzionari comunali, ai dipendenti pubblici e al personale non specializzato a livello comunale che andranno in pensione anticipatamente (60 mesi rispetto alla data prevista) supera i 9.700 miliardi di VND. Il Ministero dell'Interno stima che, qualora il personale in esubero non venisse ridimensionato, lo Stato dovrà comunque corrispondere loro gli stipendi, per un importo stimato di quasi 19.500 miliardi di VND, oltre ai contributi previdenziali e sanitari (quota statale).
La bozza di decreto delinea anche le politiche per incentivare la riduzione del personale, come il pensionamento anticipato, il trasferimento in organizzazioni che non ricevono stipendi regolari dal bilancio statale e le dimissioni.
Intervenendo a una riunione di consultazione sulla bozza di decreto per la riduzione del personale, tenutasi alla fine di marzo, il Ministro degli Interni Pham Thi Thanh Tra ha affermato che, in base alle circostanze, le autorità locali possono integrare le politiche per gestire l'eccedenza di funzionari, dipendenti pubblici e impiegati statali. La riduzione del personale deve inoltre essere collegata a una ristrutturazione e mirare a migliorare la qualità dei funzionari e dei dipendenti pubblici a livello comunale e distrettuale.
Si prevede che il Decreto sulla riduzione del personale sarà emanato nel 2023 e applicato fino alla fine del 2030, sostituendo il Decreto n. 108/2014 sulla politica di riduzione del personale; il Decreto 113/2018 che modifica e integra alcuni articoli del Decreto n. 108; e il Decreto n. 143/2020 che modifica e integra alcuni articoli del Decreto n. 108.
Secondo le statistiche del Ministero dell'Interno, dal 15 ottobre 2018 al 31 dicembre 2022, ministeri, settori e amministrazioni locali hanno ridotto il personale di quasi 80.000 persone (oltre 5.500 tra ministeri e settori e oltre 73.600 tra le amministrazioni locali). Calcolando per categoria di appartenenza, la percentuale più alta di dipendenti pubblici licenziati si è registrata a livello comunale (oltre il 66%); seguita dai funzionari e dipendenti pubblici a livello comunale (19%); mentre le percentuali più basse si sono registrate tra i dipendenti del settore privato (0,216%) e quelli delle associazioni (0,230%).
In base alle motivazioni della riduzione del personale, la percentuale più alta è stata attribuita al mancato raggiungimento degli obiettivi nelle valutazioni annuali delle prestazioni (oltre il 52%); seguita dal mancato rispetto degli standard di formazione (15%); dai licenziamenti dovuti a ristrutturazioni organizzative, del personale e delle unità amministrative (15%); e infine da problemi di salute (3%).
Vo Hai
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