
A differenza del passato, quando i siti del patrimonio culturale erano semplici archivi chiusi, oggi il patrimonio viene digitalizzato, ricreato e "vive" in un ambiente virtuale, accessibile al pubblico tramite smartphone. Si tratta di un cambiamento silenzioso ma fondamentale, che colloca Da Nang nel panorama globale della conservazione del patrimonio nell'era digitale.
Cambiamo il modo in cui "ricordiamo" il nostro patrimonio.
Per molti anni, i metodi di conservazione tradizionali – documenti cartacei, fotografie e disegni d'archivio – hanno rivelato notevoli limitazioni: si danneggiano facilmente, sono difficili da condividere e quasi impossibili da ricostruire quando il sito viene invaso. Ora, la tecnologia digitale , in particolare la digitalizzazione 3D, ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone "ricordano" il patrimonio.
Applicazioni avanzate come la scansione laser, la grafica 3D e la virtualizzazione dei dati consentono una ricostruzione pressoché perfetta dei siti storici. I vantaggi di questo metodo risiedono non solo nella sua progressiva riduzione dei costi, ma anche nella capacità di integrare immagini, suoni e spazio, creando un'esperienza visiva di gran lunga superiore agli approcci tradizionali.
Un sito storico può essere replicato all'infinito, condiviso con la stampa, i ricercatori, il pubblico e persino diventare una fonte di dati per la ricostruzione qualora venisse distrutto da calamità naturali o guerre.
In questo campo, il mondo ha già superato il Vietnam grazie alla partecipazione di organizzazioni non profit come CyArk, che gestisce i dati di oltre 200 siti patrimonio culturale in diversi continenti. In Vietnam, strutture come la Tomba di Tu Duc, il Palazzo Hoa Khiem, il Palazzo An Dinh e il Teatro dell'Opera di Hanoi sono state incluse nella libreria Open Heritage di Google Arts & Culture, creando un importante precedente per la conservazione tramite dati digitali. È significativo che questi progetti non si limitino a preservare immagini, ma creino anche modelli architettonici, disegni tecnici e video a 360 gradi, risultati irraggiungibili con i documenti cartacei.
Da Nang, con il suo variegato sistema di musei e siti storici, è perfettamente in grado di intraprendere questo processo. Digitalizzare in 3D manufatti Champa, strutture architettoniche urbane e persino spazi culturali in via di estinzione (villaggi di pescatori, villaggi artigianali, case comuni lungo il fiume) non significa solo preservarli, ma anche salvaguardare la memoria urbana per le generazioni future.
Raccontare storie in un modo nuovo.
Parallelamente alla conservazione, la tecnologia sta cambiando il modo in cui il patrimonio culturale viene comunicato al pubblico. Le audioguide, un tempo un importante progresso in ambito museale, sono ora migrate verso le applicazioni per dispositivi mobili. Con un semplice smartphone, i visitatori possono accedere a contenuti multilingue, animazioni, video, mappe interattive e persino inviare feedback diretti ai responsabili.
A Da Nang, il Museo delle Sculture Cham è una delle prime istituzioni ad aver implementato le audioguide automatizzate, consentendo ai visitatori di esplorare il sito storico in modo autonomo, senza dover dipendere dalle guide. Quando il contenuto audio è sviluppato professionalmente, ricco di spunti accademici ma presentato in un linguaggio accessibile, l'esperienza del visitatore si eleva a un nuovo livello: più tranquilla, personalizzata e profonda.
Su un altro piano, la tecnologia sta aprendo nuove prospettive per l'archeologia e la ricerca sul patrimonio culturale. Droni e tecnologia Lidar, già utilizzati con successo ad Angkor Wat e Koh Ker (Cambogia), permettono di "vedere attraverso" la vegetazione e individuare tracce di antiche strutture nel sottosuolo. Per aree con un significativo potenziale archeologico, come Da Nang oggi, questa non è più fantascienza, ma una reale opportunità, con numerosi centri di ricerca internazionali pronti a collaborare.
In questo caso, la tecnologia non sostituisce gli esseri umani, ma piuttosto amplia le capacità dei ricercatori. Contribuisce a ridurre i costi, ad aumentare la precisione e, soprattutto, a colmare il divario tra il patrimonio culturale e il pubblico.
Applicare la tecnologia alla conservazione del patrimonio non è una tendenza passeggera. Si tratta di una strategia a lungo termine che richiede una mentalità aperta e investimenti costanti. Per Da Nang, che sta costruendo la propria immagine come "città creativa", il patrimonio digitale può assolutamente diventare parte integrante dell'ecosistema creativo urbano, comprendendo istruzione, turismo, ricerca e industria dei contenuti.
Ponendo il patrimonio culturale al centro delle strategie di sviluppo e considerando i dati relativi al patrimonio come una risorsa condivisa dalla società, il patrimonio diventerà un'entità viva, che continuerà a essere raccontata, compresa e protetta nello spazio digitale della nuova era.
La Risoluzione n. 80-NQ/TW del Politburo, emanata il 7 gennaio 2026, sullo Sviluppo Culturale nella Nuova Era, continua ad affermare il ruolo della cultura quale fondamento spirituale e forza intrinseca per lo sviluppo rapido e sostenibile del Paese. Allo stesso tempo, la risoluzione adotta un approccio globale e moderno allo sviluppo culturale. La Risoluzione n. 80 crea una base moderna, promuovendo l'applicazione di tecnologie digitali come la digitalizzazione 3D, la realtà virtuale/aumentata, l'intelligenza artificiale e i big data per preservare, gestire e valorizzare i siti patrimonio mondiale e il patrimonio culturale immateriale in Vietnam. Ciò contribuisce a connettere la conservazione con uno sviluppo creativo sostenibile.
Fonte: https://baodanang.vn/di-san-buoc-vao-khong-gian-so-3322698.html








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