
Pelle biosintetica creata da un team di ricerca dell'Università di Tel Aviv e dello Sheba Medical Center - Foto: Università di Tel Aviv
Di fronte all'urgente necessità derivante dal conflitto e al crescente numero di soldati e civili che riportano gravi ustioni, gli scienziati dell'Università di Tel Aviv (TAU) e del Centro Medico Sheba Tel Hashomer hanno sviluppato con successo un innesto cutaneo biosintetico unico nel suo genere per le vittime di ustioni.
Questa tecnologia rivoluzionaria è interamente creata a partire dalle cellule del paziente stesso, è altamente stabile, facile da manipolare e flessibile. Questo tipo di pelle artificiale accelera il processo di guarigione, consentendo una cicatrizzazione delle ferite due volte più rapida rispetto ai metodi attuali e potrebbe rivoluzionare completamente il trattamento delle ustioni gravi.
La professoressa Lihi Adler-Abramovich, a capo del team di ricerca del Laboratorio di Materiali Bioispirati e Nanotecnologie dell'Università di Tel Aviv, ha dichiarato: "Non era mai stata creata una pelle di questo tipo prima d'ora, e abbiamo ottenuto risultati molto promettenti".
I trattamenti tradizionali per le ustioni spesso si basano sul trapianto di pelle sana prelevata da altre zone del corpo del paziente. Tuttavia, in caso di ustioni estese, i pazienti spesso non dispongono di una quantità sufficiente di pelle sana per questa procedura.
Un altro metodo attualmente utilizzato in Israele consiste nel coltivare la pelle in laboratorio a partire da un piccolo campione bioptico, ma questo metodo richiede molto tempo e rigenera solo lo strato superficiale della pelle.
La nuova tecnologia si basa su una tecnica di produzione chiamata elettrofilatura, in cui fibre microscopiche vengono intrecciate in fogli simili a tessuti. Questa tecnica crea una struttura di nanofibre, un reticolo che aiuta a rigenerare o riparare la pelle danneggiata. Tale struttura ha una conformazione simile a una rete ultrafine, con fibre migliaia di volte più sottili di un capello umano.
La professoressa Adler-Abramovich, membro del team di ricerca ed esperta di nanotecnologie peptidiche, ha affermato di aver integrato una "catena peptidica molto corta" nella struttura fibrosa: "I peptidi sono catene di amminoacidi, i mattoni delle proteine. Abbiamo utilizzato una catena di tre amminoacidi che imita la sequenza naturale presente nel corpo umano".
Ha aggiunto che il design della struttura in fibra combinata con i peptidi rappresenta la svolta del progetto. Questa struttura favorisce una buona adesione cellulare, stimolando la crescita e un'efficace rigenerazione della pelle. È al contempo resistente e facile da impiantare.
Il team di ricerca ha depositato una domanda di brevetto per questa struttura in fibra, ritenuta la prima a combinare tecniche di elettrofilatura, polimeri approvati dalla FDA e peptidi bioattivi.
Il professor Adler-Abramovich ha affermato: "Abbiamo osservato che il tessuto cicatriziale appariva migliorato. La pelle sembrava funzionare normalmente. Il processo di guarigione delle ferite era molto più rapido, riducendo la durata del ricovero ospedaliero e il rischio di infezione per i pazienti. Abbiamo persino osservato la crescita dei follicoli piliferi."
Il settore della cura della pelle artificiale si sta sviluppando rapidamente. Una start-up di Lod, in Israele, la Nanomedic Technologies Ltd, sta sviluppando un dispositivo medico che utilizza una tecnologia simile per coprire ustioni e ferite con pelle artificiale.
Riguardo alle prospettive future, il professor Adler-Abramovich ha affermato che ci vorranno diversi anni per ottenere i finanziamenti necessari per i test su animali di grossa taglia prima che possano iniziare le sperimentazioni cliniche sugli esseri umani.
Fonte: https://tuoitre.vn/dot-pha-da-nhan-tao-sinh-hoc-giup-tri-bong-nhanh-an-toan-20250715081402388.htm








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