
Questa politica riflette l'eredità e lo sviluppo del pensiero innovativo, affermando al contempo che le istituzioni per lo sviluppo costituiscono il pilastro centrale della strategia nazionale di sviluppo per il periodo 2026-2035, sottolineando in particolare il ruolo guida delle istituzioni economiche in termini di produttività, innovazione e competitività nazionale.
Tuttavia, il processo di sviluppo è ancora ostacolato da numerosi "colli di bottiglia istituzionali", come la sovrapposizione di sistemi giuridici, un contesto imprenditoriale iniquo, una limitata capacità di attuazione delle politiche e meccanismi di decentramento e di responsabilizzazione poco chiari. Tali limitazioni riducono il dinamismo del settore privato, soffocano l'innovazione e incidono sulla competitività dell'economia.
Nel contesto della trasformazione digitale, dell'economia verde, dell'economia della conoscenza e della profonda integrazione, la necessità di migliorare le istituzioni è diventata più urgente che mai. Un'istituzione di sviluppo moderna non è solo un quadro giuridico completo, ma richiede anche una ristrutturazione del rapporto tra Stato, mercato e società, creando un ambiente favorevole alla crescita sostenibile.
Sviluppi nel pensiero del Partito
Nel corso di otto Congressi del Partito, a partire dalla pietra miliare della riforma globale del 1986 (dal Sesto al Tredicesimo Congresso), la concezione del sistema economico da parte del Partito si è evoluta costantemente, passando da un meccanismo di gestione amministrativa a una piena economia di mercato a orientamento socialista. Mentre il Sesto Congresso ha aperto la strada a un cambiamento di prospettiva, il Nono Congresso ha gettato le basi teoriche per un'economia di mercato a orientamento socialista. Il Decimo e l'Undicesimo Congresso hanno proseguito sulla strada del perfezionamento della struttura istituzionale. Con il Dodicesimo e il Tredicesimo Congresso, il pensiero istituzionale ha raggiunto un livello moderno, integrato e orientato allo sviluppo. Questo processo coerente riflette la visione del Partito di costruire un sistema economico dinamico, trasparente ed efficiente, creando le basi per una crescita sostenibile e rafforzando la competitività nazionale nella nuova era.
La politica di "continuare a costruire e perfezionare in modo completo e sincrono le istituzioni per uno sviluppo nazionale rapido e sostenibile, in cui l'istituzione politica è fondamentale, l'istituzione economica è centrale e le altre istituzioni rivestono grande importanza", contenuta nella bozza di Relazione Politica presentata al XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam, riflette la visione strategica del Partito Comunista del Vietnam nel periodo di transizione verso una nuova era di sviluppo: l'era dell'economia digitale, dell'economia verde e della profonda integrazione internazionale. In primo luogo, si tratta di una continuazione e di un ulteriore sviluppo del pensiero di riforma istituzionale maturato attraverso numerosi Congressi precedenti. Mentre i Congressi precedenti si sono concentrati sul perfezionamento delle istituzioni dell'economia di mercato di orientamento socialista, questa bozza di Relazione Politica amplia la visione, considerando le istituzioni di sviluppo come un sistema complessivo, interconnesso tra istituzioni politiche, economiche e sociali, che garantisce il funzionamento armonioso dell'intero sistema socio-economico.
In secondo luogo, questa politica ribadisce il ruolo decisivo delle istituzioni per uno sviluppo rapido e sostenibile. L'esperienza nazionale e internazionale dimostra che i Paesi con istituzioni trasparenti e dinamiche, capaci di promuovere l'innovazione e tutelare i diritti legittimi degli operatori economici, tendono ad avere una maggiore produttività e competitività. Individuare le istituzioni politiche come elementi chiave riflette la necessità di rafforzare la capacità di leadership e garantire la stabilità politica, fondamento dello sviluppo; mentre porre le istituzioni economiche al centro afferma che l'economia è il pilastro che fornisce le risorse materiali per lo sviluppo.
In terzo luogo, questa politica riveste una profonda importanza pratica nel contesto di una nuova fase di sviluppo per il Vietnam, caratterizzata da numerose sfide: rallentamento della crescita, scarsa innovazione, bassa competitività, cambiamenti climatici e forte trasformazione digitale. Un sistema di sviluppo completo, trasparente ed efficace sarà un prerequisito fondamentale per sbloccare le risorse, soprattutto quelle del settore privato, promuovere lo sviluppo sostenibile e rafforzare la posizione del Paese.
In quarto luogo, questa politica riflette la mentalità dello "sviluppo istituzionale", che considera le istituzioni non semplicemente come strumenti di gestione, ma come motori di sviluppo, garantendo che la crescita economica proceda di pari passo con il progresso sociale e la tutela dell'ambiente. Ciò rappresenta un nuovo sviluppo nel pensiero del Partito, coerente con le tendenze di governance moderne e con l'obiettivo di rendere il Vietnam un paese sviluppato ad alto reddito entro il 2045.
I principali colli di bottiglia istituzionali nell'economia.

Innanzitutto, il quadro giuridico e le politiche economiche si sovrappongono. Il sistema giuridico vietnamita comprende attualmente oltre 300 leggi e codici, con molti importanti documenti legali già promulgati. Tuttavia, uno dei principali ostacoli al perfezionamento dell'economia di mercato a orientamento socialista in Vietnam è proprio questa sovrapposizione. Ad esempio, nei settori della terra, degli investimenti e degli appalti, il livello di sovrapposizione è molto elevato. Pertanto, la revisione e l'adeguamento delle leggi per superare le sovrapposizioni tra la Legge sulla terra e la Legge sugli appalti, in particolare negli articoli relativi a "investitori", "joint venture", "organizzazioni economiche" e "progetti di utilizzo del territorio", sono essenziali per un funzionamento più efficace dell'economia di mercato a orientamento socialista.
In secondo luogo, esiste un collo di bottiglia istituzionale per quanto riguarda i diritti di proprietà nell'economia di mercato a orientamento socialista. Nel contesto della costruzione di un'economia di mercato a orientamento socialista, i diritti di proprietà – inclusi i beni materiali (come terreni, fabbriche, macchinari) e i beni immateriali (come diritti d'autore, diritti di proprietà industriale, invenzioni, marchi) – sono fattori chiave per garantire un'allocazione efficiente delle risorse e incoraggiare l'innovazione. Il quadro istituzionale per i diritti di proprietà in Vietnam – sia materiali che immateriali – si trova a un bivio tra teoria e pratica. Per i beni materiali, le limitazioni alla proprietà e le procedure amministrative rimangono ostacoli significativi; per i beni immateriali, sebbene il quadro giuridico sia migliorato, i collegamenti con i mercati dei capitali, la commercializzazione e i sistemi di supporto alle imprese sono ancora incompleti. Il miglioramento del quadro istituzionale per i diritti di proprietà è sia un prerequisito per stimolare un maggiore sviluppo del settore privato, sia un fattore cruciale per rafforzare la competitività nazionale e promuovere l'innovazione.
In terzo luogo, il quadro istituzionale per l'accesso a risorse quali capitali, terreni e tecnologie rimane limitato. In realtà, la maggior parte delle imprese private incontra difficoltà nell'ottenere credito a causa della mancanza di garanzie, della complessità della documentazione e dei tassi di interesse più elevati rispetto alle imprese statali o a partecipazione straniera. Per quanto riguarda l'accesso ai terreni, un'indagine del 2024 condotta dalla Camera di Commercio e Industria del Vietnam (VCCI) ha mostrato che quasi il 74% delle imprese ha dovuto posticipare o annullare i propri piani aziendali a causa delle complicate procedure amministrative relative ai terreni. Inoltre, i meccanismi a supporto del trasferimento e dell'applicazione delle nuove tecnologie non sono realmente efficaci, ostacolando l'innovazione e il miglioramento della produttività del settore privato. Di conseguenza, le imprese private faticano ad accumulare risorse sufficienti per investire nell'innovazione e partecipare attivamente alle catene del valore globali, rallentando così il processo di miglioramento della competitività e riducendo il ruolo del settore privato nel trainare la crescita economica nazionale.
Impatto sull'innovazione e sulla competitività nazionale
Attualmente, il settore privato rappresenta un pilastro cruciale dell'economia vietnamita, contribuendo per circa il 50% al PIL e impiegando quasi l'85% della forza lavoro (VCCI, 2024). Tuttavia, quando le istituzioni non offrono incentivi allo sviluppo – a causa di procedure amministrative complesse e di un accesso limitato alle risorse – le imprese private non possono svolgere appieno il loro ruolo innovativo come previsto. Il 35% delle aziende ha dichiarato di dover ancora sostenere "costi informali aggiuntivi" per completare le procedure di investimento (VCCI, 2024). Di conseguenza, molte imprese rimangono bloccate nella fase di elaborazione, prive degli investimenti in tecnologia e della capacità di guidare catene del valore più elevate.
Per quanto riguarda la qualità istituzionale, secondo le valutazioni dell'UNDP, fino al 60% delle imprese private ha dichiarato di subire "discriminazioni" nell'accesso alle risorse rispetto alle imprese statali (VCCI, 2024). Queste limitazioni ostacolano la formazione di imprese di medie e grandi dimensioni capaci di guidare l'innovazione e di partecipare attivamente alle catene del valore globali, impedendo così al Paese di migliorare la propria competitività come previsto.
In realtà, la produttività del lavoro nel settore privato vietnamita è ancora solo circa il 36% di quella del settore statale e il 22% di quella del settore degli investimenti diretti esteri (VCCI, 2024). Sebbene il settore privato dia un contributo significativo, la maggior parte delle imprese è costituita da piccole aziende che non dispongono delle risorse necessarie per investire in ricerca e sviluppo e in tecnologie avanzate. Senza affrontare le strozzature istituzionali, il Vietnam farà fatica a uscire dalla "trappola del reddito medio" e a raggiungere una posizione altamente competitiva a livello internazionale.
Nel contesto della trasformazione digitale, dell'economia verde, dell'economia della conoscenza e della profonda integrazione internazionale, il Vietnam deve plasmare un nuovo modello istituzionale di sviluppo più costruttivo, moderno e flessibile per soddisfare le esigenze di uno sviluppo rapido e sostenibile e dell'integrazione globale. Questo modello istituzionale deve garantire il ruolo centrale del mercato, affiancato dalla guida e dalla leadership di uno Stato orientato allo sviluppo, creando un ambiente favorevole all'innovazione e rafforzando la competitività nazionale.
Innanzitutto, le istituzioni devono essere costruite in un'ottica costruttiva e orientata al mercato, in cui lo Stato non intervenga in modo eccessivo nelle attività economiche, ma si concentri sulla pianificazione delle politiche, sul perfezionamento delle regole del gioco e sulla garanzia di una concorrenza leale. Il mercato deve assumere un ruolo guida nell'allocazione delle risorse, in particolare del capitale, della terra, dell'energia e dei dati, fattori che determinano la produttività nell'era digitale.
Inoltre, il nuovo modello istituzionale deve essere digitale e verde. Le istituzioni digitali richiedono che tutta la pubblica amministrazione e i servizi pubblici siano digitalizzati, trasparenti e integrati nei dati, riducendo al minimo i costi di transazione per cittadini e imprese. Parallelamente, le istituzioni verdi sono un elemento fondamentale per la transizione del Vietnam verso un modello di crescita sostenibile, con l'obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2050. È necessario istituire un meccanismo di finanza verde, un mercato del carbonio e politiche preferenziali per i progetti di energia rinnovabile e le innovazioni tecnologiche pulite.
Infine, il Vietnam ha bisogno di costruire un sistema efficace, basato sulla conoscenza e decentralizzato, in cui la conoscenza, la scienza e l'innovazione diventino i motori principali. Il quadro giuridico dovrebbe incoraggiare le imprese a investire in ricerca e sviluppo (R&S), proteggere la proprietà intellettuale, sviluppare una forza lavoro digitale e promuovere forti legami tra imprese, università e istituti di ricerca. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare il decentramento e la responsabilità degli enti locali, rendendo il sistema economico più dinamico e adattabile ai cambiamenti globali e agli standard di integrazione internazionale.
In sintesi, il modello istituzionale a cui il Vietnam deve aspirare nella nuova fase è un modello costruttivo, digitale, verde, basato sulla conoscenza e decentralizzato; in cui lo Stato svolge un ruolo guida e costruttivo, il mercato è centrale, le imprese sono i motori dell'innovazione e le persone sono al centro dello sviluppo. Questa è la base su cui il Vietnam può fare il salto di qualità, stare al passo con i tempi e avanzare con decisione nell'era dello sviluppo verde, digitale e basato sulla conoscenza.
Fonte: https://baotintuc.vn/kinh-te/dot-pha-the-che-nang-cao-nang-luc-canh-tranh-quoc-gia-20251107115528783.htm








Commento (0)