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Il sapore persistente di una mattina di inizio inverno

(Dong Nai) - Stamattina mi sono svegliato prima del solito. Nessuna sveglia, nessuna chiamata, solo una vaga sensazione che mi spingeva fuori dal mio letto caldo. Uscendo per aprire la finestra, una brezza fresca è entrata di corsa, infiltrandosi attraverso i miei vestiti e facendomi rabbrividire leggermente. L'aria frizzante del mattino, il profumo di rugiada nel vento, mi hanno portato un improvviso senso di sollievo. A quanto pare, l'inverno è davvero arrivato.

Báo Đồng NaiBáo Đồng Nai30/10/2025

La strada di fronte alla casa sembrava essersi vestita di un nuovo abito. L'asfalto, un tempo lucido e nero, era ora ricoperto da un grigio opaco, e le tracce persistenti della rugiada notturna le conferivano un aspetto quasi addormentato. Una leggera brezza soffiava, portando con sé alcune foglie gialle che volteggiavano e si posavano a terra. Il fruscio delle foglie, i rari rumori del traffico, tutto si fondeva in una dolce e lenta melodia di inizio inverno.

In lontananza, gruppi di studenti cominciavano ad arrivare a scuola. I loro cappotti caldi e colorati risaltavano nella brezza fredda del mattino. Le loro guance erano arrossate e il loro respiro si trasformava in sottili volute di fumo. Alcuni sedevano sul portapacchi delle biciclette, rannicchiati contro la schiena dei padri, le manine che stringevano i cappotti. Altri tenevano per mano le madri, camminando lungo lo stretto vicolo, i loro passi brevi e frettolosi che riecheggiavano per il freddo. La scena era familiare eppure stranamente pacifica, un calore che non proveniva dal sole, ma dalla gentilezza umana, dal calore dell'amore.

Con l'arrivo dell'inverno, tutti sembrano rallentare e diventare più gentili. Il caffè in fondo alla strada ha acceso la musica, la dolce melodia di chitarra di una canzone di Trinh Cong Son si diffonde dolcemente nella sottile nebbia. La venditrice ambulante sorride gentilmente mentre versa un'altra tazza di tè caldo a un cliente. Il vapore sale, disperdendosi nel vento freddo, lasciando un aroma delicato. L'anziana signora che vende riso glutinoso mantiene la sua vecchia abitudine, seduta accanto alla sua pentola fumante di riso profumato, il suono del coperchio che viene aperto un richiamo familiare e confortante che riaffiora dai ricordi. In mezzo al freddo di inizio inverno, queste immagini familiari mi scaldano improvvisamente il cuore.

Forse è per questo che amo l'inverno. Non per i bei maglioni o il caffè caldo del mattino, ma perché ci fa rallentare, apprezzare il calore che ci circonda. L'inverno ha un modo tutto suo di evocare ricordi che sembravano sopiti: i pasti con i genitori, una ciotola fumante di zuppa o lo scoppiettio della legna che brucia in un pomeriggio di qualche tempo fa.

Ricordo che, quando ero bambino in campagna, ogni volta che soffiava il vento freddo, mia madre accendeva i fornelli prima del solito. La piccola cucina si avvolgeva di fumo, la luce del fuoco si rifletteva sulle pareti. Io e i miei fratelli ci stringevamo l'uno all'altro, aspettando che il riso bollisse per poi versarci un po' di acqua di riso calda. Quel liquido bianco e torbido, con un pizzico di zucchero, era dolce e profumato; ancora oggi, è un sapore che nessun altro piatto può eguagliare. A quei tempi, l'inverno si fermava fuori, e dentro c'erano solo calore e pace.

Crescendo lontano da casa, gli inverni in città non hanno più l'odore di fumo di cucina o il rumore della legna che brucia, ma la sensazione del vento gelido che soffia rimane la stessa. Ogni mattina, vedendo tutti avvolti in sciarpe e cappotti, provo improvvisamente una fitta di compassione: compassione per chi va a lavorare presto e compassione per me stessa, che fatico a districarmi nella frenesia della vita. Il freddo fa sì che le persone si chiudano in se stesse, ma apre anche i cuori, permettendo loro di essere toccati dalle cose più piccole.

Ogni stagione lascia il suo segno, ma l'inverno è forse la più malinconica. Nel silenzio del mattino, quando il nostro respiro si mescola ancora alla nebbia gelida, ci sentiamo improvvisamente piccoli in questo mondo immenso. Il freddo non si limita a sfiorarci la pelle, ma sembra penetrare in profondità nella nostra mente, risvegliando dolcemente quei momenti di quiete che abbiamo tenuto nascosti nella frenesia della vita. Forse è per questo che l'inverno ha sempre una qualità profondamente umana: freddo fuori, caldo dentro.

Con l'arrivo dell'inverno, le persone indossano cappotti e sciarpe più pesanti e i loro cuori si riempiono di emozioni inespresse. Nel primo brivido della stagione, sorrido dolcemente. Sì, l'inverno non porta solo freddo; porta anche i sentimenti più autentici, i moti più semplici della vita. A volte, basta una fredda brezza mattutina per renderci nostalgici, per farci capire che sappiamo ancora come sentire, come amare, come ricordare.

Chiusi delicatamente la finestra, lasciando che la brezza fresca indugiasse nel piccolo spazio. Un nuovo giorno era iniziato, le strade erano animate, ma nel mio cuore persisteva il sapore di quella mattina di inizio inverno: dolce, frizzante e pieno d'affetto.

Ha Linh

Fonte: https://baodongnai.com.vn/van-hoa/202510/du-vi-sang-dau-dong-f531a83/


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