Le aspettative di un rapido ripristino delle forniture energetiche da Russia e Medio Oriente hanno innescato una svendita sui mercati energetici globali, causando un crollo dei prezzi del petrolio greggio di quasi il 12% ieri (10 marzo). Al contrario, i prezzi dell'argento hanno continuato la loro tendenza al rialzo per la terza sessione consecutiva, sostenuti da fattori macroeconomici. Alla chiusura, l'indice MXV ha perso oltre l'1,5%, attestandosi a 2.773 punti.

Indice MXV
Il prezzo dell'argento si sta avvicinando ai 90 dollari l'oncia.
Nel frattempo, il mercato dei metalli ha registrato guadagni per la maggior parte delle principali materie prime. In particolare, i prezzi dell'argento sul COMEX hanno continuato il loro trend rialzista per la terza sessione consecutiva, con un aumento del 6% e avvicinandosi alla soglia dei 90 dollari l'oncia.

Listino prezzi dei metalli
Secondo la Borsa merci vietnamita (MXV), il recente aumento dei prezzi dell'argento è dovuto a tre fattori principali: la prospettiva di un allentamento dei rischi geopolitici , l'indebolimento del dollaro statunitense e un forte spostamento dei flussi di capitali speculativi.
I segnali positivi provenienti dalla Casa Bianca riguardo all'allentamento delle tensioni in Medio Oriente contribuiscono ad alleviare la pressione sui costi del carburante e dei trasporti nelle catene di approvvigionamento globali, limitando così il rischio di una ripresa dell'inflazione. Questo sviluppo potrebbe contribuire ad allentare la pressione sulle banche centrali affinché mantengano tassi di interesse elevati, migliorando al contempo le prospettive di crescita economica e stimolando la domanda di metalli industriali come l'argento.
Inoltre, le prospettive macroeconomiche positive hanno ridotto l'attrattiva dei beni rifugio, causando un graduale ritiro dei capitali difensivi dal dollaro statunitense. L'indebolimento del biglietto verde ha reso le materie prime denominate in USD, come l'argento, più economiche per gli investitori che detengono altre valute, rafforzando così la pressione d'acquisto sul mercato. Durante la seduta, l'indice del dollaro (DXY) ha invertito la rotta, scendendo dello 0,4% e attestandosi a 98,83 punti.
Questa settimana, l'attenzione del mercato è concentrata sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) e sui dati relativi alla spesa per consumi personali (PCE), alla ricerca di ulteriori indicazioni sulla direzione della politica monetaria della Federal Reserve. Se le pressioni inflazionistiche dovessero continuare ad attenuarsi in un contesto di ripresa del mercato del lavoro ancora debole, la Fed avrebbe maggiore margine di manovra per tagliare i tassi di interesse più rapidamente. Si prevede che questo scenario possa dare ulteriore impulso all'aumento dei prezzi dell'argento.
Per quanto riguarda i flussi di cassa, secondo un rapporto della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) statunitense, nella settimana conclusasi il 3 marzo, la posizione netta lunga sui contratti sull'argento del COMEX detenuta dai fondi gestiti ha raggiunto i 7.766 contratti, con un forte aumento del 55,8% rispetto all'inizio di febbraio. Questo sviluppo indica che il capitale speculativo sta tornando con forza sul mercato dell'argento, rafforzando ulteriormente le prospettive rialziste per questo metallo prezioso nel breve termine.
L'allentamento delle tensioni fa crollare i prezzi del petrolio.
La prospettiva di un ripristino delle forniture da Russia e Medio Oriente ha rapidamente smorzato il surriscaldamento del mercato energetico, spingendo i prezzi mondiali del petrolio in una brusca correzione al ribasso. Nello specifico, alla chiusura della sessione di trading di ieri, il prezzo del petrolio WTI è crollato di quasi il 12%, scendendo a 83,45 dollari al barile. Analogamente, anche il petrolio Brent ha perso l'11,3% del suo valore, chiudendo a 87,8 dollari al barile.

Listino prezzi dell'energia
Oltre ai fattori geopolitici, il calo dei prezzi del petrolio è fortemente influenzato anche dalla prospettiva di un intervento di politica macroeconomica. La pressione sul mercato dell'"oro nero" è ulteriormente intensificata dalle speculazioni secondo cui il G7 starebbe valutando la possibilità di coordinare lo sblocco delle riserve strategiche. Sebbene questa mossa non sia stata ancora confermata ufficialmente, la Presidenza francese ha dichiarato che il G7 dovrebbe riunirsi oggi. L'ordine del giorno dovrebbe vertere sulla crisi iraniana, nonché su discussioni relative a soluzioni coordinate per intervenire e raffreddare il mercato energetico.
Tornando agli sviluppi del mercato interno, il Ministero dell'Industria e del Commercio e il Ministero delle Finanze hanno appena emanato una decisione di adeguamento dei prezzi al dettaglio di benzina e diesel, ufficialmente in vigore dalle 00:00 di oggi. Questo periodo di adeguamento dei prezzi vede una netta tendenza al rialzo, con 4 dei 5 carburanti che raggiungono simultaneamente nuovi livelli di prezzo.
Nello specifico, per i carburanti per autotrazione, il prezzo della benzina E5 RON 92 è stato aumentato di 1.344 VND/litro (pari a un incremento di oltre il 5,3%), mentre la benzina RON 95-III ha registrato un aumento più marcato di 2.073 VND/litro (quasi il 7,7%). Nel settore degli oli, il gasolio ha guidato l'aumento, con un incremento di quasi 3.400 VND/kg (oltre il 15,8%), mentre il diesel è aumentato solo leggermente, di meno di 500 VND/litro. Contrariamente all'andamento generale del mercato, il cherosene è stato l'unico prodotto ad "andare controcorrente", con l'ente regolatore che ne ha ridotto il prezzo di oltre 2.700 VND/litro (corrispondente a una diminuzione di oltre il 9,1%).
Listino prezzi per altre tipologie di prodotti

Listino prezzi delle materie prime industriali

Listino prezzi dei prodotti agricoli
Fonte: https://congthuong.vn/gia-bac-tang-toi-6-tiem-can-nguong-90-usd-ounce-446341.html








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