Nello specifico, il prezzo del petrolio greggio West Texas Intermediate negli Stati Uniti è sceso di oltre il 5%, attestandosi a 69,71 dollari al barile. Analogamente, anche il prezzo del petrolio greggio Brent del Mare del Nord in Europa ha registrato un calo simile, raggiungendo i 73,34 dollari al barile.
I prezzi del petrolio greggio si sono raffreddati dopo che il Washington Post ha riportato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva discusso con il presidente statunitense Joe Biden la possibilità di colpire l'esercito iraniano, anziché i settori petrolifero e nucleare.
Matt Britzman, analista senior presso Hargreaves Lansdown, ha commentato che queste informazioni hanno attenuato le preoccupazioni relative all'offerta.
All'inizio di questo mese, gli attacchi missilistici iraniani contro Israele hanno causato un'impennata dei prezzi del petrolio greggio, nel timore che attacchi di rappresaglia potessero interrompere le forniture di petrolio.
L'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) ha confermato lo stesso giorno che l'offerta attuale rimane sufficiente a soddisfare la domanda del mercato petrolifero globale. Nel suo aggiornamento mensile, l'AIE ha affermato che la revoca del blocco petrolifero libico, la minore domanda e le basse perdite di produzione a seguito degli uragani nel Golfo del Messico "hanno contribuito a stabilizzare il mercato".
Un altro fattore che contribuisce al calo dei prezzi del petrolio è la preoccupazione per la domanda in Cina, dopo che Pechino non ha annunciato nuove misure di stimolo economico durante la conferenza stampa del fine settimana. I dati sul commercio e sull'inflazione di settembre, inferiori alle attese, hanno alimentato i timori degli investitori che la Cina, il più grande importatore mondiale di petrolio greggio, non riesca a rilanciare la propria economia.
Nel frattempo, i mercati azionari globali hanno registrato risultati contrastanti. Alla chiusura delle contrattazioni del 15 ottobre, l'indice Hang Seng della borsa di Hong Kong (Cina) ha perso quasi il 4%, l'indice Shanghai Composite è sceso del 2,5%, mentre Tokyo (Giappone) ha registrato guadagni dopo il lungo fine settimana festivo.
In Europa, l'indice FTSE della borsa di Londra (Regno Unito) è sceso, nonostante i dati ufficiali mostrino un rallentamento della disoccupazione e della crescita salariale, alimentando le aspettative degli analisti secondo cui la Banca d'Inghilterra continuerà a tagliare i tassi di interesse il mese prossimo.
L'indice CAC 40 della Borsa di Parigi (Francia) è sceso dello 0,8%, mentre l'indice DAX della Borsa di Francoforte (Germania) è salito dello 0,3%, in un contesto di aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea il 17 ottobre, in quanto le preoccupazioni per l'inflazione nell'Eurozona si sono attenuate e sono aumentate le ansie per il rallentamento della crescita economica.
Fonte: https://tuoitre.vn/gia-dau-tho-giam-manh-20241015202223038.htm








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