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I prezzi del rame raggiungono il massimo storico.

VTV.vn - Con una crescita cumulativa superiore al 35% dall'inizio dell'anno, il rame si avvia verso il suo ciclo di crescita annuale più forte degli ultimi 15 anni.

Đài truyền hình Việt NamĐài truyền hình Việt Nam25/12/2025

In un anno volatile per i metalli preziosi, caratterizzato da aumenti di prezzo record consecutivi per oro e argento, l'impennata dei prezzi globali del rame sta diventando un punto focale dell'attenzione di economisti e strateghi.

Alla fine di dicembre 2025, i prezzi del rame sul London Metal Exchange (LME) hanno ufficialmente raggiunto un nuovo massimo storico, superando i 12.000 dollari a tonnellata. Con una crescita cumulativa di oltre il 35% dall'inizio dell'anno, il metallo si avvia verso il suo ciclo di crescita annuale più forte degli ultimi 15 anni, dal periodo di ripresa successivo alla crisi finanziaria del 2009.

L'impennata dei prezzi del rame non è una semplice fluttuazione tipica delle materie prime, ma ha anche profonde implicazioni per la salute dell'economia globale. Per questo motivo, gli analisti lo soprannominano affettuosamente "Dottor Rame".

A differenza dell'oro, considerato un bene rifugio e una copertura contro l'inflazione, o dell'argento, un metallo a duplice uso che si colloca a metà strada tra investimento e industria, il rame è intrinsecamente un metallo puramente industriale. Il suo valore non è influenzato direttamente dal sentiment degli investitori, ma è legato all'effettiva espansione dell'economia.

Poiché il rame svolge un ruolo fondamentale nelle reti elettriche, nelle infrastrutture, nei macchinari industriali e nei sistemi energetici, la sua domanda è diventata l'indicatore più preciso dello stato di salute dell'economia. Secondo Goldman Sachs Research, l'attuale impennata dei prezzi del rame è la prova di un periodo di forte domanda industriale, soprattutto perché il metallo beneficia direttamente dei massicci investimenti nelle reti elettriche e nelle infrastrutture energetiche, necessari per far fronte all'ascesa dell'intelligenza artificiale (IA) e alla necessità di rafforzare le reti globali di difesa e sicurezza.

Analizzando i fattori alla base di questa impennata dei prezzi, gli esperti indicano una complessa interazione tra fattori strutturali di domanda e offerta. Sul fronte dell'offerta, le principali regioni produttrici, come il Cile e l'Indonesia, stanno affrontando un calo della produzione a causa di condizioni geologiche difficili e di rigide normative ambientali.

Le previsioni di JPMorgan indicano che il tasso di crescita dell'offerta di rame estratto dalle miniere nel 2026 è stato rivisto al ribasso, attestandosi a solo l'1,4%, il che equivale a una carenza di circa 500.000 tonnellate rispetto alle stime iniziali. Questa contrazione dell'offerta si verifica in un momento in cui la domanda è in forte crescita a causa dell'ondata di costruzione di data center per l'intelligenza artificiale su larga scala. Si stima che ogni infrastruttura di data center hyperscale potrebbe consumare fino a 50.000 tonnellate di rame per i sistemi di trasmissione e raffreddamento, creando una pressione senza precedenti sul mercato del metallo rosso.

Inoltre, anche le variabili politiche e le politiche commerciali agiscono come importanti catalizzatori dell'aumento dei prezzi. L'imposizione di nuove tariffe sul rame importato entro la metà del 2025 ha modificato in modo significativo la mappa del commercio globale, facendo lievitare direttamente i costi dei fattori produttivi nei principali mercati di consumo.

L'interazione tra barriere commerciali e fabbisogno energetico del settore tecnologico ha creato un contesto di mercato complesso in cui i valori economici reali si scontrano con i costi marginali derivanti dalle politiche. Secondo i gestori di portafoglio di Halbert Hargrove, le conseguenze a lungo termine di questo aumento dei prezzi dipenderanno in larga misura dalla capacità di industrie e governi di adattarsi a un nuovo scenario commerciale in cui materie prime strategiche come il rame non sono solo materiali di produzione, ma anche armi geopolitiche.

Per quanto riguarda le prospettive di prezzo, JPMorgan Global Research prevede che il prezzo del rame raggiungerà i 12.500 dollari a tonnellata nel secondo trimestre del 2026 e si manterrà su una media annua superiore ai 12.000 dollari a tonnellata.

Nonostante l'ottimismo riguardo alla tendenza al rialzo, gli esperti continuano a mettere in guardia sulle conseguenze a lungo termine. David Koch, gestore di portafoglio presso Halbert Hargrove, ha commentato: "L'interazione tra dazi e prezzi del rame illustra la complessa dinamica del commercio globale. L'esito a lungo termine dipenderà dalla capacità dei governi e delle industrie di adattarsi a questo nuovo contesto commerciale".

Fonte: https://vtv.vn/gia-dong-pha-dinh-lich-su-100251225144607728.htm


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