Queste informazioni sono state condivise dal dottor Nguyen Trung Cap, vicedirettore dell'Ospedale Centrale per le Malattie Tropicali, a margine della Conferenza Scientifica Nazionale sulle Malattie Infettive e l'HIV/AIDS, svoltasi il 1° novembre.
Secondo il dottor Cap, i cambiamenti nell'ambiente di vita e nelle condizioni socio-economiche creano anche opportunità per la proliferazione di molti tipi di parassiti. Un esempio tipico è il recente aumento della trasmissione di ascaridi dagli animali domestici all'uomo. Negli ultimi anni, l'ospedale ha ricevuto molti pazienti infetti da ascaridi provenienti da cani e gatti.
Cani e gatti sono portatori di molti tipi di parassiti. Se non vengono sverminati regolarmente, le uova dei parassiti possono disperdersi nell'ambiente, contaminandolo. Queste uova, rimanendo attaccate al pelo dell'animale, possono facilmente trasmettere malattie attraverso il contatto umano e una scarsa igiene. Parassiti come pidocchi, pulci e zecche presenti sugli animali domestici sono portatori di numerosi agenti patogeni e possono infettare anche l'uomo.
Il dottor Nguyen Trung Cap, vicedirettore dell'Ospedale Centrale per le Malattie Tropicali. (Foto: N.Loan)
Inoltre, l'abitudine di consumare cibi poco cotti (insalate, piatti a base di carne cruda) aumenta il rischio di infezioni parassitarie. Se preparati con carne e verdure contaminate da parassiti, il rischio di infezione è molto elevato. Allo stesso tempo, una cattiva gestione dei rifiuti accresce ulteriormente il rischio di diffusione dei parassiti.
Oltre al crescente numero di infezioni parassitarie, negli ultimi anni il mondo si è trovato ad affrontare il rischio di comparsa e diffusione di nuove malattie infettive.
Secondo gli esperti, con le malattie infettive emergenti, gli esseri umani non sono in grado di prevederne l'andamento (come nel caso del COVID-19). Tuttavia, se riusciamo a individuare precocemente i focolai e ad attuare tempestivamente misure di isolamento e contenimento, possiamo controllare l'epidemia in modo relativamente efficace.
Al contrario, se le malattie infettive non vengono individuate precocemente e trattate adeguatamente, consentendo il verificarsi di epidemie come quella di COVID-19, il controllo diventa estremamente difficile, causando danni significativi. "Le malattie emergenti sono quelle che non possiamo prevedere. Possono essere insignificanti, ma possono anche causare pandemie. Pertanto, un monitoraggio precoce è fondamentale per determinare se rappresentano un grave rischio pandemico. Se tale rischio esiste, dobbiamo fare tutto il possibile per controllarle ed evitare di causare danni ingenti", ha sottolineato il Dott. Cap.
Gli esperti hanno anche osservato che le malattie infettive che in precedenza erano ben controllate, ma che poi sono diventate incontrollabili, potrebbero riemergere; questo fenomeno è noto come ricomparsa. Ad esempio, la difterite, la pertosse e il tetano in passato presentavano un basso numero di casi grazie agli elevati tassi di vaccinazione. Quando i tassi di vaccinazione non sono all'altezza, le malattie possono riemergere in diverse località.
"Recentemente, alcune località hanno registrato focolai di pertosse, difterite e tetano neonatale. Se il controllo delle vaccinazioni non viene effettuato correttamente, si rischia di provocare focolai di malattie più pericolose come la poliomielite", ha informato il dottor Cap.
La Conferenza scientifica nazionale sulle malattie infettive e sull'HIV/AIDS, che si tiene ogni due anni, è un evento importante per la ricerca scientifica, lo scambio di esperienze e l'implementazione di nuove tecniche nella diagnosi e nel trattamento delle malattie infettive e dell'HIV/AIDS.
Questa conferenza scientifica nazionale sulle malattie infettive e l'HIV/AIDS si è svolta nell'arco di tre giorni, dal 31 ottobre al 2 novembre, con 136 articoli presentati, di cui 113 interventi orali e 13 presentazioni di poster.
Fonte: https://vtcnews.vn/gia-tang-nhiem-ky-sinh-trung-tu-thu-cung-ar905196.html








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