In realtà, il mercato assicurativo si fonda sui principi cardine di "fiducia" e "tranquillità". I clienti non acquistano un'assicurazione nella speranza che si verifichi un rischio per poter ricevere un indennizzo; piuttosto, la acquistano come "scudo" per proteggersi da eventi imprevisti (incidenti, malattie o danni alla proprietà...).
Tuttavia, in molte controversie recenti, quello scudo si è trasformato in un freddo "muro" procedurale. Quando si verifica un incidente, invece di una protezione immediata, gli assicurati si trovano spesso in una posizione di svantaggio, costretti a darsi da fare per "dimostrare di essere vittime" al fine di ricevere i benefici.
Attualmente, l'Assemblea Nazionale e gli enti competenti si stanno adoperando per rivedere, modificare e integrare le normative relative alla Legge sulle Assicurazioni. Tra queste, un principio fondamentale che necessita di essere codificato con fermezza è quello di garantire che gli acquirenti di polizze assicurative non siano lasciati soli a dimostrare il proprio status di vittima.
L'essenza dell'assicurazione risiede nella condivisione del rischio: le persone acquistano tranquillità e le aziende vendono un impegno alla protezione. Tuttavia, attualmente questo rapporto è fortemente sbilanciato a favore delle aziende. Le compagnie assicurative dispongono di risorse finanziarie e di uffici legali specializzati, mentre gli acquirenti spesso non possiedono le competenze specifiche necessarie e hanno poco tempo a disposizione. Quando sorgono controversie, l'attuale procedura spesso svantaggia gli acquirenti.
Durante le discussioni sul suddetto progetto di legge, i deputati dell'Assemblea Nazionale hanno espresso la necessità di meccanismi a tutela degli acquirenti di polizze assicurative; l'attenzione dovrebbe concentrarsi sul trasferimento dell'onere della prova della trasparenza alle compagnie assicurative in caso di controversie. Ciò significa che, quando un cliente lamenta di aver ricevuto una consulenza errata, la compagnia deve fornire prove (registrazioni audio, video, verbali di consulti indipendenti) che dimostrino la correttezza della consulenza fornita dall'agente. Qualora non sia in grado di fornire tali prove, la legge deve implicitamente riconoscere la correttezza della consulenza del cliente e tutelarne i diritti.
In sostanza, i contratti assicurativi dovrebbero essere considerati una tipologia particolare di contratto in cui la comprensione da parte del cliente è essenziale per la sua validità. Se un acquirente firma un documento di centinaia di pagine senza comprenderne l'essenza (a causa di una terminologia tecnica eccessivamente complessa), la responsabilità ricade sulla parte che lo ha redatto.
Pertanto, la legge dovrebbe imporre che i riassunti delle norme siano giuridicamente vincolanti, concisi e di facile comprensione, considerandoli la base principale per la risoluzione delle controversie al posto di lunghi documenti contrattuali.
L'obiettivo di questa revisione legislativa non è solo regolamentare le imprese, ma anche creare un mercato assicurativo sicuro per i cittadini. Affinché il mercato assicurativo si sviluppi in modo sostenibile, non si può permettere che persista la mentalità secondo cui sono i clienti a cercare benefici e a dover dimostrare di essere vittime. Solo allora lo "scudo" che le persone si aspettano non sarà più una fonte di timore in caso di controversie, ma diventerà una vera e propria "tranquillità" per chi acquista polizze assicurative.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/go-ganh-nang-cho-nguoi-mua-bao-hiem-post825105.html








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