Uno studio innovativo dell'Università di Oxford, in collaborazione con la startup tecnologica Outer Solar System Company, sta aprendo nuove strade per proteggere la Terra dagli impatti degli asteroidi.
La ricerca si concentra sulla valutazione della risposta delle meteoriti ricche di ferro a diversi livelli di stress, con l'obiettivo di applicare la tecnologia nucleare per deviare i corpi celesti pericolosi.
Il responsabile del team di ricerca ha rivelato: "Le analisi hanno valutato i cambiamenti nella struttura interna del meteorite sotto l'influenza delle radiazioni. Le osservazioni a livello microscopico hanno mostrato che la resistenza del materiale potrebbe aumentare fino a 2,5 volte, in linea con i precedenti dati sperimentali."

Le simulazioni mostrano che i meteoriti ferrosi possono aumentare la loro resistenza se sottoposti a impatti ad alta intensità (Immagine: Getty).
Questa ricerca è stata condotta nell'ambito della missione DART della NASA del 2022, che ha dimostrato il potenziale dei metodi di impatto cinetico per deviare gli asteroidi.
Tuttavia, questo metodo comporta ancora molti rischi, tra cui la possibilità di rallentare l'avvicinamento invece di passare a un'orbita sicura, o addirittura di frammentare l'asteroide in molti pezzi incontrollabili.
Per prendere la decisione ottimale tra l'impatto cinetico e la soluzione nucleare non ancora testata, gli esperti di difesa planetaria necessitano di una conoscenza approfondita delle proprietà meccaniche di ogni tipo di materiale che compone l'asteroide.
Queste conoscenze sono fondamentali per determinare come trasferire energia in modo efficiente, modificando così le traiettorie e riducendo il rischio di collisione.
Tuttavia, i dati su questo argomento sono limitati, in particolare le informazioni che riflettono la risposta del materiale in tempo reale. Diversi modelli di ricerca possono fornire stime che differiscono fino a sette volte nel limite di forza che causa la deformazione del materiale, a seconda del livello di valutazione (micro o macro).
Per superare questa limitazione, il team di ricerca ha utilizzato l'acceleratore di particelle Super Proton Synchrotron presso l'impianto High Radiation to Materials (HiRadMat) del CERN. Hanno irradiato il campione di meteorite ferroso Campo del Cielo con impulsi di fasci di protoni ad alta energia di intensità variabile per periodi estremamente brevi, evitando di danneggiare il campione.
I dati provenienti da sensori termici e tecniche di misurazione delle vibrazioni superficiali tramite laser Doppler hanno rivelato un fenomeno inaspettato: il campione di meteorite inizialmente si è ammorbidito e deformato, ma poi ha aumentato la sua resistenza.
Allo stesso tempo, il campione presenta anche uno smorzamento dipendente dalla velocità di deformazione, il che significa che più forte è l'impatto, più efficacemente il materiale è in grado di disperdere e assorbire energia.
Questo metodo di ricerca fornisce dati cruciali che aiutano a spiegare le discrepanze tra le misurazioni di laboratorio dei limiti di flusso e le prove della frammentazione dei meteoriti al momento dell'ingresso nell'atmosfera terrestre.
Gli scienziati ritengono che questa differenza derivi molto probabilmente da un processo di ridistribuzione delle sollecitazioni all'interno della struttura del materiale.
Lo studio ha inoltre indicato che le proprietà meccaniche degli asteroidi possono cambiare in tempo reale, anziché essere parametri fissi come ipotizzato in molti modelli attuali di deflessione degli asteroidi.
Nella fase successiva, gli scienziati prevedono di estendere l'indagine ad asteroidi con composizioni più diversificate al fine di completare i dati per la difesa planetaria.
Fonte: https://dantri.com.vn/khoa-hoc/hat-nhan-co-the-lam-lech-huong-thien-thach-dang-lao-toi-trai-dat-20260204235021149.htm







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