Oltre alle lezioni regolari, molti insegnanti impartiscono lezioni extra al di fuori dell'orario scolastico per incrementare il proprio reddito. Quindi, chi ricopre ruoli dirigenziali come presidi e vicepresidi è autorizzato a impartire lezioni extra?
Le questioni relative alle attività di tutoraggio non hanno mai smesso di essere un argomento "scottante" nelle discussioni, e molte preoccupazioni sono state sollevate nel corso degli ultimi tempi.
Ai presidi e ai vicepresidi è consentito impartire lezioni extra?
L'articolo 4 della Circolare 17/2012 del Ministero dell'Istruzione e della Formazione stabilisce chiaramente i casi in cui le ripetizioni non sono consentite. Nello specifico, le ripetizioni sono vietate agli studenti che già ricevono due ore di lezione al giorno dalle loro scuole e agli alunni della scuola primaria, ad eccezione dei casi di: formazione artistica, educazione fisica e sportiva e sviluppo delle competenze per la vita.
Agli istituti di istruzione superiore, ai college, alle scuole professionali e agli istituti di formazione tecnica è vietato organizzare corsi di recupero o sessioni di tutoraggio su argomenti del curriculum di istruzione generale. Anche agli insegnanti attualmente retribuiti dal settore pubblico non è consentito organizzare corsi di recupero.
In molte scuole si svolgono attività extrascolastiche e corsi di doposcuola. (Immagine a scopo illustrativo)
Il documento stabilisce inoltre che le lezioni private extrascolastiche sono vietate, sebbene gli insegnanti possano parteciparvi; agli insegnanti è altresì vietato impartire lezioni private agli studenti che frequentano le lezioni regolari senza l'autorizzazione del responsabile dell'ente di gestione.
Pertanto, allo stato attuale non esistono regolamenti che vietino ai presidi o ai vicepresidi di impartire lezioni extra. Di conseguenza, presidi e vicepresidi sono ancora autorizzati a impartire lezioni extra, ma devono attenersi al carico didattico prescritto.
La bozza di circolare sull'insegnamento e l'apprendimento integrativo, attualmente in fase di elaborazione da parte del Ministero dell'Istruzione e della Formazione, prevede anche che i vicepresidi o i preside aggiunti possano partecipare all'insegnamento integrativo, ma debbano attenersi alle normative vigenti. Se questa bozza verrà approvata e promulgata, sostituirà la Circolare n. 17/2012 sull'insegnamento e l'apprendimento integrativo attualmente in vigore.
Quote di carico didattico concordate con il preside e il vicepreside.
Il comma 1, articolo 7 della Circolare 28/2009 del Ministero dell'Istruzione e della Formazione stabilisce che i presidi e i vicepresidi delle scuole di istruzione generale hanno la responsabilità di impartire una serie di lezioni per comprendere i contenuti e il curriculum dell'istruzione e la situazione di apprendimento degli studenti al fine di migliorare l'efficacia della gestione.
Il carico didattico annuo del preside è calcolato come segue: 2 lezioni/settimana x il numero di settimane assegnate all'insegnamento e alle attività didattiche come stabilito nel calendario scolastico;
Il carico didattico annuo del vicepreside è calcolato come segue: 4 lezioni/settimana x il numero di settimane assegnate all'insegnamento e alle attività didattiche come stabilito nel calendario scolastico.
Nello specifico, ai presidi e ai vicepresidi delle scuole secondarie e degli istituti pre-universitari non è consentito convertire l'indennità di carico didattico ridotto in posizioni aggiuntive per sostituire l'indennità di carico didattico prevista nella presente circolare.
An Nhi (compilato)
Fonte: https://vtcnews.vn/hieu-truong-hieu-pho-co-duoc-phep-day-them-ar916024.html








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