
Sorgono preoccupazioni in merito alla normativa che impone agli avvocati che operano nel settore pubblico di iscriversi all'Ordine degli avvocati.
I membri del Gruppo 3 dell'Assemblea Nazionale hanno espresso pieno consenso alla risoluzione dell'Assemblea Nazionale sulla sperimentazione del sistema di avvocati pubblici, considerandola un passo necessario per rispondere alle esigenze pratiche degli enti statali, soprattutto nel contesto di una sempre maggiore integrazione internazionale. Nelle controversie con soggetti internazionali, l'assunzione di avvocati esterni incontra ancora molti ostacoli relativi ai meccanismi e alle procedure finanziarie, il che sottolinea ulteriormente la necessità di costituire un team di avvocati pubblici.
Per quanto riguarda gli standard per gli avvocati pubblici, la bozza stabilisce condizioni equivalenti a quelle previste dalla Legge sugli avvocati. Tuttavia, la deputata dell'Assemblea nazionale Phan Thi My Dung ( Tay Ninh ) ha sostenuto che, sebbene tale regolamento sia appropriato in linea di principio, è molto difficile da attuare nella pratica a livello locale. Le risorse umane con una laurea in giurisprudenza, soprattutto nei dipartimenti e negli enti specializzati, sono attualmente molto limitate. Anche nella creazione di team legali conformi alle normative vigenti, molte località incontrano difficoltà nel soddisfare i requisiti di qualificazione ed esperienza. Pertanto, se gli standard rimangono invariati rispetto alla bozza, la probabilità di un'attuazione pilota a livello locale sarà molto bassa. La deputata ha suggerito di valutare la possibilità di apportare modifiche più flessibili per garantirne la fattibilità.

Per quanto riguarda il meccanismo di riconoscimento e gestione degli avvocati del settore pubblico, i delegati hanno espresso preoccupazione per l'obbligo di iscrizione all'Ordine degli Avvocati. Secondo i delegati, tale obbligo potrebbe entrare in conflitto con le normative relative ai dipendenti pubblici e sollevare numerose questioni di gestione, finanziarie e di responsabilità legale. Il fatto che un individuo sia contemporaneamente un dipendente pubblico e membro di un'organizzazione professionale come l'Ordine degli Avvocati potrebbe comportare una sovrapposizione di competenze gestionali e difficoltà nell'individuazione delle procedure per la gestione delle violazioni. Pertanto, è necessario chiarire o modificare tale normativa al fine di garantire la coerenza dell'ordinamento giuridico.
Per quanto riguarda le normative e le politiche, i delegati hanno sostenuto che l'attuale sistema di remunerazione potrebbe generare disparità tra i diversi gruppi. In particolare, se gli avvocati del servizio pubblico ricevono un'indennità mensile anche in assenza di casi, mentre gli assistenti legali vengono pagati solo a caso, si crea una disparità ingiustificata. Pertanto, i delegati hanno suggerito di rivedere il meccanismo di pagamento per collegarlo al volume e all'efficacia del lavoro svolto.

Inoltre, i delegati hanno rilevato che la mancanza di regolamenti che limitino il numero di avvocati pubblici in ciascun ente o unità potrebbe comportare difficoltà nella gestione e nell'allocazione delle risorse. Allo stesso tempo, è necessario chiarire i confini tra le responsabilità e i doveri dei funzionari pubblici e il ruolo degli avvocati pubblici, evitando sovrapposizioni e conflitti nello svolgimento delle funzioni, soprattutto nei casi in cui gli errori derivino dall'ente statale stesso.
Inoltre, i delegati hanno sostenuto che la normativa relativa all'assunzione di avvocati esterni nei casi in cui vi sia carenza di avvocati pubblici non dovrebbe rientrare nell'ambito di applicazione della presente risoluzione, ma dovrebbe essere affrontata attraverso un meccanismo finanziario comune applicabile a tutti gli enti e le località, quando necessario, al fine di risolvere le difficoltà pratiche.
Aumentare la retribuzione dei difensori d'ufficio.
Partecipando alla discussione sulle politiche e i regolamenti per gli avvocati pubblici, il deputato dell'Assemblea Nazionale Bui Manh Khoa (Thanh Hoa) ha suggerito che la remunerazione dovrebbe essere superiore a quella prevista nell'attuale bozza. Secondo il deputato, data la natura specifica del lavoro, gli elevati requisiti professionali, il lungo tempo dedicato alla ricerca sui casi e l'intenso carico di lavoro, l'attuale livello di sostegno è inadeguato e rende difficile attrarre un team di professionisti altamente qualificati.

I delegati hanno inoltre osservato che il numero di avvocati pubblici partecipanti al programma pilota necessita di un'attenta valutazione per evitare un eccessivo carico di lavoro, che comporterebbe uno spreco di risorse.
Inoltre, i delegati hanno sostenuto che il periodo pilota di due anni è relativamente breve e insufficiente per una valutazione completa dell'efficacia del modello. Hanno proposto di estendere il periodo pilota e di rivedere la normativa in materia di formazione e sviluppo per renderla più snella e pratica, evitando che il periodo pilota si concentri principalmente sulla formazione senza sufficienti attività pratiche. Ciò al fine di garantire che la valutazione finale fornisca una solida base per una valutazione oggettiva e completa, ponendo le basi per un miglioramento delle politiche a lungo termine.

Il deputato dell'Assemblea Nazionale Tran The Kinh (Thanh Hoa) ha suggerito che la Risoluzione dovrebbe chiarire che l'avvocato pubblico è una specifica figura professionale all'interno del sistema dei funzionari e dei dipendenti pubblici. Definire chiaramente tale figura professionale mira a evitare confusione con altre posizioni, come ad esempio i funzionari legali di agenzie e unità o i dipendenti pubblici che forniscono assistenza legale; e, al contempo, a creare una base per valutare l'efficacia dell'operato degli avvocati pubblici nella pratica.
Inoltre, per quanto riguarda gli standard e l'ambito di competenza degli avvocati pubblici previsti dal comma 1 dell'articolo 5, il delegato ha proposto di includere anche le persone incaricate da enti e unità di svolgere le funzioni di funzionari e dipendenti pubblici. Secondo il delegato, tale regolamento è conforme alla normativa vigente e contribuisce a creare un meccanismo flessibile che consenta di attrarre avvocati qualificati ed esperti provenienti da studi legali per la partecipazione alle attività del settore pubblico. Ciò migliorerebbe la qualità della consulenza legale e dell'assistenza nella risoluzione dei contenziosi.

I delegati hanno inoltre sottolineato la necessità di definire chiaramente l'autorità competente a determinare il numero di avvocati pubblici nei ministeri, dipartimenti e enti locali partecipanti al programma pilota. Tale definizione è fondamentale per garantire coerenza, trasparenza e allineamento nello sviluppo e nell'attuazione delle politiche e dei regolamenti relativi al personale degli avvocati pubblici.
Per quanto riguarda regolamenti e politiche, i delegati hanno sostenuto che non si dovrebbe stabilire un'indennità mensile fissa per gli avvocati del settore pubblico. Al contrario, si dovrebbe applicare un meccanismo di pagamento caso per caso, al fine di rispecchiare meglio la realtà dei carichi di lavoro disomogenei tra le diverse unità e località. Questo approccio garantisce un utilizzo efficiente delle risorse, evitando al contempo disuguaglianze nell'attuazione delle politiche. Per i funzionari, i dipendenti pubblici o coloro che lavorano a contratto per svolgere compiti specifici, il pagamento caso per caso sarebbe direttamente collegato al carico di lavoro effettivo e alla natura dell'incarico.

Il deputato dell'Assemblea Nazionale Nguyen Duy Tien (Tay Ninh) ha sostenuto che la bozza di risoluzione deve affrontare adeguatamente il rapporto tra i doveri degli avvocati d'ufficio e gli obblighi dei funzionari e dei dipendenti pubblici, come stabilito dall'articolo 7, comma 3. Di conseguenza, oltre al loro normale lavoro professionale, coloro che svolgono il ruolo di avvocato d'ufficio devono comunque garantire l'adempimento di tutte le responsabilità dei funzionari e dei dipendenti pubblici. Tuttavia, nella realtà, quando si partecipa a casi che possono durare mesi o addirittura anni, ciò risulta difficile da realizzare. Questo non solo compromette il completamento dei compiti assegnati, ma crea anche pressione sugli altri funzionari, che si ritrovano a dover farsi carico del carico di lavoro rimanente. Il deputato ritiene che questa sia una questione che necessita di essere studiata e chiarita.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/hoan-thien-co-che-bao-dam-tinh-kha-thi-thi-diem-luat-su-cong-10414293.html










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